I soldi fanno la felicità, ma anche tra amici?

da | LIFESTYLE

Come i soldi sono entrati nelle relazioni sociali e le hanno distrutte: oggi si preferisce avere amici nello stesso scaglione IRPEF.

Un certo detto diceva: “Amici Amici e poi ti rubano la bici”. Bene, se dovessimo oggi renderlo più attuale potremmo sicuramente parlare di come la bici alcuni amici non te la possono rubare, in quanto insieme in Gallura a fare mountain bike non potete seguirli e nemmeno paragonare la vostra Graziella con la loro Colnago. Eppure avete fatto le medie insieme, a volte perfino le elementari. Siete entrambi usciti con la Giorgia di 5^A e nessuno dei due era in grado di capacitarsi come fosse possibile che una ragazza così bella vi degnasse di anche una sola minima attenzione. E ora eccoci, qui. Costretti a fare vacanze separati perché il divario tra i vostri stili di vita è veramente troppo ampio.

E se Klarna diventasse il primo cancello da aprire per poter stare al passo con il proprio gruppo di amici?

Un po’ dispiacerebbe sentirlo. Io Klarna lo uso per comprare quel pezzo vintage totalmente fuori dalla mia portata trovato alle 3 di notte su Vestiaire Collective, ma da qualche parte esiste un Mario o una Lucrezia che lo usa per poter partire quei 5 giorni con il gruppo di amici che ha trovato il lavoro perfetto e ora viaggia solo per i 5 stelle.

Photo via Instagram

Ovviamente questo non lo dico io che di titoli ne ho ben pochi, ma una ricerca condotta da Qualtrics per conto di Intuit Credit Karma, un portale di monitoraggio finanziario e creditizio. Lo studio si è concentrato in particolar modo sulle generazioni più giovani, ossia Gen Z e Millennials. Forse per l’elevato uso dell’hashtag #YOLO in tempi non sospetti.

I dati sono assurdi. O meglio, lo sono per me che amo spendere 19,90 euro per un volo low cost.

Oltre un terzo del campione, ossia il 36%, ammette di avere nel proprio gruppo di amici almeno una persona che li spinge anche indirettamente a sovra-spendere. L’88% dei Millennials in questo risultato ammette di aver contratto dei debiti per sostenere questi ritmi.

Ora, sarà che il mio gruppo di amici è davvero ristretto, ma ammetto che se invitassi una mia amica disoccupata da un mese in un ristorante a 5 stelle a pagare il conto sarei io, ma questo perchè credo poco nel 50/50 e molto più nel bilanciare i costi a seconda delle possibilità. Conosco però alcuni soggetti che non si fanno problemi a proporre di pagare alla romana dopo aver preso una costata da 1kg alla faccia delle paste in bianco di tutto il resto del tavolo…

Photo via Pinterest

Un altro dato sorprendente è come il fattore economico abbia inserito i propri tentacoli anche nei legami sociali fino a far terminare rapporti decennali per un fatto di soldi. O meglio: quasi la metà della Gen Z, il 47%, e oltre un terzo dei Millennials, il 36%, ha preso in considerazione o ha effettivamente troncato un’amicizia a causa delle tensioni generate dalle tanto diverse abitudini di spesa.

Per questi motivi buona parte della Gen Z (il 35%) e il 29% dei Millennials ha deciso che, vista la situazione, è molto più importante focalizzarsi su un insieme di amici che si trovino nello stesso scaglione di reddito. Ottenendo come risultato una riduzione della porosità tra classi sociali diverse anche nei contesti informali, come le amicizie.

Il divario economico tra amici diventa una vera e propria variabile strutturale che incide sulla stabilità delle relazioni.

Di questo fenomeno si parla già da tempo. Se avete visto “Friends” vi ricorderete dell’episodio in cui nel gruppo di amici ci si rende conto del divario economico esistente. Ross, Chandler e Monica guadagnano di più e vorrebbero frequentare ristoranti costosi o andare a un concerto di questa band famosissima con prezzi dei biglietti alle stelle. Phoebe, Rachel e Joey invece non possono permetterselo. Seduti a un ristorante gli amici affrontano la questione così come anche l’imbarazzo di doversi dividere il contro alla pari quando si è preso solo un contorno.

In alcuni gruppi di amici capita che si cerchi di gestire questo divario. Magari l’amico più “abbiente” minimizza o decide di offrire silenziosamente cercando di neutralizzare le differenze. Anche il trovarsi al parco piuttosto che nel locale finto-chic è un modo per venire incontro alle possibilità di tutti, eliminando la variabile economica del tutto.

Superati i 10 anni l’illusione dell’orizzontalità nell’amicizia svanisce.

Photo via Joseph Philippe Bevillard

Ossia: se le istituzioni come il mercato del lavoro o la struttura familiare rendono le gerarchie d’influenza e di reddito esplicite e perfino previste, a volte. L’amicizia si fonde invece proprio sulla premessa implicita di un rapporto tra pari. Tra amici si parla di sesso e di situazioni scomode, eppure parlare di soldi rimane uno dei più grandi tabù. Sono sereno a dirti che ho contratto una malattia venerea, ma mai quanto prendo davvero. Una soluzione potrebbe essere rompere questo tabù così da preservare il legame ed evitare di ingrandire la frustrazione.

Ma poi, in un’epoca caratterizzata da una forte segregazione socio-economica, l’amicizia dovrebbe continuare ad essere uno dei pochi luoghi in cui persone di mondi diversi possono incrociarsi e condividere il loro tempo. Bisognerebbe togliere l’elemento economico dal contesto di amicizia, mantenendo la voglia e la disponibilità a misurare il valore del tempo speso insieme attraverso altri strumenti al posto del costo delle cose che si fanno.

Cioè va bene vedersi alla Langosteria, ma se devi confessarmi che hai rivisto il tuo ex preferisco scolarmi uno spritz a 4 euro al posto di un calice di Blanc de Blancs di cui non conosco nemmeno il prezzo, se permetti….