Dalla Milano Fashion Week alla collaborazione con GCDS, il brand ridefinisce il concetto di food lifestyle tra estetica, desiderio e nuove generazioni.
Per anni il cibo è stato raccontato attraverso il linguaggio della nutrizione, della salute e della funzionalità. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Sempre più brand cercano di costruire un immaginario capace di dialogare con moda, cultura pop e lifestyle, trasformando prodotti quotidiani in veri e propri simboli contemporanei.
Tra questi c’è Pink Lady®️, che con la campagna “So Crunchy. So Juicy. So Cool.” e la recente collaborazione con GCDS sembra voler superare i confini tradizionali del settore alimentare per avvicinarsi a quelli del desiderio, dell’estetica e dell’espressione personale.
Ne abbiamo parlato con Cédric Modica Amore, Marketing, Communication and Strategic Director of Association Pink Lady Europe.

Oggi il cibo viene sempre più raccontato come esperienza estetica. Quando avete capito che Pink Lady poteva diventare anche un simbolo culturale e non solo alimentare?
Ci siamo resi conto che Pink Lady®️ poteva diventare più di un semplice marchio alimentare nel momento in cui abbiamo capito che la mela non riguardava solo la nutrizione, ma anche il piacere, lo stile di vita e l’espressione di sé. C’è qualcosa di naturalmente cool e spontaneo nel mordere una mela in pubblico. È un gesto universale che si ritrova nel cinema, nelle serie TV, nella moda o nella cultura popolare per incarnare personaggi sicuri di sé, liberi e consapevoli.
Con la nostra campagna “So Crunchy. So Juicy. So Cool.”, abbiamo voluto riaffermare questa dimensione iconica e culturale della mela. L’ambizione è quella di sottrarre il frutto a un discorso puramente funzionale o nutrizionale per collocarlo in un territorio più emotivo, desiderabile e contemporaneo.
Nella campagna si parla di “coolness”. Che cosa significa essere cool nel 2026 per un brand food?
“So Crunchy. So Juicy. So Cool.” non è solo una firma della campagna: è un atteggiamento. Per noi, essere cool nel 2026 non significa seguire le tendenze in modo artificiale. Significa riuscire a creare un’autentica connessione culturale ed emotiva con i consumatori. Un marchio cool è un marchio che si sceglie tanto per ciò che fa provare quanto per ciò che vende. L’ambizione di Pink Lady®️ è quella di andare oltre lo status di marchio alimentare premium per diventare un vero e proprio marchio lifestyle e culturale.
I giovani di oggi cercano l’autenticità, ma rifiutano la comunicazione troppo costruita. Come creare una campagna ambiziosa senza sembrare artificiale?
Oggi i giovani consumatori cercano soprattutto marchi sinceri ed emozioni in cui possano davvero immedesimarsi. Nella nostra campagna, i personaggi assaporano una Pink Lady®️ mentre si verificano piccoli imprevisti quotidiani: un maglione che si impiglia, una folata di vento tra i capelli. Nulla è perfettamente sotto controllo, ed è proprio questo che rende queste scene credibili e autentiche.
Ciò che ci interessava era mostrare una forma di fiducia spontanea e gioiosa: persone che rimangono rilassate, assorbite dal piacere del croccante e della succosità, piuttosto che alla ricerca della perfezione. In un mondo saturo di prodotti ultra-trasformati e di discorsi a volte molto costruiti, volevamo ricordare un’idea semplice: il piacere può anche essere naturale, sano e accessibile nella vita di tutti i giorni. L’autenticità non deriva da un discorso “anti-marketing”. Viene dalla capacità di un marchio di raccontare qualcosa di giusto, umano ed emotivamente vero.
Avete quasi trasformato il “CROC” in una firma sonora e identitaria. Quanto è importante oggi creare gesti riconoscibili nell’epoca dei social?
Oggi creare gesti e firme riconoscibili è diventato essenziale per i marchi. Il “morso” Pink Lady ®️, il celebre “croc”, funziona quasi come una firma culturale ed emotiva. Il suono della croccantezza, la sensazione di succosità e il momento stesso della degustazione creano un’esperienza memorabile, particolarmente potente nel mondo dei social network e dei contenuti sensoriali. Più la nostra vita quotidiana diventa digitale, più le esperienze fisiche e tangibili acquistano valore.

Questa estetica pop e urbana sembra molto vicina ai codici della moda e della bellezza. Vi siete ispirati a questo linguaggio?
Assolutamente sì. Per sostenere questo nuovo posizionamento abbiamo sviluppato un universo visivo forte, ispirato ai codici della moda, della bellezza, della cultura pop e della fotografia contemporanea. La campagna è stata ideata con l’agenzia Romance e realizzata da Charlotte Abramow, artista nota per il suo universo colorato, audace e poetico. Oggi pensiamo che i confini tra cibo, moda, bellezza e lifestyle siano sempre più labili.
I consumatori non acquistano più soltanto un prodotto: aderiscono a un universo, a un’emozione e a codici culturali nei quali si riconoscono.
A proposito della collaborazione con GCDS: la moda vive di desiderio, esclusività e storytelling. Come si applicano questi codici a un prodotto quotidiano come una mela?
Era esattamente questa la sfida. Gli oggetti più semplici della vita quotidiana possono diventare iconici quando portano con sé una vera esperienza, un’emozione e una forte identità. Con Pink Lady ®️ non cerchiamo di trasformare una mela in un oggetto artificialmente lussuoso. Cerchiamo piuttosto di valorizzare tutto ciò che già contiene naturalmente: piacere, estetica, colore, croccantezza e sensualità. La collaborazione con GCDS è nata proprio da questa visione.
C’è qualcosa di volutamente provocatorio nel vedere una mela alla Milano Fashion Week: vi interessava rompere l’idea che il lusso debba essere per forza distante dalla quotidianità?
Sì, e proprio questo rende il progetto interessante. Ci piace l’idea che un prodotto semplice, universale e accessibile possa entrare in territori tradizionalmente associati al lusso e alla moda. Oggi il desiderio non è più definito soltanto dalla rarità. Si costruisce anche attraverso l’emozione, l’esperienza e l’atteggiamento.


Oggi il wellness è spesso associato alla privazione. Voi invece parlate di piacere. È una risposta culturale a questa narrazione?
In parte sì. Per molto tempo il discorso sull’alimentazione sana è stato costruito intorno al controllo e al senso di colpa. Noi crediamo invece che il piacere sia una componente essenziale dell’equilibrio. Mangiare sano può essere gioioso, desiderabile e gratificante. La croccantezza, la succosità e il piacere immediato fanno parte di un rapporto positivo con il cibo.
Le nuove generazioni costruiscono la propria identità anche attraverso dettagli inaspettati. Vi piace l’idea che una Pink Lady possa trasformarsi quasi in un accessorio da outfit?
È un’idea che racconta molto bene il momento culturale che stiamo vivendo. Oggi le nuove generazioni costruiscono la propria identità attraverso piccoli dettagli che riflettono uno stile di vita, un atteggiamento o un universo estetico. Una Pink Lady®️ può inserirsi naturalmente in questo immaginario perché comunica valori molto contemporanei come freschezza, spontaneità, energia e modernità naturale.
Dopo la moda, qual è il prossimo territorio che vorreste conquistare?
Vediamo Pink Lady®️ come un marchio culturale capace di creare ponti con molti universi diversi: musica, design, benessere, arte di vivere ed esperienze immersive. L’obiettivo non è seguire le tendenze, ma continuare a inserirsi nei momenti di vita, nelle emozioni e nelle conversazioni culturali contemporanee. La nostra ambizione è semplice: fare in modo che una mela possa continuare a sorprendere, ispirare e creare desiderio nella cultura contemporanea.
A cura di Francesca Soba e Greta Liberatoscioli
Foto: Gruppo Life


