Il ruolo di Molly Rogers si evolve da diversi anni tra set cinematografici.
Da il Diavolo veste Prada 2 a Sex And The City, creando identità di personaggi che diventano icone di stile e non solo.
Il suo ruolo sui set
Fare il lavoro da costumista non vuol dire solo immaginare l’adattamento del personaggio al set o al contesto. Vuol dire cercare di dare ad esso rilevanza e impatto durante tutta la produzione e oltre.

Recentemente si ha avuto modo di vedere il suo lavoro su una delle produzioni cinematografiche più attese del 2026, “Il Diavolo veste Prada 2” sulla quale lei stessa ha lavorato con la leggendaria costumista Patricia Field durante il primo film, curando la prima uscita del 2006.
In questo caso si è visto un glow up del personaggio principale come ovviamente avviene nella storia stessa del film. Però bisogna vedere come le accostazioni e le scelte stilistiche hanno riferimenti intrinsechi di significato.
I brand scelti non risultano casuali e le collezioni indossate sono mezzi di comunicazione importanti. Dalla sfilata di Dolce & Gabbana che è presente direttamente nel film con la presenza del trio Miranda, Andy e Nigel più l’assistente. Alla presenza citata e contestualizzata di Dior casa di moda in cui il personaggio di Emily Blunt, Emily Charlton, ora lavora come responsabile delle pubbliche relazioni di Dior, il che significa che il marchio è presente in modo significativo.
Inoltre bisogna mantenere un equilibrio tra la scelta stilistica con il suo ruolo da costumista e le invasioni fatte dal team marketing. Ogni set ha accordi e determinanti da rispettare proprio per diversi fattori, dal budget al marketing e collab che vengono anticipatamente concordate. Bisogna anche prendere in considerazione le possibili modifiche o cambi amministrativi del ultimo momento, prima della registrazione in cui il lavoro di ricerca e preparazione di ore di lavoro verrà modificato e deve essere fatto in un batter di ciglia.

Il Diavolo veste Prada 2
La stessa Rogers ha dichiarato come Miranda non indossa Prada o meglio non sempre. Scelta dettata non dalla costumista bensì dal brand che su diverse richieste fatte ha solo risposto ad una di esse. Ecco come il lavoro risulta un connubio di scelte e accordi, di equilibri e direzioni di immagine. Giorgio Armani è uno dei brand più citati sul film anche se è venuta a mancare la partecipazione del brand con lo show della fashion week di settembre 2025, proprio poiché è venuto a mancare pochi giorni prima il fondatore e per la casa di moda non era il momento più idoneo a questa esposizione.

L’abito di Dior customized da Jonathan Anderson proprio agli inizi della produzione della sua prima sfilata da Dior è stato creato in fretta, ma purtroppo questa scena del ballo non ha visto luce sugli schermi e a malincuore per Rogers, la quale ha scelto e pensato a questa riuscita che non è stata utilizzata.
Dalla ragazza che non conosce il lusso e non “ha il minimo senso dello stile e della moda” che poi conoscerà e inizia ad indossare brand noti e ultime collezioni sull’iconico primo film. Alla ultima uscita dove Andy é consapevole su ciò che vuole indossare, non per seguire la moda ma per dettarla. Rogers ha curato l’identità di personaggi più veri e meno idealizzati proprio come il settore delle riviste di moda. L’immagine non è solo quella di Vogue su cui si vuole avvicinare ma ad altre tante riviste ed editoriali del settore che sono da inspirazione.
Meno couture e più ready to wear però meno moda commercializzata dal logo mania e più qualità e riconoscibilità di brand. Dettagli e accessori danno un immagine ben definita e percepibile per chi sa parlare moda, ma come ogni lavoro ci sarà sicuramente chi si aspettava altro.

Serie e produzioni cinematografiche che parlano di moda

Il suo lavoro di costume designer ha firmato film iconici come Sex And The City nel 2008 insieme ad altri importanti nomi del settore come Patricia Field. In questo caso l’immagine degli armadi da sogno delle protagoniste e i pezzi unici o desiderabili giocano un grande ruolo e rubano una posizione centrale nella memoria visiva di chi guarda il film. I brand sono riconosciuti e riconoscibili anche da chi non parla il linguaggio della moda. Personalità differenti ma icone di moda per diversi caratteri. Insieme alla serie And Just Like That dove insieme a Danny Santiago hanno curato il lavoro da costumisti, possiamo affermare come i suoi lavori diventino poi racconti di stile o meglio di scelte stilistiche.

Ricercare negli archivi capi unici da unire alle nuove collezioni, così senza volerlo si dettano tendenze e hype intorno ad immagini. Che diffuse sui social e reti internet anche a distanza di anni ti riportano a quella determinata scena o immaginario ben preciso.
Ogni comparsa è una runway per le protagoniste dei film curati da Molly Rogers, difatti quando il suo lavoro da costumista cinematografica è presente lo si vede.
Crediti foto: Molly Rogers instagram profile


