Voices of Denim

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Levi’s e Afro Fashion Association selezionano 30 creativi per la Milano Fashion Week 2026

Dal fashion design alla fotografia, fino al cinema e al sound design: il nuovo progetto di Levi’s e Afro Fashion Association trasforma il denim in un linguaggio culturale e porta alla ribalta una nuova generazione di talenti creativi.

I tessuti che seguono le tendenze sono vari, tanti, e poi c’è il denim, che le attraversa tutte.

Nato come uniforme da lavoro, trasformato in simbolo di ribellione, adottato dalle sottoculture e successivamente elevato a pilastro del lusso contemporaneo, il denim continua a raccontare storie che vanno ben oltre il guardaroba. È proprio da questa consapevolezza che nasce Voices of Denim, il nuovo progetto sviluppato da Levi’s e Afro Fashion Association, che riunisce 30 creativi emergenti BIPOC in un percorso annuale dedicato a moda, arte, fotografia, cinema e cultura contemporanea.

L’iniziativa culminerà durante la Milano Fashion Week di settembre 2026, quando una mostra immersiva aperta al pubblico presenterà il risultato di un anno di ricerca, sperimentazione e collaborazione interdisciplinare. Ma sarebbe riduttivo definire Voices of Denim una semplice piattaforma dedicata ai giovani talenti. Il progetto nasce infatti con l’obiettivo di esplorare il denim come linguaggio culturale vivo, capace di raccontare identità, memoria collettiva, appartenenza e trasformazione sociale.

Cos’è Voices of Denim, il nuovo progetto di Levi’s e Afro Fashion Association

Presentato a Milano, Voices of Denim rappresenta un nuovo modello di collaborazione tra industria della moda e produzione culturale. Il programma coinvolge professionisti provenienti da discipline diverse (fashion design, fotografia, arti visive, styling, sound design, cinema e scrittura) chiamati a reinterpretare l’eredità creativa di Levi’s attraverso prospettive contemporanee e nuove sensibilità culturali.

La struttura del progetto si sviluppa attraverso diverse fasi di mentorship, ricerca e produzione creativa. Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di costruire un ecosistema in cui le nuove generazioni possano accedere a competenze, relazioni e opportunità professionali spesso difficili da raggiungere.

Un approccio che riflette una delle trasformazioni più interessanti del fashion system contemporaneo: la moda non è più soltanto un prodotto da consumare, ma un terreno di confronto culturale dove identità, rappresentazione e creatività diventano parte della stessa conversazione.

I 30 creativi che porteranno il denim alla Milano Fashion Week 2026

I trenta partecipanti selezionati provengono da background geografici e professionali differenti. Tra loro figurano fashion designer, fotografi, artisti, stylist, videomaker, sound designer e storyteller che operano tra Italia, Africa, Sud America, Asia e Medio Oriente.

Dieci designer realizzeranno altrettanti look manifesto utilizzando materiali deadstock Levi’s, mentre gli altri creativi contribuiranno alla costruzione dell’universo narrativo del progetto attraverso immagini, produzioni editoriali, installazioni, contenuti audiovisivi e paesaggi sonori. Il risultato sarà una riflessione collettiva sul ruolo del denim nella cultura contemporanea e sulla sua capacità di attraversare generazioni, comunità e linguaggi differenti.

Ad accompagnare il percorso saranno alcune figure di riferimento del panorama creativo internazionale. Tra i mentor coinvolti figurano Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia, Edward Buchanan, Tamu McPherson, Walter D’Aprile, Michelle Francine Ngonmo e membri del team design di Levi’s, tra cui Cara Fenu e Paul Dillinger.

Perché il denim continua a essere il linguaggio universale della moda

In un momento storico in cui il settore della moda è chiamato a confrontarsi con temi come inclusione, rappresentazione e accesso alle opportunità creative, Voices of Denim sceglie di partire da uno degli oggetti più democratici del guardaroba contemporaneo.

Da oltre 150 anni il denim accompagna cambiamenti sociali, movimenti culturali e trasformazioni generazionali. Oggi Levi’s sceglie di utilizzare questo patrimonio come punto di partenza per un dialogo che guarda al futuro, mettendo al centro nuove voci e nuove prospettive.

Il progetto sviluppato insieme ad Afro Fashion Association supera infatti il tradizionale concetto di collaborazione tra brand e creativi. L’obiettivo è costruire uno spazio in cui la creatività possa diventare strumento di crescita collettiva, scambio culturale e innovazione.

Una visione che appare particolarmente significativa in un periodo in cui il valore della moda non si misura soltanto attraverso le collezioni, ma anche attraverso la capacità di generare conversazioni, costruire comunità e amplificare narrazioni spesso rimaste ai margini.

Una mostra aperta alla città di Milano

Il percorso si concluderà il 23 settembre 2026 con l’inaugurazione di una mostra immersiva presso Casa degli Artisti, durante la Milano Fashion Week. Curata da Jordan Anderson e supportata da Camera Nazionale della Moda Italiana, l’esposizione sarà aperta gratuitamente al pubblico per due settimane.

Denim, immagini, suono, installazioni e storytelling si intrecceranno in un racconto collettivo che parla di identità, appartenenza e nuove forme di espressione creativa.

Probabilmente il segreto del denim è sempre stato questo: cambiare continuamente forma senza perdere la propria voce. E oggi, grazie a una nuova generazione di creativi, quella voce sembra avere ancora molto da raccontare.

Photocredits: press kit NEGRI FIRMAN PR & COMMUNICATION, Pinterest