Non esistono più le pornodive di una volta

da | LIFESTYLE

Oggi tutti possono diventare onlyfanser con pochi click. Il mondo del porno è diventato sempre più quotidiano e le grandi pornodive del passato non esistono più

Vi potrebbe capitare, rovistando in soffitta o facendo qualche giro per mercatini di imbattervi in vecchie riviste dall’aria bizzarra in grado di catturare subito l’attenzione. Sono i giornali porno di una volta, antesignani dei video che girano in rete e che raccontano la pornografia in maniera completamente diversa da oggi. C’è stato un tempo, infatti, in cui il mondo del porno era un sogno di trasgressione e indipendenza e non un motivo per fare soldi facili, non che ci sia nulla di male. E l”Italia, in fatto di pornoattrici, ha sempre avuto un certo gusto.


Nel 1983 in Italia apriva “Diva Futura” nonché la prima agenzia di casting e produzione pornografica italiana. Era Riccardo Schicchi il visionario fondatore di questa società che, negli anni, ha reso il porno italiano un mercato florido e ammirato in tutto il mondo. È sua la paternità di pornodive, e pornodivi, come Ilona Staller, co fondatrice della società più comunemente conosciuta come Cicciolina, Moana Pozzi, Eva Henger e Rocco Siffredi. Nomi noti nel porno, e non solo, che si sono presi un posto di tutto rispetto all’interno della cultura popolare raccontano una parentesi della storia italiana.

L’immagine delle pornodive era gestita in maniera quasi artistica. Il sesso veniva raccontato come atto politico in un’Italia bigotta che faticava a parlarne. Sfogliando le pagine del libro “Memorie: racconto fotografico di un mito” in cui Cicciolina racconta la sua storia attraverso le immagini, si vede un racconto erotico lontanissimo da quello che può immaginare la generazione Z. Le pornodive erano come modelle inserite in servizi fotografici reali, con set studiati e con una direzione artistica accurata. Il nudo era parte di un progetto e non il fine ultime.

Un atto politico

Il porno era una questione seria, un atto politico capace di finire anche in parlamento. Ilona Staller nel 1987 fu eletta come deputata per il partito dei radicali con circa 20000 preferenze. Mentre nel 1991, insieme all’amica-nemica e collega Moana Pozzi, fondò il Partito dell’Amore. “Le battaglie del partito dell’Amore erano per riaprire i bordelli, farne di nuovi e abolire la legge Merlin” spiega la Staller in un’intervista a Davide Burchiellaro sul nono numero di Linkesta etc. Non solo: il Partito dell’Amore si batteva anche per i diritti umani e l’educazione sessuale nelle scuole. Nell’intervosta l’attrice continua dicendo: “Che la gente ci creda o no abbiamo fatto politica insieme” parlando di lei e della collega Moana Pozzi.


Avevamo una visibilità che ci consentiva di proporre un modello di donna inedito per l’Italia. Il senso di libertà e di emancipazione ci portavano a violare luoghi e regole che erano allora dei grandi tabù. Ricordo bene quando Moana sfilò per Fendi alla fashion week del 1993 come una diva sorridente. E fu un successo” racconta Cicciolina. Nel 1993, in effetti, Karl Lagerfeld porta, per la prima volta, le pornostar sulla passerella di Fendi sconvolgendo il pubblico e consacrandole a vere e proprie dive.

Personalità eleganti che sconvolgevano i salotti televisivi sia per la loro procacità che, molto spesso, per una dialettica e una capacità di ragionamento che nessuno si sarebbe aspettato. Donne forte, icone di un femminismo fatto di libertà ed esaltazione di se stesse che diventa rivendicazione di una categoria. Lontanissime dall’immagine delle porno attrici contemporanee.


E oggi?

In un mondo di porno amatoriali, video brevissimi e Onlyfans non c’è più posto per la magia dell’erotismo immaginata da Riccardo Schicchi ai tempi di Diva Futura. I film non esistono più, il mondo della produzione porno di riduce a micro scene della durata di 10 minuti in cui la trama è azzerata e il contenuto banale “materiale da sega” per usare la terminologia adeguata. Trovare, oggi, una pornodiva è praticamente impossibile. Le star del cinema a luci rosse si sono trasformate, nella migliore delle ipotesi, in imprenditrici che non hanno nulla a che vedere con l’arte dell’essere una diva. Fanno ancora politica, d’altronde tutto è politica, ma avviene in modo diverso.

Il mondo del porno non è aspirazione, non è sovversivo: tutto è diventato più piatto. Oggi tutti possono essere porno attori e porno attrici per un attimo e nessuno si sconvolge più. Lo scandalo, il motore della pornografia, non ci tocca più. Il porno è diventato la normalità e l’aura delle attrici è svanita completamente nel nulla. Non ci sarà mai una diva futura nella realtà.

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