Il menswear SS27 abbandona i pantaloni e trasforma boxer, slip e gambe nude nel nuovo codice del desiderio maschile
La moda uomo SS27 firma una piccola rivoluzione: il pantalone, per una volta, non è più necessario. Sulle passerelle maschili di Parigi, Milano e Pitti Uomo, il guardaroba si svuota nella parte più simbolica e prevedibile: il sotto. Boxer portati come shorts, slip in pelle, underwear tecnici, trasparenze e gambe nude diventano il nuovo alfabeto di un menswear che non vuole più proteggersi dietro la divisa del completo. Da Saint Laurent a Rick Owens, da LGN Louis Gabriel nouchi a Willy Chavarria, fino a Dries Van Noten, Simone Rocha, Pronounce, Kolor, Soshiotsuki, Shinyakozuka e Saul Nash, il corpo maschile viene esposto, interrogato, quasi teatralizzato. Non è solo provocazione. È una nuova idea di eleganza: più fragile, più libera, più disturbante.


Il pantalone cade, l’immagine resta
Per anni il pantalone è stato una certezza assoluta del guardaroba maschile: ordinato, verticale, rassicurante. Nella SS27 questa certezza viene sabotata con eleganza. Saint Laurent apre la strada con completi sartoriali interrotti da slip in pelle, creando un contrasto tra rigore e nudità. Egonlab riduce il look a una chore jacket, flip-flop e gambe scoperte. Rick Owens porta il corpo in una dimensione quasi performativa, tra underwear adidas e volumi gonfiabili che sembrano proteggere e allo stesso tempo esporre. LGN Louis Gabriel Nouchi spinge il gesto ancora più avanti, tagliando trench e silhouette sopra i fianchi, lasciando che l’intimo diventi l’unico segno visibile sotto il busto. Il risultato non è semplicemente “senza pantaloni”. È un nuovo modo per costruire la figura maschile attraverso una mancanza.

Boxer manifesto
Il boxer non è più un capo da nascondere. Diventa statement, superficie, quasi manifesto. Pronounce lo interpreta in organza trasparente, trasformandolo in un oggetto leggero e ambiguo. Willy Chavarria lo porta in passerella in versione sovrapposta, con Jordan Clarkson vestito con due paia di boxer, uno rosa check sopra uno bianco perlato. Dries Van Noten costruisce invece un immaginario più sensuale e raffinato, ispirato alla lingerie femminile, dove il boxer setoso diventa una nuova alternativa al pantalone classico. Anche Soshiotsuki lavora su boxer sotto knitwear e trench, mentre Kolor, attraverso Taro Horiuchi, li porta in versione plaid. Qui l’intimo non è più domestico, non è più privato, non è più invisibile. Entra nello spazio pubblico e cambia completamente valore: da capo funzionale a codice estetico.


Mascolinità in mutande
La forza del trend non sta solo nello shock visivo, ma in quello che produce sul corpo maschile. Un uomo senza pantaloni appare immediatamente diverso: meno armato, meno monumentale, meno protetto. Il menswear tradizionale ha sempre costruito autorità attraverso giacche, pantaloni, uniformi, completi e proporzioni controllate. Il trouserless look rompe questa architettura. Le gambe nude rendono l’uomo più vulnerabile, ma anche più interessante. Saul Nash lavora su uno sportswear sensuale e trasparente, mentre Shinyakozuka porta in passerella smock e gambe nude, spostando l’immaginario verso una leggerezza quasi infantile, ma disturbata. Non è solo corpo esposto. È corpo messo in discussione. La moda maschile smette di fingersi neutra e diventa finalmente terreno di tensione, ironia, desiderio e disagio.

Da Miu Miu al menswear
Il fenomeno non nasce dal nulla. Prima del trouserless maschile c’è stato il pantless femminile, reso iconico da Miu Miu AW23 e da figure come Emma Corrin. Quel momento ha trasformato l’assenza del pantalone in un gesto fashion riconoscibile: body, culotte, collant, micro-shorts e lingerie visibile sono diventati parte del linguaggio contemporaneo. Ora il menswear assorbe quel codice, ma lo traduce in modo diverso. Sul corpo femminile il pantless è stato spesso letto come sexy, cool, controllato. Sul corpo maschile diventa più strano, più ironico, più destabilizzante. Ed è proprio qui che il trend diventa interessante: non copia semplicemente un’estetica già vista, ma la sposta su un corpo che la società è meno abituata a vedere esposto in quel modo. Il risultato è più ruvido, più ambiguo, più editoriale.


La libertà parte dal basso
Questo trend non è un invito letterale a uscire in mutande. È un segnale. La SS27 racconta un menswear che vuole liberarsi da certi obblighi: il pantalone perfetto, la silhouette corretta, la virilità composta, l’eleganza sempre controllata. Simone Rocha porta i boxer dentro un universo romantico e fragile, tra gingham, seta e broderie anglaise. Rick Owens li rende tribali e quasi alieni. Saint Laurent li rende taglienti. Dries Van Noten li rende sofisticati. Willy Chavarria li carica di identità urbana. LGN Louis Gabriel Nouchi li trasforma in tensione erotica. Tutti, in modi diversi, stanno dicendo la stessa cosa: il corpo maschile può essere guardato diversamente. Il pantalone cade, ma non cade lo stile. Cade una regola. E quando una regola cade, la moda inizia davvero a parlare.
Fonte: Pinterest


