“Diva?” tra mito, lacrime e ricamo. Il nuovo volume Skira

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Un libro che interroga la nostra ossessione per le icone

Dal 3 ottobre 2025 sarà in libreria “Francesco Vezzoli: Diva?”, edito da Skira e curato da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum di Shanghai. Un catalogo, si, ma anche un vero e proprio saggio visivo sull’arte contemporanea e sul nostro rapporto con il mito.


Al suo interno troviamo una conversazione tra Francesco Vezzoli e Sophia Loren, un’intervista di Hans Ulrich Obrist e i contributi critici di Nancy Spector e Donatien Grau.

Il libro – presentato in anteprima il 23 settembre alla Boutique Skira di Milano – raccoglie immagini, saggi e riflessioni che attraversano il cuore della poetica di Vezzoli: il ricamo come ferita, la nostalgia come motore creativo, la bellezza come illusione fragile.

Francesco Vezzoli e l’arte delle lacrime ricamate

Vezzoli, tra gli artisti italiani più riconosciuti a livello internazionale, ha reso celebre un gesto tanto semplice quanto dirompente: ricamare lacrime sui volti delle dive del cinema, dell’opera e della moda.
Da Anna Magnani a Maria Callas, da Judy Garland a Jane Fonda, fino a Grace Jones, quelle gocce di filo spezzano la patina di perfezione e rivelano la vulnerabilità nascosta dietro l’immagine pubblica.

Il ricamo, tradizionalmente legato alla femminilità, diventa nelle sue mani un atto sovversivo: abbellire e destabilizzare, ornare e al tempo stesso ferire. È un linguaggio che intreccia arte classica, performance e memoria popolare, creando un ponte tra passato e presente.

“Diva?”: mito, fragilità e catarsi

Il volume non celebra soltanto le icone, ma le interroga. Che cos’è davvero una diva? Un’apparizione divina? Una maschera di dolore? O piuttosto lo specchio delle nostre ossessioni collettive?

Come scrive Nancy Spector, «l’adozione del ricamo ha fornito a Vezzoli la forma unica con cui trasmettere il pathos scoperto sullo schermo». Le sue opere non si limitano a decorare, ma scavano, trasformando il glamour in una riflessione universale su fragilità, desiderio e idolatria culturale.

Perché leggere “Francesco Vezzoli: Diva?”

In un’epoca in cui le immagini scorrono rapide sui nostri schermi, Vezzoli ci costringe a rallentare. Ogni lacrima cucita è una ferita che ci obbliga a guardare due volte, a interrogarci su cosa significhi oggi il culto della celebrità.

“Diva?” è dunque più di un libro d’arte: si definisce un viaggio nella memoria culturale, un’indagine sul potere delle immagini e un tributo alla bellezza imperfetta. Per gli appassionati di arte contemporanea, cinema e cultura visiva, rappresenta un’occasione unica per entrare nel laboratorio creativo di uno degli artisti più originali e provocatori della scena internazionale.

Photocredits: press kit ddl |arts|