La fine dell’amore è sicuramente il sentimento più rivisitato dai filosofi, musici e scrittori. Chiunque penserebbe che dopo centinaia di fazzoletti e migliaia di lacrime si arrivi ad una risposta, ma non è vero.
Finire la relazione, la nascita del cuore rotto
Da un giorno all’altro crolla il mondo. Una separazione intende un distacco in cui si potrà superare il dolore ma non la persona. Senza importare se abbiamo noi il cuore rotto o l’altra persona rimane solo una domanda in testa: e ora? Vedere come da un giorno all’altro tutte le promesse si rompono e quel futuro che si anelava non esisterà più ci distrugge. Crolliamo anche noi quando, come un secchiello di acqua fredda, si svelano tutti i motivi di una separazione e i disamori. Mangiare con il nodo nello stomaco, ogni dopo morso dover soffiarsi il naso, film rovinati, canzoni rovinate e posti a cui non si può, o vuole, più tornare.

Si deve riformulare la quotidianità e psicologicamente le abitudini sono parte della formazione dell’identità, un cambio in questo diventa molto impegnativo. Una separazione è equiparabile ad un lutto quindi il cuore rotto non viene dimenticato ma accompagnato. Lavare i piatti, fare la spesa prendere il tram, cucinare. Sappiamo che le piccole cose e quelle comuni, fatte insieme, sono ciò che rendeva la vita più viva.
La speranza che pende da un filo
Il voler svegliarsi e capire che sì, siamo l’uno per l’altro, che l’amore esiste e siamo anime gemelle. “Vuole tornare con me, se ne accorgerà che sono l’amore della sua vita” ci martella la testa. Vogliamo appiccicare questo cuore rotto con qualsiasi tipo di colla giusto per farlo andare. Non razionalizzare niente ma rimetterlo a battere e sperare che senta di nuovo. A volte non sente più. Desideriamo una pista, quel sogno o quel segnale in strada che ci dica quello che noi non sappiamo però non sentiamo neanche.
Questa speranza a volte si tinge di timore pensando nel sentire un “ti amo” da una voce che non è quella che vogliamo. Ma perché se non ha funzionato speriamo di tornare? Non credo ci sia un momento puntuale o un atto specifico a dare la risposta ma un cuore che non batte più così forte e un corpo che è ormai stanco. E quello dovrebbe bastare.

Andare avanti
“La vita continua”, tre parole che vogliamo si potessero chiudere le orecchie per non sentirle più. Non vogliamo andare avanti. Vogliamo ripassare ogni secondo della relazione e capire cosa non andava, cosa non si deve ripetere, come possiamo migliorare. Pensiamo alla vita precedente di questo cuore rotto che un giorno vide in ogni angolo arcobaleni, stelle e tutto rosa. Un cuore rotto che gli dispiace essersi rovinato e vedere cieli grigi nelle giornate più chiare, che non riesce a capire perché non è più innamorato.
La vita continua come se niente fosse per chi dimentica. Per chi di fronte al ristorante del primo appuntamento non sente un nodo nello stomaco e una lacrima sulla guancia. Ai romantici intensi ci tocca convivere con i ricordi e piangere perché troviamo in tasca il biglietto della prima volta che siamo andati al cinema (perchè ovviamente l’abbiamo conservato).
Non vogliamo dimenticare nessuno. Si deve fare amicizia con il cuore rotto e con i ricordi. Sappiamo che qualche giorno li ricorderemo con tutto l’amore che abbiamo avuto e un sorriso nel viso. Cammineremo ogni strada pregando di incontrare l’altro e un giorno forse non ci interesserà più dove sia, cosa stia facendo o a chi stia pensando.
Foto: Pinterest



