Roslana: bellezza fragile e sogni spezzati

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La parabola della “Rapunzel russa” tra moda, pressione e misteri irrisolti

Aveva lunghissimi capelli castani, un viso che sembrava uscito da una fiaba e un talento naturale che l’aveva portata in pochi anni dalle aule scolastiche di Almaty, in Kazakistan, alle passerelle di Parigi, Milano e New York. Roslana Korshunova era considerata una delle promesse più luminose della moda internazionale. Ma il 28 giugno 2008, a tre giorni dal suo 21° compleanno, cadde dal nono piano del suo appartamento a Manhattan. Le autorità parlarono di un gesto volontario. Ma per chi la conosceva, quella conclusione non bastava.

A distanza di anni, la sua storia continua a suscitare domande. Cosa accadde davvero a Roslana?

Una ragazza brillante, prima ancora che una modella

Roslana nacque nel 1987 ad Almaty, durante gli ultimi anni dell’Unione Sovietica. Dopo la morte del padre, veterano dell’Armata Rossa, fu cresciuta dalla madre Valentina insieme al fratello maggiore. Era una studentessa brillante: parlava fluentemente russo, kazako e tedesco, suonava il pianoforte e aveva il sogno di studiare in Germania.

Il mondo della moda sembrava lontanissimo dalla sua vita. Ma tutto cambiò nel 2003, quando, ancora al liceo, partecipò a un servizio fotografico per una rivista locale. Il suo volto colpì immediatamente chiunque lo vedesse.

Dalle prime foto al successo internazionale

Una talent scout russa notò le sue foto durante un volo e decise di contattarla. In breve tempo Roslana fu introdotta al mondo della moda internazionale: Londra, Parigi, Mosca. A soli 16 anni, ancora con l’apparecchio ai denti, lavorava per Cosmopolitan Russia. Poco dopo sfilava per Paul Smith e Kenzo e posava per Harper’s BazaarVogueElle.

Il suo stile delicato, quasi etereo, la rese la scelta ideale per importanti campagne, tra cui quella – diventata iconica – del profumo di Nina Ricci. I suoi capelli lunghissimi le valsero il soprannome di “Rapunzel russa”. Guadagnava migliaia di dollari a shooting. Ma dietro il successo, la giovane età e il ritmo incessante cominciarono a lasciare tracce.

La pressione del sistema

Come molte giovani modelle, Roslana affrontava un ambiente estremamente competitivo. Il rifiuto faceva parte del mestiere, ma lei lo viveva con sofferenza. Quando un casting andava male, piangeva. Scriveva poesie per sfogarsi e parlava ogni giorno con sua madre, unico legame costante in una vita in continuo movimento.

Nel 2007, mentre la sua carriera sembrava consolidata, con campagne per Dior e Moschino, cominciarono ad apparire segnali di fragilità. Un’importante relazione sentimentale si concluse in modo doloroso. Poco dopo conobbe un uomo influente, molto più grande di lei. Si innamorò profondamente, ma anche questa storia si concluse bruscamente. Roslana, ferita, scriveva poesie malinconiche sul suo blog, parlando di un amore finito e di un dolore che sembrava ingestibile.

Un cambiamento improvviso

Nel 2008, qualcosa in lei cambiò. Nonostante continuasse a lavorare tra Parigi, Atlanta e New York, le amiche notavano un’energia diversa. Più distante, più nervosa. In quei mesi entrò in contatto con un’organizzazione chiamata Rose of the World, che si presentava come un gruppo di crescita personale per giovani dell’élite russa.

Secondo testimoni, si trattava in realtà di un’organizzazione molto controversa, con pratiche emotivamente invasive. Durante gli incontri, Roslana parlò apertamente della morte del padre e di antiche ferite familiari. Chi la conosceva la descrisse come sempre più coinvolta, al punto da spingere altri amici ad aderire.

Una morte che non convince

Il 28 giugno 2008, Roslana era sola nel suo appartamento di Water Street, a Manhattan. Nel pomeriggio aprì la porta del balcone, tagliò con delle forbici una rete protettiva di un cantiere vicino e cadde nel vuoto. Atterrò a quasi nove metri di distanza dal palazzo. Indossava jeans e una semplice canottiera viola. Nessun biglietto. Nessun testimone. Le autorità parlarono di un suicidio.

Ma i dettagli sollevarono dubbi. Roslana aveva paura delle altezze – lo confermò sua madre – e la distanza della caduta non sembrava compatibile con un gesto volontario. Inoltre, i suoi celebri capelli, orgoglio della sua immagine, erano stati tagliati in modo irregolare, come se fosse stato fatto in fretta o con violenza.

Valentina, sua madre, non si arrese. Fece analizzare le lesioni da un esperto in Ucraina. Secondo il rapporto, le ferite erano compatibili con un incidente stradale, non con una caduta. L’inchiesta, però, non venne mai riaperta.

Domande senza risposta

Col tempo, emersero nuovi elementi. Si scoprì che nel 2006 Roslana era salita a bordo del jet privato di Jeffrey Epstein per un volo verso le Isole Vergini Americane. Nessuna accusa è mai stata mossa in merito, ma il legame con un ambiente conosciuto per abusi e manipolazioni alimentò nuovi sospetti.

Poco prima della sua morte, Roslana aveva anche avviato una causa contro la sua agenzia per una somma che si aggirava intorno ai 500.000 dollari. Aveva cominciato a parlare di frodi, contratti non rispettati e compensi mai ricevuti.

Anche il gruppo Rose of the World fu nuovamente al centro dell’attenzione quando un’altra giovane modella russa, Anastasia Drozdova, morì dopo aver frequentato gli stessi seminari.

Una memoria ancora viva

Roslana è stata sepolta a Mosca, una delle città che amava di più. Il suo funerale fu semplice, raccolto, frequentato da pochi amici e colleghi del mondo della moda. Aveva appena 20 anni.

Ancora oggi il suo nome è ricordato non solo per la bellezza e il successo, ma anche per il senso di inquietudine che circonda la sua scomparsa. La sua storia è diventata simbolo di quanto il mondo della moda – e in generale la pressione per riuscire – possa essere affascinante ma anche spietato, soprattutto per chi lo affronta troppo presto e troppo da solo.

Immagini: Pinterest