Wimbledon e i topi delle risaie: una storia di sostenibilità

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Sono più di 50 mila le palline da tennis utilizzate a Wimbledon, ma non tutte vanno perse. Alcune di queste diventano le case dei topi delle risaie nelle campagne inglesi.

Superando la vittoria dell’italiano Jannik Sinner, Wimbledon diventa interessante anche per qualche altro motivo. Uno fra questi sono i topi delle risaie. Mi spiego meglio.

Grazie alla Wimbledon Foundation molte delle palline da tennis utilizzate nella competizione vengono trasformate in case per i topi delle risaie.

Con un utilizzo di oltre 50mila palline da tennis, Wimbledon risulta uno dei più grandi consumatori di tennis balls, ma sicuramente non il più carino. Gli harvest mice sono i più piccoli roditori presenti in Europa con una lunghezza tra i 5 e i 7 cm. Non è difficile capire come il loro habitat ideale siano le risaie e le campagne inglesi.

Questi topini vivono tra i fili d’erba dove costruiscono dei nidi di forma sferica con foglie ed erba. E’ qui che si inserisce l’utilizzo delle palline da tennis. Le palline sono abbastanza ampie per contenere fino a dieci topini adulti. Inoltre forniscono un ottimo spazio in cui ripararsi dalla pioggia e dai possibili predatori, che come potete immaginare possono essere davvero tanti.

Photo via Sports Ball Shop

Il gigantesco numero di palline da tennis utilizzate a Wimbledon è dato dal ricambio continuo di palline in perfette condizioni richiesto dai giocatori durante i match, per assicurarsi maggior precisione e potenza.

Una buona parte di queste vengono rivendute ai tifosi. Un’altra parte viene presa dai fan che assistono alla competizione che in un modo o nell’altro riescono a portarsele a casa durante i match. Altre ancora si utilizzano per allenamenti o partite minori, le restanti diventano i superattici dei topini delle risaie.

Anche se se n’è sentito parlare poco, in realtà questa iniziativa risale ai primi anni 2000. Per desiderio della All England Lawn Tennis Club che collaborando con Wildlife Trust di Avon, Glamorgan e Northumberland, ha iniziato a raccogliere le palline proprio per la costruzione di queste magioni in miniatura.

Con la creazione di un foro grande quanto basta, le palline vengono poi inserite su dei sostegni di massimo un metro e mezzo da terra. In questo modo i topini possono scampare da donnole e altri predatori.

Photo via Nova.com.na

Nel mondo esistono poi tante altre realtà di riciclo di queste palline, anche se non coinvolgono roditori carinissimi. In Italia, ad esempio, Esosport ricicla le palline da tennis e da padel esauste che dopo essere separate nei loro componenti si trasformano in pavimentazioni antitrauma per parchi giochi o campi sportivi.

Ritornando sul mondo animale, molte persone e associazioni riutilizzano le palline da tennis trasformandole in giocattoli per cani nei canili o per i propri animali domestici. In realtà, anche al di fuori di Wimbledon, ci sono iniziative meno formalizzate che creano rifugi per roditori o altri piccoli animali sempre utilizzando palline da tennis modificate.

Inoltre, alcune aziende e designer stanno esplorando il riciclo delle palline per creare materiali da costruzione innovativi, come pannelli fonoassorbenti o componenti per arredi urbani, riducendo l’impatto ambientale complessivo dello smaltimento.

Decathlon è una delle aziende che collabora con Esosport e nei suoi negozi presenta dei punti di ritiro di palline usate, impegnandosi così a ridurre il numero di palline da tennis e da padel che finiscono in discarica ogni anno.

Insomma, anche i topini delle risaie, grandi quanto la mano di un bambino, sono in grado di riciclare e seguire uno stile di vita sostenibile. Adesso tocca noi.