Total black e genderless, ovvero, Aendör Studio

da | NEW DESIGNERS

La moda genderless pugliese con capi semplici e lineari. Quello che hanno in comune è il desiderio di identificare la personalità di chi li indossa e il colore nero. Tutto è nero.  

“Siamo tutt* straordinariamente unic*. Anche tu!” Si legge nel banner entrando al sito di Aendör Studio. Un invito al loro mondo e alla propria espressione. Partiamo benissimo!

Il brand porta in gioco un’estetica che vediamo anche nella Fashion Week di Berlino. Infatti, una delle stiliste, Antonella Mirco, ha studiato all’Università Europea di Design e nel 2015 si trasferì nella città tedesca con il suo compagno. Originaria del Molise, Antonella continuava a disegnare le sue collezioni per l’omonimo brand già fondato nel 2014. Dal rebranding di Antonella Mirco nasce Aendör Studio.

Ragazzo che indossa un abito nero aderente del brand Aendör Studio

Dopo anni di vivere fuori dall’Italia, nel 2022 si trasferiscono a Bari in una casa, oggi è rinnovata, che accoglie il loro atelier. Aendör nasce dal dubbio. Antonella e il suo compagno Savio si chiesero se chiudere il brand, end, o se lo volevano continuare, or. Questo dubbio fa nascere END/OR ma con diversi aggiustamenti di accenti, cadenze ed esperienze, il brand arriva ad essere Aendör. 

Volumi e personalità

Modelli femminili e maschili appaiono nel loro sito con gli stessi vestiti addosso. Non si fa differenziazione di genere in questo brand. Trasparenze, sartorialità, artigianalità e capi oversize e tanto (solo) nero. Tops con pelliccia di capra e il colore che solo appare in un cappello con capelli. Se volevate cambiare colore di capelli per un giorno senza ricorrere alla tintura, vi ho trovato la soluzione. 

“Il nero è tutto o niente”. Trasparenze che non sono visibili solo sui vestiti ma anche sulla produzione. Entrando nel loro atelier di Bari, le macchine da cucire sono in vista. Veniamo sempre coinvolti nel backstage del processo creativo di Aendör. Prodotto a mano in Italia on-demand (a richiesta) per evidenziare ancora il valore che la moda ha anche se quello che va virale sui social sono i prodotti fast fashion

La moda come condivisione e comunità

Parte della ragione per cui il brand viene accompagnato da “Studio” è la volontà di essere qualcosa di più. Non è solo un brand di moda ma anche uno spazio di accoglienza. Anche se la moda abbraccia tutto, non è tutto. Il desiderio di creare una comunità che includa la danza, l’arte, la musica, la fotografia e altre forme di creatività ed espressione. L’espressione è quello che enfatizzano dal primo clic. “Tutt* siamo straordinariamente unic*” e quella unicità deve venire espressa.  

La scelta di Bari come città, anziché Milano, è stata per “provare ad educare verso una tipologia di moda differente”, racconta Antonella a Senza Linea. Siccome a Milano la moda c’è da anni, vedere che un brand è genderless, non sarebbe niente di nuovo. Infatti, Aendör Studio vuole portare crescita non solo nel campo della moda ma anche culturalmente. Presenterano anche una collaborazione con il brand “NUOSMIQ” in Corea del Sud il 7 settembre nella Fashion Week di Seoul.  

Non accontentati con essere parte del mondo della moda, vogliono che tutti lo siamo. Offrendo workshops, alcuni gratuiti e altri a pagamento, con le basi della modellistica e come fare capi basici come T-Shirt e gonne. Da un po ‘gira una frase sui social che invita alle persone a non conformarsi con solo fare moodboard se si vuole lavorare nella moda; qualsiasi persona può fare moodboards ma poche possono effettivamente realizzare ciò che disegnano. Invitare le persone a conoscere il dietro le quinte di un capo ma anche di una collezione e quanto impegno ci si mette a effettuarla.  

Vestito aderente di Aednör Studio con pelliccia di capra

Aendör Studio rappresenta la lentezza e l’amore con cui si produce qualcosa più grande di un vestito o un paio di pantaloni. Uno studio, una casa, uno spazio per chi, come Antonella e Savio, si sentivano fuori dalla società e di ciò che i membri della moda richiedevano. La moda viene vista solo come frivolezza da chi non capisce l’accoglienza, passione e motivazione che marchi come questi possono dare.

Foto: account Instagram di Aendör Studio