Dalle passerelle alla tavola, Briana Hollingsworth trasforma la moda in piatti che si assaporano con gli occhi e con il palato
Nel vortice di microtrend e dell’estetica guidata dagli algoritmi che domina TikTok, pochi creator riescono davvero a catturare l’attenzione e a interrompere lo scorrere infinito dei contenuti. Briana Hollingsworth è senza dubbio tra questi. Su TikTok @lvebriaaa Matrixxgirl, è ormai conosciuta come l’artista capace di trasformare l’alta moda in piatti “exquisite”.

Le sue creazioni sono vere e proprie opere culinarie ispirate agli outfit che più la affascinano, soprattutto quelli dal carattere più avant-garde, dove colori, texture e volumi si traducono in ingredienti. A tutto questo si aggiunge una cura meticolosa per l’estetica dell’impiattamento. Ogni piatto diventa una celebrazione non solo visiva, ma anche sensoriale, in cui forma e gusto si fondono in un’esperienza unica.
Quando la moda diventa commestibile

Il rapporto di Briana Hollingsworth con il cibo nasce molto presto. Come ha raccontato in una recente intervista a Dazed, ha iniziato a frequentare corsi di cucina intorno ai dieci anni. Ha continuato poi spinta dall’esempio dello zio — scomparso prematuramente a soli 25 anni — che si era diplomato in una prestigiosa scuola culinaria.

Da quell’esperienza ha sviluppato un approccio unico e alternativo al food, frutto della fusione tra le sue due più grandi passioni: cucina e moda. Il primo episodio della sua serie è stato ispirato alla collezione Undercover autunno-inverno 2007, da cui ha estratto palette cromatiche e pattern trasformandoli in un piatto.

Le sue creazioni, però, non sono mai mere imitazioni: sono traduzioni creative. Ogni dettaglio di un capo — un taglio, una texture, un materiale — diventa il punto di partenza per la scelta degli ingredienti, capaci di restituirne la materia e il carattere. Il risultato non è una copia, ma un’evocazione sensoriale. Un invito a “gustare” la moda, trasformata in esperienze commestibili di colore, forma e consistenza.
Il gusto della passerella di Briana
Tra le sue creazioni più iconiche spicca un piatto di baccalà “glaciale”, ispirato ai toni di un look Dolce & Gabbana autunno-inverno 2006. Non meno sorprendente è la reinterpretazione delle Rick Owens Cargobasket Boot, tradotte in un piatto di spaghetti al parmigiano con funghi secchi, pepe nero e olio al tartufo. E ancora, un branzino che rende omaggio alla collezione primavera-estate 2010 di Jean Paul Gaultier.

“Va bene se qualcuno guarda il piatto e lo trova strano o persino inquietante,” racconta Briana. “Sta spingendo oltre i limiti, è diverso, e questo mi piace. La passerella funziona allo stesso modo: non conquista tutti, ma resta sempre intrigante.”
Il suo obiettivo, dunque, è chiaro: restituire al cibo la stessa forza scenica di un look, trasformando ogni piatto in un’esperienza visiva e sensoriale che non si limita a sfamare, ma a raccontare e affascinare.
Foto: @lvebriaaa official Ig account


