La cura personale e l’estetica sono sempre stati attribuiti esclusivamente alla femminilità. Nel 2025 anche il target maschile necessita di prodotti per una beauty routine che rigeneri corpo e mente, donando al volto un aspetto fresco e giovanile, senza mascherarlo. Con questo intento nasce a Roma BB Skill, il brand 100% italiano di make-up maschile che sfida i pregiudizi per normalizzare un nuovo benessere quotidiano perso di vista negli ultimi tempi
Cinque sono i prodotti di make-up maschile che compongono la linea inaugurale del marchio fondato da Gian Marco Bardelli, BB Skill, la cui essenza nel nome è racchiusa nel nome:
“BB Skill ha un doppio significato. BB richiama le iniziali dei fondatori del brand (una piccola firma personale), mentre Skill è il cuore del nostro progetto: ogni prodotto è pensato per darti una nuova capacità, un piccolo upgrade quotidiano, un alleato da usare quando vuoi essere al tuo meglio, senza complicazioni”. Gian Marco Bardelli – Founder BB Skill
In seguito, uno scambio di battute con Luca Mannucci, Head of R&D di BB Skill
Innanzitutto, com’è e quando è nata l’idea di BB Skill?
L’idea è partita da un viaggio nel 2021 che ha fatto Gian Marco Bardelli a Londra. Con sua grande sorpresa scoprì che era stato inaugurato da poco un negozio prettamente di make-up maschile, mi sembra di ricordare che fosse Warpaint. Tornando a Roma (lui abita li), mi telefonò e mi chiese cosa ne pensassi del make-up maschile essendo io un truccatore e un formatore, e cosa usassi quando mi trovavo davanti ad un modello, ad un talent o ad una celebrity.
Da questo viaggio è nato BB Skill: ossia dalla mancanza nel mio beauty-case di un vero e proprio make-up maschile Made in Italy. Abbiamo già la crema da barba, la crema da giorno, un contorno occhi, ma forse ci mancava qualche prodotto invisibile che potesse completare questa routine…
Truccarsi non è una novità
Cos’è per te il make-up in generale e che valore gli attribuisci?
È una grande arma a disposizione di chi lo utilizza, è un modo per trovare una comfort-zone e per sentirsi meglio. Ci sono molte donne che si sentono belle e apprezzate da struccate, e ce ne sono molte altre che fanno fatica ad uscire struccate.
Io parlo di un trucco semplice, quello che serve a valorizzare e rendere quei punti di forza ancora più interessanti, non del trucco correttivo, che trasforma. Io amo anche quello, ma lo consiglio come un gioco, una sfida, come un cambiamento.
Apparire e truccarsi non è mai una cosa su cui puntare il dito. Io sono l’ultima persona che giudica una donna in base al trucco, perché molto spesso dietro il trucco c’è una storia. Sono proprio le donne che si truccano in maniera appariscente che hanno un qualcosa da esprimere in maniera diversa.
La mia visione del make-up non è mai giudicante: il trucco è un atto di amore verso la vita


Sappiamo che i primi a utilizzare il make-up sono stati gli Egizi, si truccavano sia gli uomini che le donne per scopi estetici e funzionali. Eppure con il passare degli anni, il make-up da uomo è diventato un tabù, ed è sempre stato associato prettamente alle donne. Come credi che la società sia cambiata? E soprattutto, nel mondo di oggi, pensi sia ancora un tabù?
Tu hai fatto cenno all’Antico Egitto, ma in tempi abbastanza recenti, fine Ottocento e Novecento erano i barbieri che avevano in mano la cura dell’estetica maschile. A quel tempo l’estetica maschile non era ancora codificata come oggi. Si andava dal barbiere non soltanto per radersi, ma per una cura dettagliata della barba, del baffo e del capello. Essi venivano profumati, pettinati e molto spesso, a richiesta, colorati, ad esempio per ingentilire una faccia troppo morbida o delicata, o al contrario per dare maggior vigore ad un viso già con tratti decisi. Ecco perché in BB Skill, poi ne parliamo, ci sono i prodotti per colorare sopracciglia e barba.
Con il tempo il barbiere ha perso questa funzione, quantomeno in Europa. Credo che in alcuni paesi del Magreb si ricorra ancora alla tintura del baffo e della sopracciglia qualora ci siano dei peli bianchi, dei buchetti o un mento sfuggente. Negli ultimi anni però siamo ritornati un po’ ad apprezzare anche prodotti che servono alla cura, come i nostri di BB Skill.
A tuo parare, come la generazione Z accoglierà i vostri prodotti e il brand? Secondo te qual è la differenza generazionale tra la mia e la tua in termini di pregiudizio sul make-up maschile?
Secondo me per la Gen Z non è più un tabù, perché molti ragazzini usano il correttore in maniera molto tranquilla. Mentre, quando si alza un po’ l’età si fa più fatica a far passare questo concetto. Se nell’Ottocento la bellezza maschile non era codificata, adesso lo è; è come se il make-up fosse un patrimonio soltanto in mano alle donne. In più, i grandi marchi del lusso non hanno aiutato, focalizzandosi solo sul make-up femminile. Se negli anni 50/60, con il boom di rossetti, fondotinta e blush, avessero dato spazio all’estetica maschile, oggi un correttore o una cipria trasparente sarebbe un gesto naturale.
È la comunicazione che deve cambiare. I tempi sono cambiati, l’uomo è cambiato e anche il look è stato sdoganato ed è più inclusivo. Grazie ai palcoscenici di cantanti rock, l’uomo ha osato. Micca un tempo l’uomo si metteva la giacca a pelle con la canottiera. L’abbigliamento si è sdoganato, il make-up non ancora perché la parola trasformazione spaventa, bisogna sostituire un termine, sentirsi più confident con se stessi, più belli, più freschi.
Perché la skin-care è sdoganata (Moltissimi uomini mettono la crema o fanno maschera per purificare la pelle), ma il make-up non è ancora la normalità?
Siccome il campo non è stato ancora preparato, noi uomini ci sentiamo legati a dei pregiudizi.
La donna piace quando si trasforma, quando cambia, quando è camaleontica. La mattina può essere acqua e sapone, con le sneakers e i jeans, e al party, con un tacco e il rossetto diventa un’altra cosa, mentre io rimangono sudato, con la maglietta nera e il volto segnato da 8 ore di lavoro. Vi basta veramente quel poco. È l’idea della trasformazione che spaventa. Da qui, noi abbiamo pensato di creare un make-up che non trasformasse ma che curasse. Il gesto purtroppo non è ancora maschile, ma tante volte il maschio ruba il correttore alla fidanzata che glielo presta. Questa lacuna andrebbe colmata. Ma da qui ad arrivare ad un trucco esclusivo per uomini il passo è più lungo e difficile; ecco la sfida che ci siamo posti.
La collezione BB Skill
BB Skill ha realizzato la sua prima collezione di 5 prodotti di make-up da uomo. Ne fanno parte: un fondotinta, un correttore, un mascara trasparente per barba e sopracciglia, 3 tipologie di mascara colorati e una matita kajal. Perché lanciarsi proprio con questi prodotti?
Mi è stato chiesto di pensare quali potessero essere i prodotti per un make-up che completasse l’igiene del mattino, quindi 5 prodotti che fossero make-up, ma avessero texture leggere e invisibili. Siamo partiti dall’idea di un prodotto che associato ad una crema viso desse quel leggero tono di abbronzatura. Il prodotto Be Brave è il fondotinta, ma preferisco definirlo piuttosto uniformatore di incarnato. È una sorta di adapting color skin, con all’interno dei pigmenti incapsulati con alcune molecole, che con lo sfregamento si aprono e iniziano ad adattarsi al tuo colore. Non c’è quindi una gamma colori, ma un colore unico che si adatta a tutti gli incarnati.
Si tratta di una specie di BB Cream?
Si, soltanto che sul mercato le BB Cream hanno sempre un colore bianco, rosato, albicocca, e uno pensa che il bianco possa rimanere in faccia. Be Brave ha all’interno acido ialuronico, alghe rosse, mentolo, e noi, tra le varie proposte abbiamo pensato al colore grigio, che è un colore neutro, maschile. Sfregandolo, il grigio scompare e diventa leggermente abbronzato. Questo è il prodotto di punta. È quello che ha un impatto maggiore, dà l’idea di sentirsi più freschi e che credo possa essere apprezzato di più.

Poi ci siamo voluti inventare qualcosa che desse un po’ più di correzione. Ho pensato a 3 correttori chiari, ma in futuro vogliamo ampliare la gamma dei colori per altri tipi di pelle; in questo caso è un correttore che ha una formula molto leggera, non è in crema, non è fluido, ma è in stick, è più maneggevole e più facile da applicare.

Passando all’asse occhi, ci siamo voluti concentrare su barba, baffi e sopracciglia perché, come prima parlavo dei Barber Shop, questo è un gesto che se prende piede bene diventa una routine semplice: tutti noi uomini amiamo avere la barba in ordine. Ci sono 3 colori di mascara, dal più chiaro al più scuro a seconda del pelo, un Sand, un Chestnut e un Espresso. Possono essere utilizzati per scurire leggermente il pelo, coprire dei buchetti, infoltire o definire.

C’è anche un mascara trasparente, un passepartout per tutti. Serve soltanto a pettinare e a mettere in forma sopracciglia, barba e baffi, è una specie di gel. Questo, dopo Be Brave, è il prodotto più acquistato sull’e-commerce; è al secondo posto.

Infine, ho pensato dovessimo strizzare l’occhio all’uomo non soltanto che vuole curarsi, ma anche a quello che vuole divertirsi, così abbiamo fatto la classica matita kajal. Io da giovane in discoteca mettevo il kajal, l’occhio diventava più intenso, magnetico, poi la matita dopo una notte di baldoria cominciava a perdere un po’ il colore, diventa tipo il trucco del pirata e ci sentivamo dei fighi.
Il kajal l’hanno sempre utilizzato anche nei paesi mediorientali e africani per proteggere gli occhi dalla sabbia, dalle infezioni. Per noi, invece, era per giocare e scherzare, tanto che, nel nostro spot si vede il manager giovane che non ha tempo di sistemarsi, rimane con la camicia bianca, si toglie la cravatta e mette il kajal e va al party, un gesto che si può fare anche in bagno in 5 secondi prima di scolarsi un bel gin tonic.

Era questa l’idea: un make-up molto facile, molto veloce, non invasivo, che non desse l’idea di truccare, ma di renderci più belli.
Manca per adesso l’asse labbra, che chiaramente potrebbe diventare un balsamo opaco, perché tutti gli uomini mettono già il burrocacao.
Vedremo nel futuro come andrà, pensiamo anche ad una semplice crema giorno.
Ci sono uomini che si truccano già con prodotti da donna/unisex. C’era bisogno di differenziare? La vostra volontà di creare un brand appositamente per uomini è esclusivamente legata ad all’idea di sdoganare il trucco da uomo oppure la pelle dell’uomo è diversa da quella della donna e in quanto tale necessita di prodotti specifici?
La seconda. Il make-up femminile è sempre un make-up glow o satinato, anche nelle polveri; ad esempio, un semplice ombretto uniformante o un rossetto, sono tutti prodotti che hanno una sorta di merlatura o satinatura. Mentre, l’esigenza della pelle dell’uomo, che è molto più spessa e più grassa nella zona T (fronte-naso), è quella di un prodotto opaco. Quando io trucco i modelli faccio molta fatica a trovare un terra non perlata.
C’è l’esigenza di non più rubacchiare nel make-up della propria fidanzata o moglie, ma avere prodotti opachi, che è quello che mancava fino ad ora.
Avete scelto un target principale a cui rivolgervi oppure a tutti gli uomini di qualsiasi età?
Il target partiva da uomini dai 25anni in su, considerando anche i prezzi; inoltre, questo è un make-up che non è rivolto ai ragazzini giovani che desiderano essere più appariscenti, ma è rivolto a quell’uomo più maturo, che non deve considerare BB Skill un make-up, ma una routine che lo aiuti a colmare quella lacuna che mancava.
Come ti immagini il futuro del make-up da uomo e qual è il tuo sogno realizzabile tramite BB Skill?
Il mio sogno è che intanto vengano apprezzati i prodotti più difficili, vale a dire il correttore, non la matita che è un futuro veramente lontano, ma già se avessero successo i correttori e i mascara colorati sarebbe un bel traguardo.
Inoltre, spero che un domani i ragazzi giovanissimi non giudichino un loro amico che in palestra si corregge l’occhiaia perché si vede brutto. E l’importante è soprattutto che non ci sia la donna che giudica un uomo per questo. È un lavoro che deve essere fatto da entrambe le parti, in coppia, che sia coppia etero o omosessuale o fluida, perché da soli non si arriva a niente, come in tutte le cose.
“BB Skill, non è make-up, non è skincare.
BB Skill is the skill”


