Negli ultimi mesi, Timothée Chalamet ha sorpreso pubblico e critica con una trasformazione radicale del suo look. Da un iconico stile romantico e androgino verso un’estetica swag-pop più audace e irriverente.
Icona indiscussa di Hollywood

A trent’anni, Timothée Chalamet è già considerato uno degli attori più talentuosi della sua generazione. Dopo il successo esplosivo di Call Me by Your Name a soli 21 anni, ha costruito una carriera solida alternando cinema d’autore e grandi produzioni. Tra i titoli più importanti figurano Dune di Denis Villeneuve, Little Women e Wonka. Un percorso che lo ha reso non solo un interprete credibile e versatile, ma anche un’icona indiscussa di stile della nuova Hollywood. Dagli esordi l’attore statunitense ha sfoggiato uno stile romantico che negli ultimi mesi si è evoluto drasticamente in un’estetica swag-pop ridefinendo una nuova identità.
Gli esordi e il fascino del bravo ragazzo


Fu proprio con Call Me by Your Name nel 2017, diretto da Luca Guadagnino, che Chalamet si impose al grande pubblico. Il suo Elio, adolescente sensibile e dal volto pulito, incarnava perfettamente un ideale di bellezza delicata e quasi eterea. Anche fuori dal set, durante le première di quegli anni, il suo stile rifletteva questa immagine: capelli ricci, morbidi, naturali e un’eleganza minimale quasi da soft prince. Tra carpet ed eventi, in quel periodo, sceglieva spesso completi aderenti: tuxedo neri classici, come blazer vellutati abbinati a T-shirt basic o camicie leggere leggermente sbottonate. Memorabile il suo look total white di Berluti sfoggiato agli Oscar del 2018.
Dune Era: il romanticismo diventa couture



Negli anni successivi, tra Dune, Bones and All e Little Women, il suo stile si è evoluto senza perdere raffinatezza. Timothèe ha portato sui red carpet un’eleganza spesso definita femminea affermando la sua anima romantica e sofisticata. I capelli restano ricci, ma più definiti e voluminosi, quasi scolpiti, con un effetto vaporoso studiato. I look diventano memorabili: tute scintillanti effetto armatura, completi neri con paillettes, camicie trasparenti, giacche ricamate e outfit con dettagli metallici e top gioiello. Iconico il completo rosso sangue con schiena scoperta di Haider Ackermann, uno dei più audaci e androgini di questa era, con cui la star di Hollywood consolida il suo status di icona di stile sfidando le convenzioni della moda maschile tradizionale.
Fine 2025: la svolta swag e pop


Dalla fine del 2025, il cambiamento è drastico. Il Timothée elegante e impeccabile ha lasciato spazio a un’estetica più cruda e urbana. I ricci spariscono: arriva il buzzcut, rasato, essenziale, con varianti leggermente ricresciute e texture più “grezze”. Il volto diventa più duro e adulto. Anche i brand cambiano: cargo, denim loose, piumini voluminosi, felpe oversize e occhiali da sole bold, spesso futuristici. È un’estetica molto più “pop culture”, meno aristocratica.
Il caso Marty Supreme: cinema e branding visivo



Il new look di Timothèe è legato, almeno inizialmente, al film Marty Supreme. Un method dressing studiato nel dettaglio per rivisitare e stravolgere l’immagine pulita degli anni precedenti e ricreare un nuovo icon look da bad boy. Una strategia di branding, sponsorizzazioni e narrazione visiva.
Alla première di Los Angeles del film, Chalamet e la compagna Kylie Jenner hanno catturato i riflettori in un coordinato total look arancione in pelle lucida di Chrome Hearts, diventato una dichiarazione di coppia e di stile.

Non solo Branding
Il cambiamento nasce sicuramente dal cinema, ma va oltre il puro method dressing. Il passaggio da ricci morbidi a buzzcut è simbolico: da vulnerabilità a controllo, da romanticismo a sicurezza. La relazione con la Jenner, figura mediatica potente, potrebbe aver amplificato questa direzione più audace, meno ‘protetta’ e attenta all’opinione pubblica. Basti pensare alle dichiarazioni infelici dell’attore statunitense su opera e balletto che hanno scatenato una bufera mediatica. Uno scivolone di stile che probabilmente gli è costato l’Oscar come miglior attore, nonché la perdita di stima di una fetta dei suoi ammiratori.



Bye bye Elio
Resta il fatto che Timothée Chalamet è, prima di tutto, uno dei talenti più luminosi della sua generazione, che continua a evolversi, anche attraverso il suo stile. La sua nuova aesthetic attitude pop appare anche come una volontà di rompere con il passato e sperimentare nuove identità. Eppure, nonostante tutto, resta il ricordo di quel bravo ragazzo raffinato, ora nascosto sotto strati di styling più aggressivo, ma ancora presente. Perché, in fondo, per chi lo ha amato dalle sue prime apparizioni, Chalamet resterà sempre un po’ Elio.

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