La collezione SS26 e l’identità di Daizy Shely sono riconoscibili a chilometri. La sua presentazione al proprio bar “Coke Tales” racconta di una donna indipendente, sicura che insegue i suoi sogni e intanto si diverte.
10 anni fa, una giovane Daizy Shely era stata invitata da Giorgio Armani al suo leggendario teatro Armani per presentare la collezione SS2016. Nata nel 1985 in Israele e basata a Milano, Daizy Shely studia fashion design all’Istituto Marangoni e lancia il suo omonimo brand nel 2014. La storia si racconta da sola e oggi vediamo Daizy, nella Milano Fashion Week, presentare la sua collezione nel mondo e nello spazio che lei ha costruito.
“C’era qualcosa di così ingenuo e puro in quel debutto. Non ero ancora del tutto inserita nel mondo adulto del design, riuscivo ancora a vedere tutto in modo più semplice, più per quello che era davvero.“
Il brand produce interamente in Italia dal disegno tessile alla costruzione finale dei capi. Come identificatori del brand, si fanno notare i contrasti delle forme, la texture, il colore e la precisa sartoria che viene accompagnata dall’eccellenza dell’artigianato. Al cuore di ogni collezione ci sono le donne e lei. Le sue complessità, la sua forza e le contraddizioni che la rendono la donna di successo che si presenta oggi come fondatrice di un brand.

“Coke Tales” ospita la collezione SS26
Nel bar “Coke Tales” fondato da lei a Porta Venezia a Milano, presentò la sua collezione. La traduzione letterale parla di racconti di cocaina ma è anche un gioco di parole per formare “Cocktails”. Sia il bar che i suoi abiti sono stati creati per lo stesso motivo: far provare qualcosa alle persone, connetterle. In un mondo ormai digitalizzato, le collezioni e gli eventi non sono abbastanza per far avvicinare le persone e l’apertura del bar sicuramente connette due persone in un aperitivo a parlare lontani dai telefoni.
Da una designer donna non si dovrebbe aspettare altro che uno statement femminista: racconta l’indipendenza femminile. Daizy Shely parla di una donna che non ha bisogno di nessuno accanto e parla del suo momento personale, che con una nuova consapevolezza, capisce che nella vita in realtà siamo completamente da soli.


Femminilità intatta
Una celebrazione di contrasti e femminilità con colori audaci e vividi che catturano l’occhio sia per le forme che per le modelle. Una celebrazione sicuramente all’inclusività e alla narrazione. Con tessuti delicati, morbidi e trasparenti come l’organza, la seta, l’aggiunta di maxi paillettes e piume. Il suo brand è “diverso da ciò che solitamente arriva dall’Italia: meno legato alla classicità tipica del Paese, pur essendone inevitabilmente influenzato”, ha raccontato a Vogue Italia.
Propone anche capi all’uncinetto fatti a mano con cristalli che aggiungono una dimensione tattile unica. Sono molto caratteristiche le stampe in questa collezione che parlano di donne, relazioni, ironia, umorismo e amore. La collezione vede anche una collaborazione con il suo caro amico Umberto Chiodi, artista diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. I suoi dipinti hanno preso corpo e sono diventati un fattore chiave dell’identità forte, riconoscibile e di Daizy Shely.

In più, si è fatta notare durante la Milan Fashion Week durante le presentazioni delle collezioni uomo, spiccando e irrompendo nel panorama maschile. Il suo costante impegno di rendersi visibile, non solo come brand ma anche come donna nell’industria, parla ancora della visualizzazione delle donne in un’industria che si dimentica di essere altamente consumata da donne. Più e più designer maschili dettano cosa devono indossare le donne, dimenticandosi di un piccolo dettaglio: come si può disegnare per una donna quando non lo sei nemmeno?


