Si spengono le luci, cala il sipario: l’era Demna di Balenciaga scrive il suo ultimo capitolo con la collezione Resort 2026.
Secondo un’antica credenza appartenente al mondo greco-romano, i cigni, prima di morire, cantano un’ultima, gloriosa e struggente melodia. Per questo motivo, si definisce “canto del cigno” l’ultima e più degna espressione di un artista. La collezione Resort 2026 di Demna Gvasalia per Balenciaga, non sarà di certo l’ultima opera di Demna, né l’ultima linea di Balenciaga. Del primo ammireremo ancora i design, e dell’evoluzione della seconda continueremo ad essere testimoni. Eppure, c’è tutto il sapore di un addio. Perché in effetti lo è. È questo l’ultimo atto di un sodalizio che ha ridefinito il lusso, prendendosene gioco e mostrandolo per ciò che non vuole essere, ma che inevitabilmente è.

Il nome della collezione è Exactitudes, in riferimento ad una serie di immagini del fotografo Ari Versluis e della scrittrice Ellie Uyttenbroek. Le exactitudes (da exact, esatto e attitudes, atteggiamento) non sono che la documentazione di un vasto range di identità diverse: le persone vengono immortalate in un contesto completamente anonimo, un semplice sfondo bianco, che mette in risalto le loro modalità di distinzione, evidenziando ciò che ognuno fa per costruire la propria identità.
Con la sua ultima collezione prêt-à-porter per Balenciaga, Demna rivisita i volumi e le silhouette che per un decennio hanno caratterizzato la sua visione presso la casa di moda parigina, con un twist in più. Oltre ad arricchirla con capi dal suo guardaroba personale, il designer conclude la sua opera con una collaborazione con la sola ed unica principessa del pop, Britney Spears. Se vi state chiedendo cosa i due abbiano in comune, la risposta è semplice: entrambi hanno definito la cultura della propria era, contraddistinguendone generazioni e plasmandone abitudini.
Ops… l’ho fatto di nuovo!
Mai espressione fu più calzante del titolo dell’iconica canzone di Britney per definire il lavoro di Demna. Più di una volta, infatti, le sue collezioni sono risultate profondamente soggiogate da una ripetitività calcolatamente ingegnosa ed intenzionalmente nauseante. L’esercizio anti-fashion in opposizione alla stagionalità delle collezioni in pieno stile Demna è presente anche nella linea Resort 2026, in quello che vuole essere un conclusivo grande ripasso del suo periodo alla guida di Balenciaga. Lo stilista onora il suo stesso lavoro presso la maison celebrandone gli archetipi.


Come? Innanzitutto, riproponendo i suoi grandi classici, provenienti da 35 vecchie collezioni diverse. Puffer jackets, panta-stivali, volumi esagerati, cappotti iper-strutturati, e accessori improbabili quali dust bags e borse per la spesa. Poi, aggiungendo qualcosa in più, come un chiodo realizzato con un elegante gioco di patchwork in pelle, e ricorrenti inserti di frange e pelliccia. Ma il diavolo è nei dettagli: se non avete notato l’orologio con triplo quadrante, o la borsa che riproduce fedelmente il cofano di un’auto, forse dovreste guardare meglio.


Riguardo il binomio Britney-Balenciaga, viene esplicitato nella collezione con una serie di graphic tees, felpe e cappellini, e con un’inedita playlist curata dalla cantante stessa: una line-up delle sue più grandi hit, per una linea composta dai migliori successi di Gvasalia. Il tutto si conclude con due lunghi abiti velati, uno in nude, l’altro in nero. In un certo senso, sono essi ad incarnare l’ultima sposa Balenciaga firmata Demna.

Non c’è perdono per i Demnati
Tra scandali, apologie, venerazioni e condanne durate dieci anni, la collezione Resort 2026 di Balenciaga segna la fine di un capitolo, l’ultimo per lo stilista georgiano, che ancora una volta ha saputo mettere a nudo il sottile confine tra lusso e moda, portando in scena l’attitude del guardaroba contemporaneo.
Una mostra retrospettiva dal titolo “Balenciaga by Demna” prenderà vita dal 26 giugno al 9 luglio presso la sede centrale di Kering: un ultimo saluto per chiunque stia già piangendo la dipartita del designer. Ma non disperate. Se Britney ha superato il 2007, i fashion addict supereranno un Balenciaga privo di Demna.
O si ama o si odia: impossibile però rimanere indifferenti di fronte al suo operato. Dopotutto, oggi come non mai, it’s Demna b*tch.
Foto: Vogue


