Due talk show basati esclusivamente sulle parole. Che tempo che fa e Belve sono programmi che, ad un primo sguardo, possono apparire simili, ma sono totalmente diversi.
Che tempo che fa

Nato sulla Rai nel 2003 e trasferito sul NOVE nel 2023, è il format di interviste più noto della nostra televisione. Presentato da Fabio Fazio, celebre conduttore televisivo italiano di grande spessore, CTCF vanta moltissimi ospiti, anche internazionali, che difficilmente troviamo in altri talk italiani.
Personaggi del calibro di Barack Obama e Papa Francesco, che è stato ospitato più volte, Manuel Macron, Bill Gates, Greta Thunberg, sono i più illustri e istituzionali. Ci sono state poi le numerosissime star di Hollywood e i cantanti più famosi. Quentin Tarantino, Sean Penn, Penelope Cruz, Jodie Foster, Uma Thurman, Woody Allen, John Travolta. Pochi giorni fa la celebrity più amata oggi dai giovani Zendaya, Madonna, Lady Gaga, Ed Sheeran, e la lista continua ancora.
Per non parlare degli italiani. Dalla Carrà, a Benigni, Celentano, Mike Bongiorno, Piero Angela, ecc.
Insomma, CTCF è ormai radicato nella cultura e nella storia della tv italiana. Ma oltre ad essere glorificato da molti, per il modo con cui il conduttore si approccia agli ospiti, entrando in empatia con essi, viene anche giudicato da altri.
Alcuni ritengono che il suo successo sia dovuto alla mancanza di domande scomode e fin troppo compiacenti nei confronti degli intervistati, e che i Big accettino di essere ospiti solo per esaltare le proprie peculiarità, senza essere messi in discussioni, né criticati.
Modalità differenti
Fazio, nelle sue interviste, cerca di mettere gli ospiti a proprio agio, usando la delicatezza, dandogli, spesso, del tu. Al contrario di Francesca Fagnani, conduttrice di Belve, che si rivolge a chiunque con il lei, creando un grande distacco fra presentatore e interlocutore.
Le tematiche trattate in CTCF sono molto trasversali. Riguardano la scienza, la storia, la politica, l’attualità, lo sport, lo spettacolo e i loro cambiamenti nella nostra società. Vengono trattati principalmente i fatti, a scapito delle questioni personali. Il tema centrale non è il gossip, né le verità intime, ma la diffusione di un’informazione trasparente e chiara per tutti.
Accanto a Fazio, la storica comica Luciana Lettizzetto, la quale chiude il programma strappandoci un sorriso, con le sue lettere un po’ ironiche, ma che ci inducono sempre a riflettere.
In aggiunta, Fazio spesso, ma non sempre, chiama gli ospiti anche per parlare dei loro successi, promuovere film o libri che hanno fatto o scritto. Mentre la Fagnani non fa mai complimenti né lusinghe.
CTCF è un programma autorevole e di qualità, che nonostante, la sua vita travagliata resterà sempre uno dei capisaldi della tv italiana.
Belve

Nato sul NOVE nel 2018 e trasferito su Rai2 nel 2021, Belve è la trasmissione creata da Francesca Fagnani e Irene Ghergo, autrice televisiva storica, trasmessa in seconda serata ogni martedì.
Tubini neri, tailleur bianchi, gonne lunghe e atteggiamenti composti, sono i migliori abiti che indossa Francesca Fagnani, nei panni di conduttrice della trasmissione. Una giornalista che si è sempre occupata di inchieste, mafie e criminalità organizzata. Si cimenta ora nell’impresa di eliminare dubbi e misteri sui personaggi più noti della scena italiana, e di rivelare le loro verità più infime.
La Fagnani ha intuito cosa piace al pubblico di oggi: servirsi di informazioni profonde e a volte riservate, scavare nei meandri dei personaggi più noti e apprezzati sulla scena nazionale ed esporli ad un pubblico vorace, che non vede l’ora di azzannarli. E non è solo lei a svelare i loro lati nascosti, ma fa sì che siano loro ad esporsi, magari anche senza rendersene conto, su argomenti che vanno oltre le semplici risposte alle sue domande. La Fagnani ricerca la notizia seguendo il criterio di notiziabilità, detto in gergo giornalistico.
«Io penso che non ci sia un motivo unico di questo successo, ma tanti fattori diversi», spiega Fagnani. «Un vantaggio è stato intercettare un pubblico giovane e pop, quindi parzialmente diverso rispetto a quello della tv generalista. Sicuramente per noi è stato un vantaggio ma non saprei dire perché è successo».
Non sono ammessi tagli nel montaggio, né correzioni. Non c’è finzione, né costruzione. Niente è artefatto. I temi più interessanti per l’audience sono le indiscrezioni, le disavventure, la malattia, le dipendenze, le esperienze con il sesso. In trenta minuti di conversazione la conduttrice, con tono cinico, indifferente, quasi insensibile, pungola gli intervistati con domande su questioni molto personali, interrogativi sfrontati e provocatori. Sa bene come punzecchiare e stuzzicare.
Modalità differenti
C’è poi la scelta di utilizzare degli alti sgabelli, visibilmente scomodi, che rispecchiano, tramite l’estetica, l’essenza dell’intervista che verrà svolta, ardua e incomoda. Al contrario, sono le comode poltrone che accolgono calorosamente gli ospiti di Fazio.
In più, nonostante tra Fazio e gli intervistati ci sia una scrivania che li contrappone, lui riesce ugualmente a creare una certa empatia, mentre in Belve, dove la conduttrice e l’ospite sono seduti l’uno di fonte all’altro, si crea un rapporto distante e meno informale.
Il format si compone di sole domande, una dopo l’altra, che portano l’interlocutore ad essere frenetico nelle risposte, istintivo, senza dargli il tempo di rifletterci. La domande non vengono mai rivelate in anticipo, in modo che gli ospiti siano sinceri e spontanei.
Dopo gli interrogativi diretti e coincisi della conduttrice, seguono le lunghe risposte degli intervistati, ma la conduttrice non ribatte quasi mai, né conversa, si limita a passare alla domanda successiva, o al massimo controbatte con un sorriso e una risposta secca e ironica.
Sempre «con un sorriso smagliante “addenta” l’interlocutore incalzandolo fino allo stremo» ha scritto di lei il giornalista e Aldo Grasso sul Corriere.
Tratta tutti ugualmente, pone tutti sullo stesso piano, un piano scomodo e pungente. Non importa chi si trovi davanti, la Fagnani va sempre dritta per la sua strada.
Ci sono domande standard per tutti. La prima è “Che belva si sente?”, seguita da “Mi descriva un suo pregio”, “E un suo difetto?”, ”Se potesse resuscitare qualcuno, cosa gli direbbe e perché?“, “Mi dice una sua belvata”, ”Si dia un voto”. All’apparenza banali interrogativi a cui tutti sappiamo rispondere, ma che contraddistinguono la chiave del successo di questo programma. L’onestà e la schiettezza con cui rispondono gli interlocutori alle domande provocatorie è ciò che fa numeri e audience. In seguito, vengono posti interrogativi molto personali e costruiti ad hoc su ogni ospite.
La Fagnagni, ad alcuni, può risultare quasi invasiva. Personaggi, come Elettra Lamborghini, si sono rifiutati di far pubblicare la loro intervista, o con altri, come J-Ax o Asia Argento, si sono scaldati gli animi.
Social
Il programma ha scatenato un altissimo grado di attenzione sui social. Le pages di news postano in diretta i commenti e gli scoop più importanti, Instagram e TikTok si sono popolati di video imbarazzanti, confessioni spiacevoli e spiazzanti di celebrity da cui non ci saremo mai aspettati rivelazioni simili.
Belve è una trasmissione animalesca, storie forti e sfuggenti, a volte misteriose, raccontate attraverso un dialogo quasi inospitale per l’ospite.
Clima teso, toni giudicanti, scevri di emozioni, potremmo definirlo “un gossip senza regole”; ma Belve non è solo un programma che mette in difficoltà, è qualcosa che permette anche di esprimersi e di dire cose che non si è mai avuto il coraggio di dire.
«Il mio obiettivo non è far rimanere male l’ospite, e infatti dopo l’intervista sono tutti contenti», spiega Fagnani. «Però non voglio paletti e non faccio troppi complimenti.”
«Il fatto è che Belve è un programma esclusivamente di parola, non c’è niente che facilita o distrae e si crea un clima di confidenza quasi claustrofobico: non c’è sollievo», Fagnani.
L’obiettivo di Belve? Far cadere dal piedistallo personaggi idolatrati dalla tv generalista.

Immagini: Wikipedia, Rai.it


