Parigi Fashion Week SS26: giorno cinque

da | FASHION

Tra messaggi politici e dichiarazioni d’amore per tempi passati, il quinto giorno di moda a Parigi parla di una sensazione di nostalgia.

Siamo al quinto giorno di Parigi Fashion Week e c’è da dire che non ha nulla a che vedere con la calma piatta della scorsa settimana Santa meneghina. Tra simboli politici e designer che pensano che attaccare i vestiti ai capezzoli delle donne sia una buona idea, la Paris Fashion Week di quest’anno ha sicuramente qualcosa da dire, ma non sembra avere le idee chiare.

Ad aprire le danze è Leonard Paris e George Lux dà il via alla giornata con un eclettico revival degli anni ’70.

La collezione rappresenta un tributo alla California, mosso dai terribili avvenimenti di gennaio quando gli incendi hanno devastato la zona. Prendendo ispirazione dal lifestyle del posto, Lux ha portato alla luce una collezione satura di colori accesi, motivi definiti e silhouette decisamente vintage.

A prendere il posto da protagonisti sono i fiori, giganti e utilizzati per impreziosire i motivi dei capi, destreggiandosi tra righe psichedeliche. Presenti ovviamente anche i pola dots, must attuale ma anche elemento tipico nella moda degli anni ’70. Gli abiti rimangono in tema e sulla passerella sfilano caftani lunghissimi ed ampi assieme a pantaloni dalla vita altissima e abiti in sequin dal taglio halter. La collezione si si inserisce come una boccata d’aria fresca tra le collezioni audaci e “arroganti” che hanno sfilato fino ad oggi. Leonard Paris rappresenta il partito pacifista di questa campagna politica che la moda ama fare.

Issey Miyake entra nella scena a gamba dritta con silhouette esagerate e per combattere il fashion si fa le spalle larghe, letteralmente.

Tra le file dei critici si parla di un’espressione anti-fashion avvenuta tramite la rivisitazione volontaria di capi iconici i quali diventano completamente sconosciuti alle tendenze di oggi. Ma come si sa a Issey Miyake piace molto decostruire e attraverso semplici, ma non troppo, dettagli i capi cambiano faccia. Presentata al Centre Pompidou, abbina con maestria l’architettura moderna degli spazi con i suoi capi i quali si esimono dalle classiche funzioni di coprire e proteggere. Come? Cambiando le proprie geometrie.

Sono diversi gli elementi modulari che si inseriscono in ogni capo e così i vestiti oltre all’anima recupera anche un cervello proprio dotato di libero arbitrio. In questo modo a comunicare sono il capo e chi lo indossa, è un rapporto più intimo, che va oltre al presentarsi al mondo. Presenti anche le stampe, gli inserti e i colori accesi. Miyake porta in passerella una moda in movimento, viva, con tanto di polmoni e branchie, perfino con una propria mente.

A riportare il romanticismo sulle strade francesi, dopo Giambattista Valli ci pensa Vaillant.

Sviluppato partendo dai dieci anni di esperienza presso il teatro Opera hanno trovato vita nel nuovo e classico design che si reinventa con la decostruzione, così da rompere con i codici classici e dare spazio al moderno. A siflare è una donna parigina molto romantica, vestita di abiti morbido che dapprima la fasciano e dopo la carezzano con i modelli in satin.

Fondamentale la linea di cappelli presentata, su ogni testa un modello diverso, ma perfetto per rendere l’idea di una francese innamorato o di una prigina alla moda. ImportantI il pizzo, il satin e le trasparenze. Poi alcuni look più audaci, quasi a ricordare alla di cosa è capace, rigorosamente romantica. Elegante in alcune combinazioni, in altre si permette di essere meno rigorosa.

A rimescolare le carte in tavola è Nina Ricci, che seguendo l’esempio di Leonard Paris porta in scena una collezione eclettica e decisamente estroversa.

Stampe, motivi, colori, geometrie, chi più ne ha più ne metta, letteralmente…Il risultato è un premeditato caos piacevole esteticamente. Ne esce una donna distaccata che rimane seria, perchè il look parla per lei.

Polka dots, pitonato e finitura lucida. Attenzione al color petrolio, possibile prossimo candidato per il colore dell’anno. Il risultato è un heroin chic molto pulito, rafforzato dalle shades scure e aranciate su alcune delle modelle. Il filo logico è dato proprio dal suo caos: audace ed elaborato.

Io non so voi, ma sento aria di anni ’70-’80 in arrivo nelle prossime tendenze e devo dire che non mi dispaice.