ANSEMI: diamo valore a chi costruisce la moda

da | CULTURE

Quando si parla di moda tutti conoscono il brand e il direttore creativo. Ma perché non si parla mai di chi realizza concretamente i vestiti? 

Mangiamo con gli occhi una vetrina. Seguiamo il brand sui social. Ci lasciamo conquistare dall’immagine costruita intorno alla nuova collezione. Attiviamo la campanella in attesa del nuovo drop sul sito. Celebriamo il designer e il simbolo della maison, memorizziamo persino la color palette della stagione…

Ma ci chiediamo mai chi ha trasformato quell’idea geniale in un capo reale? Chi ha studiato la vestibilità, costruito il cartamodello, corretto il prototipo e dato forma al progetto? Tra il disegno di una collezione e il capo esposto in boutique esiste un universo di competenze tecniche senza le quali il prodotto non potrebbe mai esistere.

E proprio per dare voce a sarti, modellisti, prototipisti, e professionisti della filiera che nasce ANSEMI ETS, l’Associazione Nazionale Sarti e Modellisti Italiani. Ne abbiamo parlato con il direttore dell’associazione, che ci ha raccontato la missione di una realtà che muove ora i suoi primi passi. 

Come nasce ANSEMI?

Ansemi

“Ansemi è un’associazione ETS che nasce per valorizzare e divulgare le maestranze artistiche della moda e quindi le professionalità tecniche che rendono possibile avere un capo di abbigliamento. Tutte le professioni che succedono dopo lo stile, dopo il design.“ Afferma il direttore Marco Bagalini, deciso a colmare una lacuna importante nel panorama nazionale.

Perché il valore del lavoro sartoriale è ancora poco riconosciuto?

“Perché quando si parla di moda si parla di un’immagine patinata. Siamo abituati a pensare alla moda come il prodotto finale e non quello che c’è nel frangente.”

E come si può spiegare a chi non lavora in questo ambito cosa significa costruire davvero un capo? 

“L’idea di Ansemi nasce anche dalla volontà di attirare i non addetti ai lavori e fargli fare esperienza tramite workshop, seminari e talk, in modo tale che abbiano consapevolezza di quanto lavoro c’è dietro un capo di abbigliamento.”

Ansemi vuole quindi creare consapevolezza nel pubblico, creando occasioni di confronto e apprendimento che rendano visibile il valore del lavoro sartoriale. In questo modo, anche chi è estraneo a questo mondo potrà comprendere cosa significa progettare un cartamodello, confezionare un capo e trasformare un’idea creativa in prodotto reale.

Qual è il rapporto di Ansemi con la sostenibilità?

“Oggi nella moda si parla tanto di sostenibilità, e anche di greenwashing nella maggior parte dei casi. La sostenibilità non riguarda solo i materiali. Il dibattito si sta spostando verso un design più responsabile, che comprende anche il rispetto dei lavoratori, delle competenze e dei processi produttivi. Chi lavora dietro un capo ha un ruolo fondamentale nella sua qualità e nella sua durata.”

Per ANSEMI la sostenibilità va considerata come un valore culturale e sociale, legato alla progettazione consapevole, alla riparabilità dei prodotti e alla dignità del lavoro tecnico. 

Come si può dare finalmente il giusto riconoscimento a queste professioni?

“Uno dei problemi principali è che molte figure tecniche non hanno ancora un riconoscimento professionale chiaro. Per questo proponiamo certificazioni referenziate al quadro europeo EQF, così da valorizzare concretamente le competenze di modellisti, sarti, prototipisti e di tutte le maestranze della filiera.”

L’associazione nazionale si impegna quindi a costruire strumenti capaci di certificare queste professionalità, offrendo maggiori garanzie sia ai lavoratori sia alle aziende. 

Quale ruolo avranno scuole e accademie?

“Per noi sono interlocutori fondamentali, vogliamo collaborare con accademie e istituti di formazione. Noi crediamo che sia molto interessante affiancare ad un diploma di primo livello riconosciuto dal MIUR in Fashion Design, un livello professionale dedicato proprio alle maestranze tecniche”

Le nuove generazioni rappresentano un punto centrale per l’Associazione, che mira a creare un dialogo sempre più stretto tra il mondo della formazione e quello del lavoro.

Quali sono le prime azioni concrete con cui Ansemi vuole rendere visibile il proprio operato? 

“Una delle prime iniziative sarà entrare nelle scuole primarie e secondarie con laboratori esperienziali dedicati al tessile. Vogliamo che i ragazzi possano conoscere questi mestieri attraverso l’esperienza diretta, proprio come già accade con altri percorsi educativi.”

Un progetto che racconta bene la filosofia di ANSEMI, ovvero riportare al centro il valore delle mani. Perché dietro ogni capo non c’è solo creatività, ma una filiera di professionisti che merita di essere conosciuta e riconosciuta. 

Foto: Pinterest, Unsplash