La nuova campagna Pomellato racconta la violenza economica, ovvero la forma più invisibile di controllo.
Milano, città di luce liquida sulle vetrine e mani sapienti che trasformano le pietre in storie. Qui, dove il lusso non è solo estetica ma tradizione, il gioiello diventa spesso simbolo di qualcosa di più: identità, indipendenza, libertà.
Non sorprende allora che proprio da questa città parta una riflessione su una libertà ancora troppo fragile.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la maison Pomellato presenta la nona edizione della campagna Pomellato for Women, scegliendo di portare alla luce una forma di violenza di genere tanto diffusa quanto invisibile: la violenza economica. Una violenza silenziosa che non lascia segni sulla pelle, ma può privare una donna della cosa più preziosa: la possibilità di scegliere la propria vita.

Le catene invisibili
Il controllo economico raramente appare come un gesto brutale. Si insinua lentamente nelle relazioni, spesso travestito da protezione, attenzione, cura. Un conto corrente condiviso che diventa monitorato. Una carriera scoraggiata. Una decisione finanziaria che smette di essere autonoma. Secondo la ricerca commissionata da Pomellato e condotta dalla SDA Bocconi School of Management, questa dinamica si manifesta principalmente in tre forme: restrizione, sabotaggio e sfruttamento.
Restrizione, quando l’accesso al denaro o alle decisioni economiche viene limitato.
Sabotaggio, quando lavoro o studio vengono ostacolati per impedire l’indipendenza. Sfruttamento, quando il lavoro o il reddito di una donna vengono utilizzati per rafforzare uno squilibrio di potere. Questi meccanismi raramente sono isolati. Più spesso diventano strutture invisibili che normalizzano la dipendenza e rendono sempre più difficile immaginare una via d’uscita.

Un manifesto corale
Per raccontare questa realtà, Pomellato sceglie il linguaggio che conosce meglio: le storie e le persone.
Il video della campagna riunisce un cast internazionale di voci provenienti da mondi diversi: cinema, sport, imprenditoria, cultura, trasformando il progetto in una conversazione globale.
Al centro del racconto c’è l’attrice premio Oscar Jane Fonda, da anni ambasciatrice della piattaforma Pomellato for Women. Accanto a lei, le attrici Kerry Washington e Michelle Monaghan, le italiane Benedetta Porcaroli e Isabella Ferrari, la modella e attivista Amelia Gray e l’imprenditrice Sara Nuru.
Completano il progetto l’imprenditrice francese Angélique Gérard, la capitana della nazionale giapponese di pallavolo Mayu Ishikawa, l’attore e regista spagnolo Paco León e l’atleta italiano di origine cubana Andy Díaz Hernández.
Insieme costruiscono un racconto che attraversa generazioni e geografie, ricordando che l’indipendenza economica non è un privilegio, ma un diritto.

Abbattere il muro del silenzio
Nel video le voci si susseguono come in un manifesto. “Si costruisce lentamente”, osserva Benedetta Porcaroli. “All’inizio sembra premura”, aggiunge Amelia Gray.
Poi arriva la frase più netta, pronunciata da Jane Fonda: la violenza economica “non lascia lividi, ma lascia le donne senza scelta”. Il silenzio, in queste dinamiche, è spesso il vero alleato dell’abuso. Per questo la campagna invita a riconoscere questi segnali, a parlarne apertamente e a dare finalmente un nome a comportamenti troppo spesso normalizzati.
Libertà, dignità, scelta
Nel racconto emerge una definizione di libertà che va oltre il denaro. Come sottolinea Kerry Washington, l’indipendenza finanziaria riguarda prima di tutto la possibilità di decidere della propria vita. È la libertà di scegliere. La libertà di costruire il proprio futuro.
La libertà, fondamentale, di poter ricominciare.

Un impegno che va oltre il gioiello
Fondata a Milano nel 1967, Pomellato ha costruito la propria identità su una visione del lusso contemporaneo, in cui design e artigianalità dialogano con valori culturali e sociali. Attraverso la piattaforma Pomellato for Women, la maison sostiene iniziative concrete contro la violenza domestica, collaborando con organizzazioni come CADMI – Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate a Milano e la no-profit statunitense FreeFrom.
Perché oggi il lusso non è soltanto ciò che brilla. Non è solo un anello, una pietra, un gesto di stile.
Il vero lusso è la possibilità di scegliere. Di restare. Di andarsene. Di ricominciare. E forse è proprio questa la nuova definizione di libertà: non qualcosa che ci viene concesso, ma qualcosa che, finalmente, possiamo permetterci.
Photocredits: Pomellato press kit


