A partire dal 7 maggio scorso, e fino al prossimo 7 settembre, il Petit Palais di Parigi rende omaggio al padre della Haute Couture: Charles Frederick Worth.
Forse non molti lo sanno, ma la Couture per come la si conosce oggi, deve i suoi natali al genio di Charles Frederick Worth, l’artigiano inglese che trasformò la figura del sarto in quella dello stilista. La mostra Worth: Inventer la Haute Couture, curata in collaborazione con Palais Galliera, ripercorre quasi un secolo di storia, mettendo in atto un’accurata narrazione della vita e delle opere del leggendario couturier.
La storia di un pioniere della moda
Per alcuni fu il primo stilista della storia, altri, invece, preferiscono specificare il suo ruolo di inventore della Haute Couture. Ciò che è certo, è che Charles Frederick Worth fu un pioniere nel mondo della moda. Un innovatore visionario che insidiandosi tra i salotti mondani dell’epoca, consacrò Parigi come capitale mondiale del lusso.

Figlio della media borghesia inglese, Worth nacque nel 1825 in una piccola cittadina del Lincolnshire, Bourne, che però abbandonò presto prima per Londra, e poi per Parigi. È proprio nella capitale francese che trovò la sua strada: lavorando come assistente nel negozio di tessuti Gagelin, conobbe la donna che gli cambiò la vita. Sia lavorativamente, che romanticamente parlando. Marie Augustine Vernet, infatti, oltre a diventare sua musa e moglie, fu anche la prima per cui iniziò a disegnare vestiti. Se Charles viene infatti ricordato come il primo couturier della storia, accanto a lui, Marie Augustine è considerata la prima modella “vivente” di sempre. Prima di lei, infatti, gli abiti venivano mostrati ai loro clienti solo su inanimati manichini.
Il vero successo, tuttavia, arrivò in un anno e luogo preciso. Nel 1858 Worth decise di mettersi in proprio, aprendo il suo atelier al n. 7 di rue de la Paix. Per quell’atelier passarono reali ed imperatrici. Grazie alla principessa di Metternich, che indossò un suo abito per un ballo alle Tuileries, con un efficace gioco di passaparola arrivarono tutte le altre. Dalla zarina di Russia alla regina Margherita di Savoia, dall’imperatrice Sissi all’imperatrice Eugénie de Montijo, consorte di Napoleone III.


Dopo di lui, la moda non fu più la stessa
Worth segnò profondamente il modo di intendere il lusso. Alcune delle sue intuizioni, infatti, sono dinamiche della moda che vengono messe in atto e valgono tutt’oggi. A lui dobbiamo infatti la divisione di sfilate e moda in stagioni: avendo bisogno di tempo per prendere gli ordini dalle sue clienti in anticipo, Worth ebbe l’idea di presentare le sue collezioni in anteprima, diversi mesi in anticipo. Se a settembre le capitali della moda presentano le collezioni per l’estate successiva, quindi, è grazie a lui.
Ma non solo: fu lui il primo ad applicare etichette con la sua firma all’interno degli abiti per evitare plagi, ed il primo a diffondere cartamodelli delle sue creazioni, anch’essi firmati, sul mercato internazionale.


Worth: Inventer la Haute Couture
La retrospettiva dedicata al couturier è visitabile presso il Petit Palais a Parigi fino al prossimo 7 settembre. L’esposizione comprende oltre 400 opere tra abiti, schizzi, accessori e dipinti, che immergono lo spettatore all’interno del percorso, e del talento, del padre dell’alta moda.
Foto: Pinterest


