Method dressing

da | Fashion

Il Method Dressing permette alle star di non smettere mai di recitare (neanche sul red carpet).

Ultimamente possiamo notare come il confine tra cinema e moda si stia assottigliando sempre di più. Negli ultimi anni le star non promuovono semplicemente i propri film, ma li interpretano anche fuori dal grande schermo. Prima il red carpet era infatti solo un mezzo per sfilare con abiti bellissimi, ma in qualche modo “scollegati”. Ciò che invece avviene oggi è qualcosa di più interessante: gli outfit diventano parte della trama stessa.


Cos’è il method dressing?

Avete presente il “Method Acting”? Così come gli attori si immedesimano nel personaggio che interpretano, il Method Dressing amplia la narrazione cinematografica includendo red carpet, interviste e première. Ogni vestito diventa un “easter egg”, un richiamo, un segno. Nello specifico si tratta di una strategia stilistica che unisce moda e storytelling, capace di evocare il film che si presenta.


La sovrana: Zendaya

Nell’ultimo periodo sempre più stylist stanno adottando questo metodo, ma alcune star lo stanno facendo meglio di chiunque altro. La sovrana di questa tendenza è sicuramente l’attrice Zendaya che, grazie al suo amato Fashion Stylist Law Roach, gioca con colori, forme e dettagli che richiamano il plot. In occasione del suo nuovo film “The Drama” in cui interpreta una giovane sposa, l’attrice ha indossato degli abiti che rimandano alla tradizione: qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato e qualcosa di blu. O ancora, ad una delle prime proiezioni cinematografiche del film, Zendaya ha sorpreso i fan indossando una maglia con l’immagine di Edward Cullen, interpretato dalla co-star Robert Pattinson. Zendaya non si veste per essere bella (quello le viene naturale): si veste per raccontare.


Sadie Sink

Anche Sadie Sink ha recentemente dimostrato quanto possa essere raffinato e poetico il method dressing. L’attrice ha indossato per il suo debutto teatrale in “Romeo and Juliet” un abito custom Prada che richiamava quello del celebre film “Romeo+Juliet” indossato da Claire Danes. La reference al personaggio di Giulietta è stata tempestiva, grazie all’estetica sospesa tra sogno e melanconia. In questo caso il method dressing ha reso omaggio ad una grande attrice ed è diventato dialogo tra due epoche diverse.


Rachel Ziegler

Un altro esempio perfetto è quello di Rachel Ziegler durante la promozione di “Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente”. Alla premiere l’attrice ha indossato un abito che richiamava alla perfezione l’universo visivo della saga, ispirato alla protagonista Katniss Everdeen. L’abito di McQueen era cosparso di elementi luminosi, richiami al fuoco e giochi di luce. In questo modo non solo l’attrice ha ripreso uno dei look più significativi del film, ma ne ha rafforzato l’identità.


Un incantesimo senza fine

Possiamo quindi dire di apprezzare il Method dressing perché trasforma la realtà in qualcosa di molto più vicino ad una scena cinematografica. Ad ogni modo è fondamentale ricordare che dietro ogni look che ci fa sognare ad occhi aperti ci sono gli stylist: senza loro, infatti, questa strategia visiva non esisterebbe nella forma straordinaria che conosciamo, dove ogni dettaglio sembra catturato da un incantesimo senza fine.

foto: pinterest