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	<title>ray-ban meta Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>ray-ban meta Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Privacy: cosa fare quando il Grande Fratello siamo noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da privato a pubblico, la privacy nell&#8217;era dell&#8217;AI è riuscita a vivere uno dei suoi maggori momenti di crisi. Ecco come siamo diventati i venditori dei nostri dati involontariamente (o quasi). Ammetto che parlare di privacy nel 2026 mi scoccia quasi un pochino. Così come la saddle di Dior e qualsiasi altra cosa iper-attenzionata, mi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/08/16/privacy-cosa-fare-quando-il-grande-fratello-siamo-noi/">Privacy: cosa fare quando il Grande Fratello siamo noi</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Da privato a pubblico, la privacy nell&#8217;era dell&#8217;AI è riuscita a vivere uno dei suoi maggori momenti di crisi. Ecco come siamo diventati i venditori dei nostri dati involontariamente (o quasi).</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ammetto che parlare di privacy nel 2026 mi scoccia quasi un pochino. Così come la saddle di Dior e qualsiasi altra cosa iper-attenzionata, mi sembra che la parola perda totalmente d&#8217;effetto e diventi un borbottio quasi di sottofondo in ogni conversazione. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il concetto di privacy risale addirittura al 1890 e fino a oggi ha subito tantissimi cambiamenti, diventando i la terza parola più imparata dai bambini nei primi mesi di vita. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quando compare la prima fotocamera portatile della Kodak e i giornali scandalistici presero piede, le persone, ora che potevano essere fotografare per strada senza consenso e con consguente rapida pubblicazione, iniziarono a reclamare &#8220;il diritto di essere lasciate in pace&#8221;. Così come descritto nella pietra miliare &#8220;<em>The Right to Privacy&#8221;.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La preoccupazione per la privacy nell&#8217;ambito tecnologico non è apparsa dal nulla, ma si è intensificata attraverso tre grandi avvenimenti. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Comparsa appunto alla fine &#8216;800, vide un secondo cambiamento negli anni &#8217;60 con la nascita dei primi computer governativi e una massiccia ansia per la raccolta e l&#8217;archiviazione dei dati personali. Negli anni &#8217;90 si arriva invece a un problema di tracciamento in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="873" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/269e2f450f0b6793f3ca4fe5814c9e10.jpg" alt="" class="wp-image-65676" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/269e2f450f0b6793f3ca4fe5814c9e10.jpg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/269e2f450f0b6793f3ca4fe5814c9e10-480x524.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Marketing Freaks</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 1994 nascono i cookie, negli anni 2000 arrivano i Social Network ed è in questo momento che le cose cambiano definitivamente. La privacy si trasforma in concetto dinamico e partecipativo. Siamo proprio noi a condividere con piacere dati e contenuti e il problema del consenso viene immediatamente risolto (in parte). Compare però velocemente quello della vendita dei dati a terzi, assieme alla profilazione algoritimica. Quella cosetta per cui se io oggi guardo per sbaglio l&#8217;annuncio di un paio di pantaloni il giorno dopo mi ritrovo il telefono invaso da modelli e colori in quantità improponibili. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nel 2026 &#8220;privacy&#8221; diventa l&#8217;atto di autoderminazione informativa: la facoltà di decidere chi, come, quando e per quali scopi si può raccogliere, elaborare o visualizzare i nostri dati.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 2021 Meta arriva sul mercato con un&#8217;oggetto che ha consacrato il concetto di privacy come l&#8217;argomento più chiacchierato del secolo. I <em>Ray-Ban Meta</em> diventano gli occhiali più desiderati del momento con una fotocamera dotata di un piccolo LED frontale che segnala la registrazione. La caratteristica centrale è la possibilità di scattare foto e girare video in verticale a 1080p dal proprio punto di vista esatto, senza dover tirare fuori il proprio cellulare dalla tasca.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il primo modello permetteva di inviare rapidamente foto e clip sia su Instagram che Whatsapp. Il secondo, uscito nel 2023, ha eliminato perfino questa &#8220;scomoda azione&#8221; permettendo di trasmettere in diretta streaming su Instagram o Facebook fino a 30 minuti, facendoci vivere la vita di qualcun altro in tempo reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sport, concerti, ricette. Questi occhiali permettono di registrare la realtà senza nessun tipo di ingombro, nemmeno quello degli occhi e della prima persona.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, una sorta di POV più reale che mai. Cioè, senza &#8220;sorta&#8221;, è letteralmente questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="850" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/5-69ab184223c25__700.jpg" alt="" class="wp-image-65677" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/5-69ab184223c25__700.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/5-69ab184223c25__700-480x583.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Rayban Meta</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I limiti e le criticità ci hanno messo poco a venire a galla, come era semplice immaginare. L&#8217;ultima inchiesta è arrivata dallo scandalo causato da un&#8217;indagine di un quotidiano svedese, il quale ha svelato che Meta impiega anziende terze per il processo di <em>data annotation.</em> Ossia: centinaia di lavoratori in Kenya revisionano manualmente immagini e video inviati dagli occhiali per etichettare oggetti e addestrare software AI su cosa è un calzino e cosa no. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il problema, come se il fatto in sé non fosse sufficiente, è che gli annotatori umani hanno riferito di aver dovuto visionare e analizzare materiale decisamente privato inviato dagli utenti spesso involontariamente. Home banking con dati sensibili, persone completamente nude, momenti initimi e perfino atti sessuali.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli utenti non erano chiaramente informati del fatto che i loro scatti interattivi potessero essere esaminati fisicamente da esseri umani dall&#8217;altra parte del mondo. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/meta.jpg" alt="" class="wp-image-65673" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/meta.jpg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/meta-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Automation Tecnhology &#8211; Editoriale Delfino </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ora, sembrerebbe che i dispositivi non è che registrino continuamente anche da spenti, ma la sensibilità del microfono e della fotocamera è così alta che spesso molti utenti attivano l&#8217;assistente o la registrazione senza nemmeno accorgersene. Quindi, magari, ti trovi al ristorante con la nuova conquista, la serata va bene e qualcuno dall&#8217;altro capo del mondo ti manda un grosso in bocca al lupo per il dopo serata che potenzialmente potrebbe dover vedere e perfino analizzare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Subito dopo la pubblicazione dell&#8217;inchiesta svedese sono tantissimi i clienti che, acquistati i Ray-Ban Meta, hanno depositato una serie di class action per pubblicità ingannevole e violazione della famosissima privacy. Questo perchè il messaggio pubblicitario con cui gli occhiali sono accompaganti è letteramente &#8220;<em>designed for privacy, controlled by you&#8221;</em>, neanche a farlo apposta (forse).</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;utente passa da consumatore a risorsa di addestramento. L&#8217;occhiale come libro e noi come la lezione da impararare per il software che deve diventare intelligente, in un modo o in un altro. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/c896b3fcd603017fa809502609def30c.jpg" alt="" class="wp-image-65675" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/c896b3fcd603017fa809502609def30c.jpg 774w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/c896b3fcd603017fa809502609def30c-480x635.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 774px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Isabel Hettinger</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I modelli di intelligenza artificiale per diventare efficienti hanno bisogno di volumi massicci di dati reali per capire il contesto, la luce, la prospettiva umana e anche gli oggetti quotidiani. Indossando gli occhiali noi diamo gratuitamento gli elementi necessari per un corso intensivo sulla realtà, girando video e scattando foto. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;hardware si mimetizza con gli oggetti di uso comune e chiunque circondi chi lo indossa diventa parte integrante del dataset senza aver nemmeno dato il consenso e trasformando lo spazio pubblico e privato, assieme ai propri momenti intimi, in un ambiente di costante acquisizione di dati. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La passeggiata sul lago diventa così il campo di addestramento di un&#8217;intelligenza artificiale che inizia a capire che non è tanto il caldo quanto l&#8217;umidità e che dare da mangiare alle papere è un atto sanzionabile, ma si può fare lo stesso. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Buone notizie però: nell&#8217;Unione Europea le persone possono inviare una richiesta formale di opposizione tramite il centro sulla privacy di Meta.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Esiste un form di Opt-Out per l&#8217;addestramento AI che vincola l&#8217;azienda a non usare i nostri dati pubblici e le immagini di noi stessi per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. La cosa simpatica, ma non troppo, è che questo modulo sembra impossibile da trovare. Diversi utenti hanno segnalato che il form non è dove si dovrebbe trovare e alcuni hanno addirittura avuto la necessità di un tutorial per arrivarci. Altri sostengono che ci fosse un tempo massimo in cui poter dichiarare a Meta i propri sentimenti verso l&#8217;<em>AI training</em> e che sia passato da un pezzo. Guardandola da fuori sembra una simpatica e curiosa coincidenza. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, siamo noi che dobbiamo rimuoverci dal mercato, lo stesso in cui ci siamo messi. Siamo noi che produciamo fisicamente la materia prima che cancella la nostra privacy. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se George Orwell ipotizzava un&#8217;entità potente che ci spia a nostra insaputa, oggi non saprebbe dire con precisione quale forma ha preso quest&#8217;entità. Siamo noi che acquistando un paio di occhiali trasformiamo una dichiarazione d&#8217;amore in un flusso di dati digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="478" height="750" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/07aae49216eef079e5edf63210ebc39b.jpg" alt="" class="wp-image-65674" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/07aae49216eef079e5edf63210ebc39b.jpg 478w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/07aae49216eef079e5edf63210ebc39b-191x300.jpg 191w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Pinterest</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorveglianza non si impone dall&#8217;alto con la forza, ma viene desiderata e pagata dall&#8217;utente stesso in cambio di connessione, comodità o intrattenimento. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Diventiamo dei veri e propri <em>promuser </em>(produttore + consumatore), i cameraman della nostra stessa sorveglianza. L&#8217;occhio del Grande Fratello nella nostra vita. Tutto questo senza compenso, consenso e per conto delle piattaforme. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il pubblico e il privato perdono completamente i propri confini e siamo ancora noi a dissolvere dall&#8217;interno la barriera dell&#8217;inviolabilità privata. La camera da letto, la banca o il supermercato smettono di essere un semplice luogo e diventano una stazione di trasmissione dati. Finiremo per fare rivoluzioni per essere pagati per il nostro lavoro, ma dubito che avverranno per smettere di essere sfruttati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/08/16/privacy-cosa-fare-quando-il-grande-fratello-siamo-noi/">Privacy: cosa fare quando il Grande Fratello siamo noi</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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