Valentino Garavani: l’addio dell’imperatore e la mostra in fondazione

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Ci lascia oggi Valentino Garavani, l’ultimo imperatore della moda: la mostra Venus, in collaborazione con Joana Vasconcelos, narra le mille sfumature della sua opera

Il Tramonto dell’Eterno Esteta: quando il trionfo della bellezza diventa il presagio di una tragedia

Il 18 gennaio 2026 è stata inaugurata la mostra di Valentino Garavani presso Piazza Mignanelli, a Roma. Nessuno avrebbe mai immaginato che quel momento di calma e bellezza potesse preludere una tempesta. Il 19 gennaio 2026, all’età di 93 anni, Valentino Garavani è venuto a mancare nel silenzio. Il mondo intero è rimasto impallidito: primo fra tutti, quello della moda e del lusso. Il suo rosso ha rappresentato il romanticismo, l’amore, la bellezza: tutto ciò che Valentino amava e per cui era definito un esteta. Oggi, quel rosso rappresenta l’altra faccia della medaglia, l’oscurità: un rosso scarlatto, questa volta.

Venus: sinfonia di luci e colori anni ’80. Un viaggio sensoriale tra stoffe preziose e foreste incantate di lucciole e sete

La mostra “Venus” inaugurata il giorno prima del decesso, è una raccolta di abiti risalenti agli anni ’80; un insieme di colori che spazia dal rosa all’oro, dal bianco al nero, passando per l’argento e il marrone, fino all’immancabile rosso. Appena varcata la soglia della prima stanza, si ha la sensazione di trovarsi in un ambiente suggestivo, con luci calde a intermittenza. Lo spazio è decorato con forme sferico-cilindriche che richiamano i colori dominanti del vestito posto al di sotto di esse. Si ha quasi la sensazione di trovarsi in una foresta piena di lucciole.

Il passo gigante della trasformazione: l’acciaio di Joana Vasconcelos incontra il mito di Cenerentola e la Couture di Valentino

Nella stanza successiva l’atmosfera si raffredda: il colore lascia il posto a una scala di grigi, argenti accesi e dettagli bianchi. Qui il dialogo con l’artista portoghese Joana Vasconcelos apre le danze con l’opera “Marilyn”: due sculture monumentali a forma di scarpa realizzate con pentole in acciaio Silampos n. 16. Vasconcelos trasforma oggetti quotidiani in simboli di glamour, celebrando il lavoro femminile spesso invisibile e sfidando gli stereotipi domestici. Queste calzature giganti, che rievocano icone come Marilyn Monroe e Cenerentola, dialogano con tre abiti da sera di Valentino — tra cui l’iconico abito bustier indossato da Claudia Schiffer — creando un ponte tra ritualità quotidiana e teatralità della couture.

Il cuore pulsante del desiderio: tra battiti di fado e specchi oscuri, il messaggio segreto di un rosso macabro

La terza sezione è un corridoio dove la tensione emotiva sale tra corsetti finemente decorati e ricami complessi. Il percorso culmina nelle installazioni “Red Independent Heart #3” e “Sacro Cuore”, dove Vasconcelos indaga il desiderio attraverso migliaia di posate di plastica rosse che formano un cuore rotante al ritmo del Fado. Di fronte, l’opera “Witch Mirror” introduce sfumature più cupe: tentacoli rossi e spine nere avvolgono un abito in shantung nero, evocando distorsione e incertezza. Il corridoio inizia con un rosso sensuale e termina con un tono macabro e disturbante: è forse questo il messaggio finale di Valentino sulla complessità dell’amore?

L’Eclissi Finale nel Giardino dell’Eden: un percorso dantesco verso l’oscurità, dove il nero diventa l’ultimo canto di gloria

L’ultima sala conduce in un regno oscuro che trova la sua massima espressione in “Garden of Eden”. In questo ambiente onirico, la mostra culmina in una sintesi mitica tra Valchirie e Femme Fatale. La luce scaturisce da fiori luminescenti che creano effetti “vedo-non vedo” sugli abiti neri e argentei. Attraverso fibre ottiche e meccanismi rotanti, l’ambiente sembra pulsare di una vitalità organica ma artificiale.

Il viaggio si conclude come un percorso dantesco: dalla policromia iniziale all’oscurità finale, confermando l’aura immortale di colui che è stato, per tutti, l’Imperatore.

Articolo a cura di Alexandru Haba

Foto: Pinterest, Redazione