Messieurs c’est Paris! La moda uomo conquista le passerelle

da | FASHION

Parigi chiude magistralmente la moda uomo mixando passato e presente per scrivere una nuova pagina dello stile maschile.

Parigi è sempre il momento più atteso dal mondo della moda quando si tratta di sfilate e presentazioni, anche per la moda uomo. Dopo una Milano un po’ spenta la capitale francese torna in gran rispolvero. All’ombra della torre Eiffel, dove la moda ha preso forma, la storia si fonde con l’avanguardia. I brand che hanno costruito quello che è oggi il mondo della moda duettano con nuovi talenti e stimoli che costruiranno il fashion system del domani. In un calendario ricchissimo c’è spazio per tutti e così la moda uomo parigina diventa l’appuntamento più interessante del menswear, nonché l’unico degno di destare attenzione.


Sono state le sfilate delle grandi griffe quelle più rumorose, nonostante fossero le più piatte. È rosa il Louis Vuitton di Pharrell Williams per l’autunno 2025. Il suo risulta sempre lo show più atteso, incredibilmente in grado di catalizzare l’attenzione dei media. Protagonista della sfilata la famosa tela Damier che ha fatto la storia del brand e che Pharrel fa dialogare con uno streetwear anni 2000 che riscuote un grande successo. Tutt’altro programma quello dell’altro colosso della moda francese: il Dior di Kim Jones. Un omaggio alla famosa linea H pensata da Monsieur agli inizi della sua carriera. L’uomo immaginato da Jones è si veste di un classicismo d’avanguardia che lo copre di elegante mistero.


Dopo il misterioso silenzio di Dior subito si passa alla teatralità gotica firmata Rick Owens. I vampiri in total black di Owens conquistano, come ogni volta, il pubblico parigino che rimane incantato dalla spettrali della moda inindossabile del genio. Qualcuno li chiamerebbe “mostri” gli uomini firmati Rick Owens, ma sono creazioni che raccontano molto più di un’estetica gotica. Interessante il titolo della collezione, “Concordians Men’s“, un omaggio alla cittadina industriale italiana dove i disegni del maestro prendono vita. Parlando di teatralità non si può non nominare la moda di KidSuper. Nella periferia parigina, avvolti dal fumo, gli uomini di KidSuper stupiscono il pubblico perbenista della città. Forse non ci ricorderemo i suoi abiti, probabilmente non li indosseremo, ma il nome di KidSuper sarà difficile da scordare.


Presenza fissa nel calendario parigino sono gli stilisti dell’avanguardia Nipponica. I giapponesi che hanno reso grande la città dagli anni ‘80 ad oggi. Si dice che l’accessorio sbagliato faccia il look e gli uomini di Comme des Garçons lo sanno bene. Un po’ militari, un po’ cartooneschi gli uomini giapponesi migrati a Parigi interpretano il maschile con una nuovo appeal. Da Yamamoto continua, invece, il processo di decostrizione delle forme della moda. L’over size, indelebile trend, prende nobile forma nelle mani di Yohji Yamamoto che rimane un appuntamento intramutabile nella moda parigina. Interessante la scelta di Mahmood come modello, non l’unico cantante italiano a sfilare sulle passerelle di Parigi. Anche Tedua ha sfilato per Drôl de Monsieur.


Da fuori Parigi arriva anche uno dei designer che più ha appassionato la critica durante questa fashion week. Si tratta di Willy Chavarria che festeggia i 10 anni del suo brand con uno show spettacolare all’interno dell’American Cathedral. Quello di Chavarria, come sempre, è un atto politico. La stessa scelta di spostarsi dall’america di Trump diventa un importante momento politico che conquista la critica e consacra Chavarria tra i migliori designer del momento.

Alla fine della moda uomo parigina si tirano le somme sullo stile maschile. Non ce n’è una vera definizione, ma pare che tutti siamo pronti a restaurare un’eleganza classica con qualcosa in più da dire. Ed ora non si fa altro che aspettare gli show della couture!

Foto: Vogue