Dietro l’immagine dell’isola fatta di calette turchesi e giornate sotto il sole c’è una città sorprendentemente elegante, con palazzi color miele, cortili nascosti, gallerie, piccoli negozi indipendenti e una scena gastronomica che merita quasi il viaggio da sola.
Il modo migliore per scoprirla? Alternare mattine lente in città, pomeriggi al mare e cene che finiscono più tardi del previsto.

Cosa vedere a Palma di Mallorca
Il primo incontro con Palma dovrebbe essere con La Seu, la Cattedrale di Santa Maria, affacciata sul mare e impossibile da ignorare. Da qui vale la pena dimenticare Google Maps per un po’ e addentrarsi nel Casco Antiguo, uno dei centri storici meglio conservati del Mediterraneo, attraversando vicoli medievali, antichi patios e piazzette.

Passate da Passeig del Born, elegante ma senza essere troppo impostato, e proseguite verso La Lonja, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando le facciate iniziano a tingersi d’oro.
Per vedere Palma dall’alto c’è invece il Castell de Bellver, mentre chi ama l’arte contemporanea può inserire una visita a Es Baluard o alla Fundació Miró Mallorca.

E poi c’è Santa Catalina: meno monumentale e decisamente più vissuta, con ristoranti, caffè, boutique e il mercato di quartiere. È uno di quei posti in cui si arriva pensando di fermarsi mezz’ora e si finisce per passarci un intero pomeriggio.
Dove mangiare: gli indirizzi da salvare
A Palma mangiare bene non significa necessariamente cercare il ristorante più famoso. Spesso sono l’atmosfera, la posizione e quel particolare tavolo all’aperto a trasformare una cena nella serata che si ricorderà del viaggio.
Spot è uno degli indirizzi da tenere per la sera. Si trova a Palma e propone una cucina contemporanea in uno spazio molto curato, perfetto per una cena che abbia qualcosa di speciale senza diventare eccessivamente formale.

Per pranzo, invece, una tappa obbligatoria è nel Mercat de l’Olivar con un obiettivo preciso: Mercat Negre. È nascosto nella sezione del pesce del mercato e lavora proprio sull’idea di una cucina spontanea, legata alla materia prima e alla vita quotidiana del mercato.

Poi ci sono due indirizzi che valgono una piccola deviazione da Palma.
Il primo è Cassai Beach House, a Colònia de Sant Jordi, nel sud dell’isola: una vecchia casa di pescatori trasformata in ristorante praticamente davanti al Mediterraneo. È il genere di posto da scegliere dopo una giornata di mare, quando si ha ancora il sale sulla pelle e nessuna voglia di rientrare in hotel.

Il secondo è La Nouvelle Famille, a Santanyí, definito dagli stessi proprietari un “holiday bar”: colazione, pranzo, aperitivo, vino e cena condensati in uno spazio dall’estetica contemporanea e rilassata.
Un cocktail che sembra una scena di un film
A Palma c’è un posto che non assomiglia quasi a niente altro: Bar Abaco.
Dietro un ingresso discreto nel quartiere de La Lonja si apre un antico palazzo trasformato in un universo barocco di frutta, fiori, candele, musica classica e grandi composizioni decorative. Più che andare semplicemente a bere un cocktail, qui si entra dentro un’atmosfera. È volutamente teatrale, quasi esagerato, ed è proprio questo il bello.
Andateci dopo cena, senza fretta

Shopping: la Palma più interessante è quella indipendente
Tra una passeggiata e un aperitivo vale la pena cercare Galería Haus Blank, in Costa de Santa Creu. È uno spazio a metà tra moda e arte, lontano dal classico concetto di souvenir shop: la stessa galleria si definisce come un luogo “dove l’arte si veste”.
È proprio questo lato di Palma a essere più interessante: boutique indipendenti, ceramiche, lino, oggetti artigianali e una sensibilità mediterranea che si percepisce senza bisogno di stamparle sopra la parola “Mallorca”.
Le spiagge da non perdere
Se si vuole rimanere vicino alla città, Cala Major è una delle alternative più semplici, mentre Can Pere Antoni permette di combinare mare e centro senza dedicare l’intera giornata agli spostamenti. Entrambe rientrano tra le spiagge attrezzate e accessibili del comune di Palma.

Ma per capire davvero perché si viene a Mallorca bisogna almeno una volta uscire dalla città.
A sud c’è Es Trenc, con acqua trasparente e lunghi tratti di sabbia chiara. Può diventare la tappa perfetta prima di Cassai Beach House. Un’altra giornata può essere dedicata al sud-est dell’isola, passando tra Santanyí, Cala Santanyí e Cala Llombards.
Una pausa dolce: l’ensaïmada
Prima di lasciare Palma c’è un rito che vale la pena concedersi: sedersi in una pasticceria storica e ordinare un’ensaïmada. È il dolce simbolo di Mallorca, riconoscibile dalla forma a spirale e dalla superficie coperta di zucchero a velo. L’impasto è semplice ma richiede tempo: farina, acqua, zucchero, uova, lievito madre e soprattutto saïm, lo strutto da cui deriva il nome. La versione più tradizionale è la lisa, senza ripieno, anche se è molto diffusa quella con cabello de ángel, una confettura filamentosa di zucca. L’Ensaïmada de Mallorca è inoltre protetta dall’Indicazione Geografica Protetta dal 2003.

Per provarla nel posto giusto, uno degli indirizzi più iconici è Ca’n Joan de s’Aigo, istituzione di Palma con oltre tre secoli di storia. Qui l’ensaïmada si mangia come vuole la tradizione, magari accompagnata da una cioccolata calda o dal celebre gelato artigianale alla mandorla.
Un’altra tappa da segnare è Forn Fondo, pasticceria storica attiva dal 1742, dove le ensaïmadas artigianali portano il marchio di garanzia “Ensaimada de Mallorca”. Ne esistono più di venti versioni, ma per la prima volta sceglierei senza dubbio quella semplice: è il modo migliore per capire davvero questo dolce, senza che il ripieno ne nasconda il sapore.


