E voi, lo sapevate che dietro il genio di Rick Owens c’è una musa che ha trasformato il mondo della moda?
Di lei si dice che sia una strega di milleseicento anni, che abbia venduto armi, che sia in contatto con presenze spirituali e che sia una sciamana urbana. Addirittura, una vampira bohémien o una dea pagana.
Una cosa è però indiscutibile: che sia la unica e sola musa di Rick Owens. Stiamo parlando di Michèle Lamy, la donna dalle mani ricoperte d’inchiostro, i denti placcati d’oro e il look da sfinge che spesso vediamo comparire negli scatti di street style e nei front row delle sfilate.
E oggi, vogliamo parlarvi della sua storia.

Tutto iniziò da Lamy…
Nata a Giura, in Francia, Michèle Lamy ha l’arte che gli scorre nelle vene. Probabilmente per via del nonno che realizzava accessori per uno degli stilisti più famosi dell’epoca, Paul Poiret.
Prima di buttarsi a capofitto nella moda, però, Michèle Lamy studiò giurisprudenza, per poi lavorare come avvocato difensore. Divenne successivamente ballerina nei cabaret, fino a diventare una vera e propria performer. Ma questi non sono gli unici lavori che ha svolto: ha lavorato come carpentiere e restauratrice di mobili, e ha avuto perfino un’impresa di costruzioni. Insomma, una donna dai mille talenti.
Nel 1979 si trasferì a New York e poi a Los Angeles, dove fondò una linea di moda e gestì due ristoranti-nightclub di culto – Café des Artistes e Les Deux Cafés. Fin quando, nel 1984 creò una linea di abbigliamento chiamata Lamy. Solo poco tempo dopo, assunse un giovanissimo Rick Owens come pattern maker per il suo brand.
I due presto si innamoreranno e cambieranno il nome di Lamy con quello attuale del designer.
Il resto è storia.

Una personalità eccentrica e una donna dai mille talenti
Michèle Lamy è magnetica, eccentrica e ovviamente anticonformista. Possiede un enorme archivio di abiti di Comme des Garçons, e le piace indossare Gareth Pugh e scovare giovani designer di talento. Ama le decorazioni per il corpo cerimoniali, i gioielli dall’aspetto tribale e ovviamente il total black.
Il suo stile? talmente unico che è impossibile non notarlo. Lei stessa lo definisce “nomade”.
“Questo è dovuto a come vivo. Per me, la moda non consiste nell’indossare abiti direttamente dalle passerelle, ma nello scegliere abiti che raccontino la propria storia personale. È una rappresentazione del sé.” ha dichiarato in un’intervista.


Michèle è una donna dai mille talenti, e la moda non è la sua unica passione. Ama cantare ed esibirsi insieme a sua figlia, con la quale ha dato vita alla band LAVASCAR. Ha una forte passione per il design – e lo si percepisce dalla linea di mobili firmati Owens, le sedie in marmo brutalista e le panche in acciaio – ma anche per la boxe, diventato una sorta di rituale da ormai 40 anni. Ha addirittura dedicato al pugilato un’installazione immersiva alla Biennale di Venezia, dove ha invitato una serie di artisti a creare punching ball che facessero riferimento a una varietà di questioni sociopolitiche e culturali.

“I have a crush on you and you have a crush on me!”
Da questa dichiarazione nacque la coppia più influente e magnetica del fashion system. Due pianeti in orbita, Michèle e Rick Owens, da quando, una sera – proprio come accade in un vecchio film – un giovane Rick Owens si presenta ubriaco sotto la porta della sua amata con la speranza di conquistare il suo cuore.
Da quel momento, i due diventarono inseparabili, fino a diventare coniugi nel 2006.


Il rapporto tra Michèle Lamy e Rick Owens è più che sentimentale o professionale: è una vera e propria fusione artistica e filosofica. Lamy è stata fondamentale nel supportare Rick agli inizi, anche economicamente e logisticamente.
Era il 2004 quando hanno fondato la Owenscorp, ed è lei a occuparsi di tutti i progetti speciali, oltre che dei gioielli e dell’arredamento. E oggi, lei continua a influenzare il mondo Owens con la sua energia creativa, le sue collaborazioni avanguardistiche e il suo occhio estetico.
Rick Owens, Temple of Love
A lei è dedicata anche la mostra Rick Owens, Temple of Love, in programma al Palais Galliera di Parigi fino al 4 Gennaio 2026. Un’esibizione che ripercorre tutta la storia del designer: dagli esordi a Los Angeles, al suo icontro con Michèle Lamy, fino alla sua ascesa nell’Haute Couture di Parigi. Un “tempio dell’amore” con i 100 abiti più rappresentativi del suo percorso e con la presenza mitologica della sua musa e compagna di vita.


Lamyland
Tutto ciò che ruota attorno a Michèle Lamy rientra in Lamyland, uno spazio virtuale che racchiude il suo mondo visionario. Qui, l’arte visiva, la musica, il design e la spiritualità si fondono in un’esperienza immersiva, quasi mistica.
Sull’omonima pagina Instagram @lamylandonline, le immagini che pubblica riflettono questo stile unico: un mix di estetica oscura, futuristica e tribale. Ogni post racconta un pezzetto del suo universo, dal design d’interni ai gioielli, passando per il suo approccio personale alla moda e all’arte.
E questo riflette perfettamente l’inesauribile influenza di Michèle nel panorama internazionale della moda, del design e dell’arte.

Fonte: Pinterest, InstagramOfficial


