Elsa Peretti: la rivoluzione è di colore argento

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La storia della designer che rese l’argento scultore e la giada fluida, rivoluzionando così il concetto di gioiello.

I grattacieli di New York fanno da sfondo ad un’ampia balconata di un attico, sulla quale poggia una donna: il viso volto verso l’alto, le gambe incrociate, e il vestito da coniglietta Playboy. Quella donna, della famosissima foto del 1975 scattata da Helmut Newton, era Elsa Peretti. Nel momento in cui quella foto veniva scattata, la sua storia era appena agli inizi.

Foto Credits: Helmut Newton Foundation

Da Firenze a New York

Elsa Peretti nasce nel 1940 a Firenze, ma la sua anima errante si sposterà di città in città senza sosta. Prima a Roma per studio, poi la Svizzera, poi Londra e Barcellona. Nel 1968, consigliata da un’amica, prende un volo per New York, che cambierà il corso della sua vita. Sono questi gli anni dello Studio 54, e delle notti passate in bianco in compagnia di Andy Warhol e Liza Minelli. Inizia a lavorare come modella, ma da molti viene definita “troppo alta, troppo strana” per fare davvero carriera. Qualcuno, però, vede in lei del potenziale: si tratta di Halston, per il quale sfilerà più volte diventando una delle cosiddette Halstonettes. Tra i due, nasce un’amicizia profonda e lo stilista diverrà il suo portafortuna.

Sebbene Elsa avesse studiato, e già creato i suoi primi prototipi di gioielli, Halston le concede una passerella sulla quale farli sfilare, nel 1971, assieme ai suoi vestiti. Questo le permette di creare per molti altri stilisti a Manhattan, e il suo primo vero progetto, che trasgredisce le regole e sfida l’innovazione, sfila per Giorgio di Sant’Angelo: un minuscolo vaso di gemme in argento sterling, applicato su un perizoma di cuoio. Elsa così si afferma come designer indipendente di gioielli sempre di più, comparendo su Vogue e vincendo un Coty Award per la sua famosa cintura a staffa.

Ma il vero punto di svolta arriva nel ’74, quando firma il suo primo contratto con Tiffany & Co: all’epoca però, nessuno ancora sapeva che sarebbe diventata la più grande, e visionaria, creatrice di gioielli per il brand.

I gioielli di Elsa

Quello che inizialmente sembra essere un impiego temporaneo, diventa presto una collaborazione che dura per tutta la vita: le sue creazioni per Tiffany & Co conquistano e avvicinano al brand una clientela più giovane, decretandone il successo.

La sua forte consapevolezza del corpo femminile, i viaggi, l’amore per la natura: impossibile non leggere tutto questo nelle sue realizzazioni. Elsa viaggia moltissimo tra Asia ed Europa, dove ricerca e osserva, attingendo al lavoro degli artigiani locali per collezioni come Bean, Mesh o Open Heart. Una delle sue più grandi fonti d’ispirazione è il corpo umano, le sue forme, la sua anatomia. È pensando ad esso che modella le sue creazioni, e grazie a questo nasce Bone, una delle sue linee più famose.

Il suo processo di lavorazione è lento, attenzionato, fatto di mille dettagli. Lei stessa indossa personalmente i suoi prototipi per anni prima di mandarli in produzione, per assicurarsi che siano comodi da indossare. Elsa ha inoltre sempre voluto dare la possibilità di poter scegliere quanto spendere per i suoi gioielli, creandone di diversi, con diversi costi. I suoi sono gioielli per donne che non devono sperare di poterne acquistare uno, o chiederlo in regalo. Una donna che compra un suo pezzo è una donna che lavora, e che lo compra per sé stessa.

“Devi mettere un po’ d’argento!”

Così disse lo stilista Halston a Liza Minelli, facendole indossare i gioielli Peretti da abbinare ai suoi abiti, ed iniziandola ad un’abitudine che non abbandonerà mai.

La vera rivoluzione apportata al mondo del gioiello da Elsa Peretti è, infatti, l’uso dell’argento. Fino ad allora percepito come un materiale mediocre, l’argento prima delle sperimentazioni di Elsa viene visto come l’antitesi dell’alta gioielleria. Sarà la Peretti a modellarlo in armonia con il corpo che riveste, scolpendo bracciali e collane che cambieranno il modo di percepire il gioiello.

Un fagiolo d’argento come ciondolo, il calco di un osso come bracciale, una collana porta profumo, una sciarpa di strette maglie argentate: gioielli una volta impensabili, poi divenuti rivoluzionari, oggi senza tempo.

Audace, rivoluzionaria, pioniera della gioielleria contemporanea. Elsa Peretti ha saputo pensare controcorrente, diventando innovatrice in un campo che a quel tempo si rifugiava troppo spesso nella familiarità di ciò che già conosceva, senza mai osare.

Foto Credits: Getty Images, Elsa Peretti, Pinterest.