La città della furia, ovvero Buenos Aires, è la città dove la passione non è solo un forte sentimento. Diventa uno stile di vita che adottano tutti quelli che la visitano.
Il tango, il rock nazionale, il cibo e il buon vino ti accompagneranno sicuramente in un viaggio indimenticabile nelle strade argentine. La capitale dell’Argentina si è liberata dai suoi colonizzatori ma i loro segni sono ancora notevoli nelle architetture e nei posti più visitati dai turisti. Leggende del calcio, della medicina e un Papa sono nati e cresciuti nella terra dei sogni.
Al paese della fine del mondo ci arriverete probabilmente con un minimo di due voli e parecchie ore circondati da aeroporti e valigie. A Buenos Aires i contanti, anche se esistono, non sono molto comuni e la carta oppure i portafogli virtuali sono più in voga. Nel caso vorreste avere i contanti come souvenir tenete presente che si usano i pesos argentini. Oggi, 1 euro è uguale a 1480 pesos argentini ma è molto consigliato aggiornarsi prima della partenza. Settimana scorsa 1 euro era uguale a 1405 pesos argentini e l’anno scorso a 1015 pesos argentini.

Probabilmente il tema dell’insicurezza nella capitale argentina sia molto nominato. Come in qualsiasi città grande e turistica, si deve stare attenti e non frequentare quartieri o posti sconosciuti ad altre ore della notte e sarebbe un plus ospitarsi in posti che abbiano una figura che è in carico della sicurezza. Come diceva mio padre: “Occhi aperti.”
Iniziamo il percorso.
Plaza de Mayo
Potrebbe sembrare una semplice piazza, ma è il luogo comune di rivoluzione e forza per tutti gli argentini. Da qui si possono anche vedere la Casa Rosada e la Banca della Nazione, entrambi palazzi governativi che spesso ricevono la critica delle folle durante le manifestazioni. Ubicata nel centro della città, nel 1810, in questa piazza ebbe luogo la Rivoluzione di Maggio che ha portato alla creazione di un governo locale. È stato il primo passo per la decolonizzazione nella storia argentina.
Nel marzo del 1976 inizia una delle dittature militari più crudeli e dure dell’Argentina in cui le persone non potevano essere viste in gruppo, venivano rapite e le donne incinte erano obbligate a partorire senza igiene e in prigionia. 30.000 persone sparite e uccise. In questo contesto nasce Madres y Abuelas de Plaza de Mayo. Madri e nonne, donne forti che chiedevano la restituzione dei loro figli in cattività e dei loro nipoti spariti.

Fino ad oggi l’associazione Abuelas de Plaza de Mayo è attiva e ha ritrovato 140 nipoti. Persone adulte alle quali è stato negato il diritto all’identità e per disconformità proprie si recano all’associazione per effettuare gli esami di DNA. Tutti i giovedì durante la dittatura hanno ignorato i pericoli e si sono ritrovate in Plaza de Mayo di fronte alla Casa Rosada per chiedere la riapparizione con vita dei loro figli e nipoti.
Avenida 9 de Julio e l’Obelisco
Sette corsie transitabili e due in mezzo per le linee di pullman grazie alla costruzione del Metrobus. Sempre piena e sempre accesa, il corso o Avenida 9 de Julio percorre il centro della città da nord a sud ed è stata categorizzata come una delle strade più larghe al mondo.
Il suo nome, 9 di luglio, rappresenta un’altra data storica nella storia argentina. Nel 1816 a Tucumán, provincia al nord dell’Argentina, è stata dichiarata l’indipendenza dall’Impero Spagnolo. Finalmente l’Argentina era incamminata ad avere le proprie politiche e nel 1853 creò la prima Costituzione Nazionale.
In mezzo all’Avenida incontrerete l’Obelisco. Un monumento costruito nel 1936 con un’altezza di 67,5 metri. Per la prima volta dopo 90 anni, a luglio di quest’anno hanno aperto il belvedere dell’Obelisco ed è possibile entrare e salire in un ascensore per vedere la città dalla cima. Per i minori di 4 anni è gratuito e per chi non è residente costa 36.000 pesos argentini, intorno ai 20 euro.

Teatro Colón
Sempre nel centro della città abita il prestigioso Teatro Colón, che poco fa è stato il palcoscenico che ha benvenuto Andrea Bocelli. Questo teatro d’opera è stato inaugurato nel 1857 e può ospitare 4000 spettatori. È considerato uno dei più grandi al mondo. Dopo il debutto con l’opera di Giuseppe Verdi ‘Traviata’ il teatro viene chiuso nel 1888 per dare spazio alla Banca Centrale Argentina.
Un anno dopo ripartono i lavori a carico dell’architetto italiano Francesco Tamburini e il suo allievo Vittorio Meano. Viene inaugurato di nuovo nel 1908 con un’altra opera di Giuseppe Verdi, “Aida”. Le sue sale “all’italiana” hanno accolto delle figure come Luciano Pavarotti, Maria Callas e Plácido Domingo.

Palermo e Recoleta
Probabilmente i due quartieri più famosi della città insieme a San Telmo con il suo mercato e piazze che respirano il tango. A Recoleta troverete l’eleganza e il lusso argentino. Chiamato anche il quartiere francese o la seconda Parigi, Recoleta denota raffinatezza e i suoi bar e hotel sono tra i più costosi della città. In questo quartiere troverete la libreria “El Ateneo” che è stata costruita all’interno di un teatro in disuso.
A Palermo, invece, i caffè sono di specialità e le discoteche e i parchi abbondano. In questo quartiere troverete il Giardino Giapponese, l’Ecoparco e il Planetario Galileo Galilei. L’ex Zoologico della città ora funziona come un parco che ospita poche specie di uccelli e ampi spazi verdi. Sono anche presenti dei musei come quello dedicato a Eva Perón e il Museo MALBA.


Caminito – La Boca
Caminito è situato nel quartiere di La Boca che, nell’epoca coloniale, ospitava le baracche degli schiavi, ma alla fine dell’800 è diventato la casa degli immigrati italiani. Lo caratterizzano i suoi 100 metri di case colorate.
Se siete simpatizzanti della squadra Boca Juniors potete visitare la Bombonera in questo quartiere. I biglietti vanno dai 22.000 pesos ai 35.000 (dai 12 ai 20 euro). Se invece siete simpatizzanti dei loro rivali River Plate, nel quartiere di Núñez potrete trovare El Monumental, lo stadio più grande del Sudamerica. Per andare da un quartiere all’altro è possibile acquistare la carta del trasporto pubblico “SUBE”. È ricaricabile ed è utilizzabile in metropolitana e sui pullman. Fortunatamente, le corsie dei pullman sono frequenti e segnalate correttamente.


È una città lontana in un paese lontano con una lingua diversa. Il consiglio più grande sarebbe quello di informarsi bene. La gastronomia e la magia di Buenos Aires vi avvolgeranno e tornerete con una sensazione di grande felicità. Vi faccio un piccolo spoiler: non saprete perché. La bellezza di Buenos Aires risiede nell’impossibilità di capire cosa la rende magica. Dopo la vostra prima visita vi richiamerà come una calamita.
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