Benvenuti nel Soft Clubbing: la festa senza il post sbornia

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La GenZ sta ridefinendo i codici della vita notturna, trasformando i club in veri santuari di benessere e socialità autentica

I club e le discoteche stanno pian piano chiudendo, ma per fortuna la musica non smette mai di vibrare. Lo sa bene l’Europa – il continente che ha inventato il clubbing – che sta riscoprendo il piacere di ballare e ascoltare musica senza distruggersi e vivere l’hangover il giorno dopo.  Qui, entra in gioco una nuova rave culture che sta guadagnando sempre più popolarità. Si chiama soft clubbing: un nuovo modo di vivere la scena notturna. Meno caotico, più curato, trasformando le feste in esperienze sobrie o diurne, e plasmando nuovi luoghi per socializzare e vivere il momento, quello vero.

Coffee clubbing, rave mattutini e silent disco: cosa sta succedendo?

Per chi ha vissuto “il periodo degli eccessi”, sa bene che il club è un vero e proprio luogo di culto – di cui Berlino ne fa le veci. Underground, indipendente, con le sue regole non scritte e un’estetica inconfondibile. Tanto bello quanto criticato. Tanto alternativo, da cambiare rotta e prendere una piega completamente inaspettata.

Cosa pensereste, infatti, se vi dicessi che oggi le feste sono mattutine? Se i dj set si facessero nelle panetterie e i rave all’interno di saune termali all’orario dell’aperitivo? Sembra assurdo ma è proprio così. Questo fenomeno – che prende il nome da un giornalista britannico – è infatti chiamato soft clubbing proprio perchè cambiano i luoghi di aggregazione in cui si vivono le feste. Dalle tradizionali discoteche ad ambienti più atipici come bar, caffè, pop-up e spazi artistici. Ed è fighissimo come alla base di questo, ci sia l’idea che la notte e la scena musicale non debbano per forza coincidere.

La GenZ rifiuta gli eccessi: tra wellness, matcha e caffè letterari

Oltre al cambio di location, c’è molto di più. La cosa che stupisce di più di questa nuova cultura è proprio il modo di vivere questi luoghi. I ragazzi vanno a ballare senza alcool e droghe, preferendo piuttosto un tè matcha o un flat white, ed evitando la sbornia il giorno dopo. E chissà, magari anche di fare colazione la mattina dopo con caffè e tachipirina.

Così facendo si va a dare priorità all’esperienza vera, alla connessione tra le persone, a vivere a pieno il momento. I club rimangono così gli ultimi santuari di socialità autentica. Una vera inversione di rotta dovuta probabilmente all’eccesso che gli adolescenti vivono fin da subito e che ha portato inevitabilmente alla nascita di svariati trend, come quello delle clean girl, del matcha latte, dei party letterari e dei luoghi senza wifi.

Berlino, Londra, Sidney…e anche l’Italia

A Berlino, la capitale della techno, stanno crescendo eventi sobri in posti come le terme o i parchi, dove si balla a piedi nudi all’alba. A Londra, sempre più club offrono un mix di yoga e dj set nel pomeriggio, e ovviamente eventi di club soft che oltre alla politica free alcohol, hanno da poco implementato anche il divieto di video e foto sul dancefloor. Al Maple Social Club di Sidney, la tradizionale scena del rave viene reinventata con un “coffee and DJ set”: un appuntamento unico dove caffè e musica elettronica si incontrano per una festa in pieno giorno. 

E persino in Italia (incredibile ma vero) progetti come Morning Gloryville – che organizza rave mattutini – e spazi come Base Milano, Alcova, Spazio Meta e Combo, cercano di offrire un’alternativa alla cultura del clubbing spesso mal vista e definita “tossica”.

Quindi sì, è vero che i giovani non vanno più nei soliti club, che i locali non funzionano e le discoteche stanno chiudendo. Ma è davvero finita l’epoca d’oro o semplicemente stiamo ridefinendo il concetto di “fare serata” e “andare a ballare” secondo le nostre nuove esigenze? Ragazzi dimenticate le ore notturne, perchè la vera festa inizia alle 10 di mattina!

Foto: Pinterest