I reati sentinella sono cresciuti di un 25% nell’ultimo anno e solo quelli di violenza sessuale sono in continua crescita. L’odio verso le donne avrà mai un limite?
“L’ho fatto perchè mi ha lasciato”
Lo scorso 28 maggio Martina Carbonaro, ragazza di 14 anni, è stata trovata morta in provincia di Napoli. Il suo ex ragazzo confessa nell’interrogatorio. Con crudeltà e rabbia, Alessio Tucci uccide Martina. La colpisce ripetute volte in testa con una pietra e la ricopre con massi, calcinacci e altri materiali. Dopo lunghi minuti di agonia Martina muore. Per alcuni uomini il limite non esiste.
Martina, Ilaria, Sara, Laura, Chamila, Eleonora, Chiara, Eliza, Giulia. Si pensa siano 21 le donne uccise nel 2025. Denunce ignorate e vite spezzate per la società patriarcale in cui viviamo. Genitori, zii, fratelli e amici che convivranno sempre con il dolore e la mancanza. Un giorno, qualcuno si è svegliato e ha deciso che le loro vite non avevano valore. Si è svegliato e ha deciso di strappare la vita di ragazze, madri, donne. Dobbiamo urlare i loro nomi e chiedere giustizia per chi non ha più voce. Una donna non è mai libera di scegliere se sa che il suo destino è la morte.

“Sono impazzito di dolore e ho perso il controllo”
Quando avevo 15 anni sono uscita a ballare per la prima volta e mia madre non mi ha augurato né una buona serata né di ballare fino a quando mi facessero male i piedi. “Stai attenta a cosa bevi”. “Scrivimi quando arrivi e quando esci”. Fino ad oggi che ho 22 anni, non lascio il mio bicchiere da solo e lo farò sempre.
Le madri, giustamente, ci educano per stare sempre allerta, avere gli occhi aperti, non mettere le cuffie la sera, sedersi vicino a donne in treno e riconoscere rapporti tossici. Gli altri genitori non educano i propri figli a non stuprare? A non uccidere? Vorrei che la mia unica paura uscendo la sera fosse di venire derubata. Ci toccano, ci stuprano, ci drogano, ci sequestrano, ci uccidono. Ci odiano.
Si chiede l’ergastolo ma neanche quello è sufficiente di fronte a un sistema giudiziario che di fronte a 75 coltellate, li categorizza come conseguenza di inesperienza e inabilità. I femminicidi avvengono prevalentemente in contesti familiari o affettivi. A volte neanche chi ci circonda si merita fiducia. Di fronte a un Sì e di fronte a un No. Nella solitudine o nell’intimità. Di fronte a una dichiarazione di amore o il rifiuto di questa.
È sempre una donna a morire ed è sempre un uomo a venire giustificato.


“Tutti sono innocenti fino a prova contraria”
“Ogni imputato è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata”. Qua nessuno è innocente. Non fermare gli amici quando fischiano a una ragazza in strada oppure dover ingoiare le battute fuori posto. Non è una società che cambia perchè nessuno sta cambiando. Siamo tutti abituati a un comportamento che persiste da anni e purtroppo sembra continuare, e peggiorare, con le prossime generazioni. Non è solo un discorso di farsi valere come donne ma di cambiare il sistema. Da anni si ripete che è una esagerazione ma viene detto sempre da uomini che non lo vivono sulla loro pelle. Chi è che sta ad aspettare che continuino a salire i numeri prima di fare qualcosa?
Ritrovano i corpi morti dentro valigie e nascosti, abbandonati. C’è chi muore dentro un sacco della spazzatura. Rimaniamo zitte di fronte a maltrattamenti e fischi in strada perché le conseguenze non sono solo insulti ma la morte. Non dobbiamo insegnare alle nostre figlie a difendersi o ad andare in giro con lo spray al peperoncino. La colpa e la responsabilità continua ad essere sempre sulle spalle delle donne. Dobbiamo insegnare agli uomini e ragazzi che l’amore non vuol dire né ossessione né possessione. Un futuro triste che sicuramente ha bisogno di una svolta.
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