50 anni fa nasceva Zara: il prêt-à-porter del 2025

da | FASHION

Il colosso del fast fashion, Zara, compie 50 anni. Il 9 maggio 1975 Amancio Ortega apriva il primo store. Oggi a festeggiarlo sono le più grandi top model di tutti i tempi

Alzi la mano chi non è ha mai acquistato un capo firmato Zara! Impossibile non conoscere il nome della catena fast fashion di Inditex che ha, letteralmente, cambiato il modo di consumare la moda. 50 anni fa l’imprenditore spagnolo Amancio Ortega apriva il primo negozio Zara a La Coruna, oggi invece il brand è presente in 98 mercati fisici e 214 online. Oltre 300 designer collaborano alla realizzazione delle collezioni, forse, più vendute del pianeta. Le sostitute del vecchio prêt-à-porter in un mercato in cui i prezzi schizzano alle stelle e nulla è più accessibile.


Nata come catena per vendere abiti trendy a poco prezzo Zara è diventata molto di più. Un vero è proprio brand ben posizionato nella mente del consumatore. Per la maggior parte delle persone Zara è la versione luxury del fast fashion, una specie di lusso accessibile a cui non si può fare a meno. Le collezioni sempre al passo con i trend e il continuo ricambio di pezzi hanno reso Zara una tappa fissa dello shopping per tutte le tasche. Nonostante gli esorbitanti innalzamenti di prezzo degli ultimi anni Zara rimane un must have nel guardaroba di chiunque diventando rilevante persino nel fashion system più patinato. A testimoniarlo sono le innumerevoli collaborazioni con personaggi che fanno moda con la M maiuscola. Da Stefano Pilati a Kate Moss, passando per Harry Lambert.


A testimoniare il legame strettissimo con fashion system è il video celebrativo dei 50 anni del brand. Diretto da Steven Meisel e con un cast formato da 50 delle modelle più glamour di tutti i tempi. Un fashion film in bianco e nero in cui le top model cantano spensierate “I Feel Love” di Donna Summer del 1977. Il video risulta, ancora una volta, una chiarissima dichiarazione d’intenti. Zara non vuole più essere un brand di fast fashion. Non per nulla le sue scelte comunicative strizzano l’occhio al mondo del lusso: ne utilizza mezzi e attori. Ma non è tutto oro ciò che luccica, rimangono dubbi sui metodi produttivi di Zara che paiono essere quelli di tutto il resto del fast fashion da cuoi cerca, con successo, di divincolarsi.


Di certo c’è che Zara è diventata la risposta ad un buco di mercato notevole: quello del vecchio prêt-à-porter. Nel momento in cui la moda si spacca in due, dividendosi tra cheap e luxury, Zara diventa la via di mezzo che tutti cercano. Quelle che una volta erano le “collezioni boutique” dei grandi brand. Abiti a prezzi ragionevoli, non stracciati, e capi ricercati, ma adatti all’uso quotidiano. Oggi che questo concetto, nel mondo delle griffe, non esiste più Zara ne ha fatto praticamente un monopolio diventando indispensabile. Non importa se i prezzi si alzano e magari la qualità non troppo: i consumatori continueranno a scegliere Zara perchè da loro esattamente ciò che cercano. La verità è che siamo estremamente pigri, non abbiamo voglia di cercare, scoprire o impegnarci e l’enorme successo di Zara degli ultimi 50 anni ne è una chiara dimostrazione.