Necessità, desiderio o voglia di appartenenza. I prodotti firmati non sono sempre acquistati per ciò che sono ma ciò che dicono
Fame di firme
Settimana scorsa mi sono ritrovata con la necessità di una nuovo accesosrio (non firmato), volevo solo una borsa grande per farci stare i quaderni. Non so come, 5 giorni dopo mi sono messa a cercare delle mini bag Prada e cercavo di capire se potevo permettermi una borsa Alaia a rate. Ovviamente no. Volevo solo che ci fosse un logo riconoscibile anche se non era capiente. L’appetito di shopping non verrà mai saziato.
Ci circonda un bisgono di affermazione che passa attraverso un designer. Questo non è solo un problema di consumo continuo, ma riguarda il valore che diamo alle cose. Qualsiasi tote bag copre la mia necessità di capienza ma mi manca un logo, una scritta, un possibile complimento che riceverò in seguito. Si da tanto peso alle opinioni degli altri e vogliamo dimostrare di poterci permettere tutto (e non a rate).
Prodotto firmato, prodotto necessario
Appaiono sempre nuovi prodotti che continuano ad uscire e diventare virali con la scritta “Non camminate, correte da”. La mancanza di sicurezza in noi stessi non ci permette di capire se i prodotti ci piacciono per quello che sono o per cosa rappresentano nel mondo giovanile. Etichette più pesanti dei capi, termini come mob wife e quiet luxury che continuano ad apparire; e il catalogarsi è imminente. Non posso essere semplicemente una persona che si veste?


Usano tutti veramente quelle 9 paia di sneakers e 6 paia di ballerine che comprano? Penso ci sia bisogno di avere quelle scarpe virali perché dentro di noi sappiamo di non essere altro che ciò che indossiamo. Il bisogno primario rimane sempre venire accettati e apprezzati per il nostro “buon gusto”. Alla fine del giorno quelle scarpe ci hanno dato gioia i quindici minuti che abbiamo camminato col sacchetto dal negozio a casa nostra e i due minuti in cui abbiamo fatto le foto.
Potremo farne a meno di questa necessità?
Questo capita pure a me. La mia lista dei desideri si aggiorna tutti i giorni e di fronte a una necessità non mi interessa che venga risolta ma che la soluzione abbia la scritta Miu Miu da qualche parte. Anche se il mio stile non è degno di Pinterest mi ritrovo sempre ad adorare i look di quelle che sembrano bambole uscite dall’app. È un problema se appartenere ed essere come loro mi sembra molto più importante che tradire me stessa?
…
Ho una collezione di borse di cui solo una è firmata e le cose entrano comunque in tutte!

La gioia che mi provoca comprare una maglietta svanisce quando taglio l’etichetta e non è più nuova. Inizia così di nuovo la ricerca di una nuova maglietta per essere come le IT girl. Sempre dietro una bellezza che ci fa essere tutte uguali, tutte come loro. Si perde la magia dell’unicità, dell’identità e la diversità. Il mondo è bello perché è vario aver bisogno di affermarsi attraverso marchi non è sicuramente una necessità.
Foto: Pinterest


