Un viaggio tra le pagine di Elena Gianini Belotti per capire come nascono le disuguaglianze di genere. Dall’infanzia silenziata alla donna che non può dire no: Dalla parte delle bambine è un manifesto che oggi suona come un grido d’allarme.
Dalla parte delle bambine

Nel 1973, Elena Gianini Belotti pubblicava Dalla parte delle bambine, un saggio che avrebbe segnato una svolta nel modo di concepire l’educazione di genere. Oggi, a distanza di cinquant’anni, le sue parole risuonano con una forza sorprendente, offrendo chiavi di lettura ancora attualissime per comprendere le dinamiche di genere nella nostra società.
Condizionamenti precoci: educare alla passività

Belotti analizza con precisione come, fin dalla nascita, bambine e bambini vengano indirizzati verso ruoli e comportamenti specifici, non per predisposizioni innate, ma per aspettative culturali. Scrive: “La cultura alla quale apparteniamo, come ogni altra cultura, si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere.” Queste parole mettono in luce come la società plasmi gli individui, attribuendo loro caratteristiche e ruoli basati sul genere, spesso limitando le potenzialità individuali.
L’autrice sottolinea come gli stereotipi di genere non siano frutto di differenze biologiche, ma di un processo culturale che inizia ancor prima della nascita. “Poiché si vuole che i maschi siano più vivaci, più vitali rispetto alle femmine, che al contrario devono essere tranquille e passive, i movimenti del feto si interpretano in questa chiave.” Questa affermazione evidenzia come le aspettative sociali influenzino la percezione e l’educazione dei bambini fin dai primi momenti di vita.
Un grido ancora attuale

Nonostante siano passati decenni dalla sua pubblicazione, Dalla parte delle bambine continua a essere un testo fondamentale per comprendere e decostruire gli stereotipi di genere. In un’epoca in cui si discute intensamente di parità di genere, educazione inclusiva e lotta contro la violenza sulle donne, le riflessioni di Belotti offrono spunti preziosi per promuovere un cambiamento culturale profondo.
Donne intrappolate nel silenzio

Ma se davvero “non si nasce donna, lo si diventa”, cosa accade quando a una bambina viene tolta, fin da piccola, la possibilità di esprimersi? Quando le si insegna a essere docile, graziosa, a non disturbare mai troppo? Il risultato è sotto gli occhi di tutti: donne cresciute con il peso della colpa, del silenzio, della paura. Ragazze che confondono controllo e gelosia per amore. Uomini che credono di poter possedere. E, nel peggiore dei casi, uccidere.
Il bisogno di fare rumore

Siamo pronti a rimettere in discussione ogni stereotipo, anche quello che ci sembra innocente? E soprattutto: siamo pronti a insegnare alle bambine che valgono, anche quando urlano, anche quando si arrabbiano, anche quando dicono no?
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