Jeffrey Campbell Lita: il loro ritorno non è una fake news

da | FASHION

Il sogno di qualsiasi amante dei fashion blog, negli anni ‘10 del 2000 erano la cosa più alla moda che ci fosse, oggi potrebbe di nuovo essere così.

Un giorno hai 15 anni, segui il tuo blogger preferito su Tumblr. Ogni tanto controlli su Instagram qual è il filtro Retrica più usato del mese. I leggings a stampa sono uno dei tuoi più grandi desideri, secondi solo alle Jeffrey Campbell e al tatuaggio con il baffo rigorosamente sull’indice esterno. Poi le mode cambiano, il tempo passa, lo stile diventa minimal, le stampe sempre più rare e gli interessi diventano altri. 

Ora, se questa realtà fosse un sequel di Freaky Friday in cui la personalità che si scambia è la stessa che avevamo negli anni ruggenti di Flickr e WeHeartIt, non avrebbe problemi a realizzare uno qualunque dei sogni sopra descritti.

Le Lita Boots di Jeffrey Campbell, credeteci o meno, stanno tornando. 

Tacco alto in simil legno, struttura platform chiusa e una serie infinita di componenti stilistiche. Borchie, stampe a fiori, gioielli e la rigorosa bandiera americana. Qualsiasi fosse l’idea creativa le Lita Boots la portavano in vita. 

Photo via Jeffrey Campbell

Il ritorno è stato silenzioso, poco pretenzioso: apparse sui social con edit simpatici e in qualche vetrina a completare i look di uno tra i tanti marchi di moda, ma nulla di serio, ecco. Forse con a memoria la reaction avuta per gli skinny jeans, acida e difficile, si sta cercando di far le cose con calma.

Dal prezzo abbastanza accessibile, negli anni ‘10 del 2000 sono state il modello di scarpe più amato da tutti, vip e non. 

Il tronchetto stringato è l’ennesimo ninnolo che stiamo facendo riemergere dal dietro dell’armadio. Una necessità di avere un porto sicuro a cui tornare? 

Il brand non è rimasto a guardare e ha davvero colto la palla al balza riproponendo un come-back più che glorioso del modello. In un post del marchio si legge “rifiuta la modernità, abbraccia la tradizione”, sullo sfondo uno dei più classici modelli dello stivaletto Lita.

Jeffrey Campbell
Photo via @JeffreyCampbell

Il marchio ha reso chiaro in vari modi l’intenzione di riportare la scarpa sui piedi di tutti. 

Molte persone si dichiarano assolutamente contrarie e non pronte a ritornare a indossare le Lita, altre non vedono l’ora di riprenderle o acquistarle, finalmente, per la prima volta. 

Photo via zagottorg.by

Potremmo stare ore a sviscerare il comeback di queste scarpe, il succo del discorso è sempre lo stesso: la moda fa va avanti e indietro da sempre. 

Forse non abbiamo assimilato davvero il minimalismo, forse non eravamo pronti a lasciare andare quell’extra che oggetti come le Jeffrey Campbell Lita rappresentano. Anche l’ancora più forte ritorno delle personalizzazioni come i charm, i Labubu, le cover e le borchie. Tutto fa cenno a un rifiuto dell’omologazione, un problema considerato che i marchi di moda guardano e riproducono tutto. E qui nasce la contraddizione: l’inno alla personalizzazione perde il suo senso quando i brand producono oggetti in serie per personalizzare qualsiasi superficie.

Il senso non è quello. Il charm sulla borsa ci deve essere perché ricordo di un bel momento. Comprato al mercato, trovato per terra, costruito a mano senza seguire nulla di preso da Pinterest. Il charm fatto apposta per essere charm rappresenta il contrario di quello che lo ha portato a nascere.

La personalizzazione diventa così una nuova omologazione e perde tutto il suo senso di ribellione.

Forse il ritorno delle Lita, considerato che non sono amate da tutti, è proprio quel segno di ribellione verso la personalizzazione forzata. Un grido di aiuto? O un segno di resistenza, uno statement per dire “noi ci siamo ancora e resistiamo”. O forse dopotutto solo una mossa di marketing dell’azienda, che quest’onda di ritorno l’ha più che apprezzato.

Insomma, le Jeffrey Campbell Lita sono di nuovo da avere nell’armadio.