Frosty e Glossy: il trend make-up dagli anni ’90 alla glass skin

da | BEAUTY

Dal make-up frosty e glossy degli anni ’90 alla Glass Skin di Maison Margiela: la trasformazione di un trend beauty in una dichiarazione artistica.

Make-up Anni ’90: L’Estetica Frosty e Glossy

Gli anni ’90 sono passati alla storia per un’estetica luminosa, dominata dal cosiddetto look “Frosty & Glossy“. In questa versione del trucco, il volto appariva radioso e luminoso e il corpo era spesso enfatizzato dall’uso del baby oil, che donava alla pelle un riflesso bagnato costante. Rispetto ai decenni precedenti, il fondotinta pesante cedeva il passo a basi più leggere, quasi impercettibili, per mantenere gli occhi protagonisti di un look più naturale possibile.

I cosmetici dell’epoca erano ricchi di brillantini e particelle riflettenti. In televisione spopolavano le pubblicità dei gloss, che non venivano applicati solo sulle labbra ma anche sulle palpebre per ottenere l’effetto wet. Le sopracciglia erano ben definite, mentre il blush veniva applicato al centro delle guance. Immancabili i gel glitterati e le polveri brillanti diffuse su tutto il décolleté.

In questo contesto nasce il Frosty look. Si otteneva attraverso texture perlate e metalliche capaci di creare riflessi bianchi o argentei. Sugli occhi i colori predominanti erano l’azzurro ghiaccio e il bianco perlato, enfatizzati da punti luce estremi: l’ombretto bianco ottico veniva infatti applicato nell’angolo interno dell’occhio e sotto l’arcata sopraccigliare per sollevare lo sguardo. Infine, il gloss veniva steso sopra i rossetti perlati, in modo da creare l’ effetto “labbra ghiacciate”, iconiche di quell’epoca.

Il ponte tra passato e futuro, dagli anni ’90 alla porcellana doll di Margiela

Sebbene molte tendenze del passato svaniscano rapidamente, l’ossessione per l’effetto bagnato tipico degli anni ’90 non è rimasta confinata nei ricordi. Il merito va senza dubbio a Maison Margiela e alla sfilata Artisanal Primavera/Estate 2024, in occasione della quale la leggendaria truccatrice Pat McGrath — che ha dedicato una carriera allo studio della luce — ha presentato la stupefacente Glass Skin (o pelle di porcellana).

Nella sfilata i volti delle modelle sono stati trasformati in maschere, dando vita a un’estetica aliena, quasi inquietante. I lineamenti sono stati ridisegnati con:

  • Sopracciglia arcuate sottilissime
  • Labbra a cuore ben definite
  • Occhi pastello nei toni del giallo, azzurro e carta da zucchero

Un tocco intenso che richiama il make-up “frosty” degli anni ’90, ma rivisitato.

Sebbene Pat McGrath abbia inizialmente mantenuto il segreto sul finish finale, la tecnica è diventata presto virale. La base è stata preparata con fondotinta e correttore, seguita da blush e pigmenti pastello. Il vero tocco magico è stato dato da una miscela di maschere viso peel-off diluite con acqua e applicate in 7 o 8 strati sottilissimi. Ogni strato veniva asciugato con il phon ad aria fredda per creare quella crosta lucida e riflettente. Il momento più iconico è stato il backstage, dove i modelli “spellavano” via il trucco come fosse una seconda pelle.

Mentre il make-up guardava agli anni ’90, John Galliano ha costruito gli abiti ispirandosi alla Parigi degli anni ’20 e ’30. I modelli sembravano bambole di porcellana emerse dalla soffitta della storia: busti strettissimi, fianchi esagerati e tessuti trasparenti. Un aspetto “polveroso” che contrastava con la lucidità della pelle.

In un’epoca dominata da tutorial veloci e look standardizzati, questa sfilata ha ricordato al mondo che il make-up è un’arte complessa che richiede tempo, tecnica e pura visione creativa.

Articolo a cura di Sofia Ranalli

Foto: Pinterest