Il laboratorio creativo di Greg Harrison

da | NEW DESIGNERS

Ogni suo capo diventa manifesto di un’identità creativa in crescita: alla scoperta di Greg Harrison, tra sperimentazione e autenticità

Se cercate il suo nome su Google, non esce nulla. Non vi è una foto, non vi è un articolo, non vi è nulla che menzioni o che parli di Greg Harrison – neppure di Gory Harrison, suo nickname social, e Greg Gory, il nome stampato sulle etichette dei suoi capi. Spulciando un po’, si trova solo il suo profilo LinkedIn, dal quale si denota che: ha frequentato la prestigiosissima Central Saint Martins, dove si è laureato lo scorso anno, vive a Londra, e al momento lavora presso Vivienne Westwood come assistente designer per il womenswear del brand.

Giovanissimo, appena uscito dal percorso di studi e ancora all’inizio della sua traiettoria creativa, Greg Harrison sta costruendo passo dopo passo la propria identità visiva. Perché vale la pena puntare i riflettori su di lui? Lasciamo che a spiegarlo sia la sua stessa opera.

Spaccati di vita di un giovane designer

Il lavoro di Greg, o Gory, Harrison va oltre il semplice abbigliamento. È un laboratorio, dove la forma, la materia, la tecnologia e la sperimentazione si intrecciano costantemente. Silhouette sculturali dialogano con elementi di streetwear, mentre alcuni capi – come il mini dress fatto di grandi spille che imitano piatti bianchi con su pomodori ridotti in poltiglia – strizzano l’occhio al surrealismo contemporaneo.

La pagina Instagram di Greg (@goryharrison) mostra moltissimi dei suoi look in work in progress, o alcuni fitting degli stessi. Con una lente autentica e senza filtri, il designer immortala il suo lavoro. Ogni scatto, rapido e spontaneo, è uno squarcio nella sua officina creativa: senza pose studiate, Harrison ci invita a guardare il pensiero che prende vita tra tessuti e colori. Allegando poi, al termine dei suoi caroselli social, una lista dei materiali e dei costi sostenuti per ciascun look, Harrison rende il processo creativo ancora più tangibile, trasformando ogni post in un diario del making-of, e offrendo un insight su cosa significhi davvero essere un giovane designer al giorno d’oggi.

Tra i suoi look, spiccano: il mix and matching di tessuti diversi, un sapiente gioco di layering, e silhouette inusuali. Ciò che sembra davvero definire la sua identità, tuttavia, sono due dettagli in particolare. Viti incastonate nella punta delle scarpe, e quattro fori per le dita che attraversano top, giacche, e borse. Sono loro gli elementi ricorrenti, i veri marchi di fabbrica del suo stile.

In un panorama creativo sempre più omologato, Greg Harrison dimostra che l’originalità nasce dall’audacia, confermando che il futuro del design è, prima di tutto, libertà di sperimentare.

Foto: Instagram @goryharrison