Nel panorama del retail contemporaneo, spesso la sostenibilità viene ridotta a mero linguaggio visivo o claim d’impatto: con l’apertura del suo primo negozio monomateriale in Spagna, a San Sebastián, il marchio Ecoalf segna un cambio di paradigma concreto.
La sostenibilità non è più un mero concetto, ma una struttura architettonica consapevole ed evocativa dei principi di Ecoalf, che prendono forma in arredi e pareti interamente realizzate in carta e cartone. Naturali, rinnovabili, biodegradabili, e a basso impatto. Il progetto rinuncia all’idea di interior come macchina scenografica e spettacolare, per adottare una sintassi essenziale dettata dalla grammatura della carta di cui esso si compone. Per la sua realizzazione, avvenuta con la collaborazione di Smurfit Westrock, leader mondiale nelle soluzioni d’imballaggio a base di carta, è stata impiegata carta certificata FSC, riflettendo l’impegno condiviso per i principi di economia circolare e a basso impatto ambientale.

Il negozio
All’interno dei quasi duecento metri quadrati di spazio siti in Calle Txurruka 5, la distribuzione interna è scandita da pareti in carta KRAFT, meccanicamente resistente e durevole. Lasciata al grezzo, nel suo colore avana naturale, della quale si legge la soluzione di continuità data dalla scansione in lastre, antico ricordo dei materiali tradizionali esaltati nell’innovazione.
Gli arredi quali tavoli, camerini e scaffalature sono realizzati in cartone a doppia onda. I rivestimenti in fibra vergine e l’ondulazione in fibra riciclata conferiscono agli elementi resistenza sia alla compressione verticale, sia alla flessione. Il cartone ondulato resta visibile, leggibile, volutamente non mascherato. Gli espositori, smontabili, appaiono leggeri, effimeri, quasi provvisori, ma sono progettati per sostenere carichi, per ovviare ad un uso continuo e a flussi quotidiani. Una leggerezza quindi solo apparente che rivela, invece, una precisa intelligenza e volontà costruttiva. Lo stesso rivestimento in metacrilato trasparente degli stessi espositori, nato dall’esigenza di prolungarne la vita utile, risponde a esigenze estetiche ed espositive che donano al cartone lucentezza tale per cui gli abiti su di esso appoggiati vengono riflessi come fossero fluttuanti su una lastra d’acqua o su uno specchio, a guisa di un moderno Narciso.
Ispirazione e materia prima
II concept rimanda immediatamente al lavoro di Shigeru Ban, architetto giapponese che da anni utilizza il cartone come materiale strutturale. Non certo per provocazione formale, ma per rimettere in discussione i concetti di durata, emergenza e responsabilità del costruire. Come nei suoi progetti, anche nel negozio Ecoalf il cartone non è succedaneo di materiali “nobili”, ma mezzo per ripensare il rapporto tra progetto, tempo e risorse.

Non a caso il progetto di Ecoalf e Westbruck presenta i caratteri della prossimità, della vicinanza alla fonte della materia prima. Il legno, proveniente dalle foreste del Sud della Francia, è stato trasformato in carta presso lo stabilimento francese Cellulose du Pin. Gli arredi, invece, sono progettati e prodotti nello stabilimento Sorpel di Smurfit Westrock a Porto. A rafforzare questa lettura è il dialogo con la struttura in cemento esistente, lasciata intenzionalmente riconoscibile. Il contrasto è netto. Da un lato la massa, la stabilità, la permanenza dell’architettura tradizionale. Dall’altro un sistema di arredi che sembra appoggiarsi allo spazio senza appropriarsene, ma definendolo nella sua stereometria. Il cemento garantisce continuità, il cartone introduce reversibilità. È in questa tensione che il progetto trova il suo equilibrio più interessante.
Un dialogo tra passato, presente e futuro
Lo studio di Ecoalf è volto al riutilizzo di elementi architettonici esistenti, con l’inserimento di materiali sostenibili, innovativi, a basso impatto ambientale che conduce un’attenta valutazione del ciclo di vita dei propri edifici, rendendoli basso emissivi e energeticamente dipendenti da fonti rinnovabili. Questo ci porta a una riflessione sulla manutenzione e il riuso degli edifici dopo la loro costruzione. A nuova apertura non deve corrispondere una nuova costruzione. Lo spazio commerciale è un interno stratificato in due dimensioni spaziali e temporali; il permanente e il temporaneo che convivono senza confondersi. Arredi e pareti possono essere smontati e riciclati totalmente.
Il progetto di interior design non occupa quindi in modo definitivo lo spazio, ma lo attraversa. Lo lambisce, lasciando aperta la possibilità di una ulteriore trasformazione futura. Il messaggio è immediato anche per il visitatore. La sostenibilità non viene spiegata, ma percepita nei prodotti e nell’architettura che li espone. La materialità dello spazio racconta un processo, rende visibile ed espone il ciclo di vita degli elementi che lo compongono. In un momento in cui il retail è chiamato a ridefinire il proprio ruolo culturale, il negozio Ecoalf suggerisce una direzione chiara: progettare spazi che pesino e consumino meno.

Javier Goyeneche, Fondatore e Presidente di Ecoalf, con orgoglio comunica l’apertura nel nuovo negozio a San Sebastián in questo modo. “In Ecoalf lavoriamo ogni giorno per ridurre al minimo il nostro impatto sul pianeta. Non solo attraverso i prodotti che progettiamo, ma anche attraverso gli spazi che creiamo. Vogliamo che ogni persona che entra nel negozio percepisca il design e la qualità dei prodotti, ma anche la nostra filosofia. Il nostro obiettivo è sensibilizzare ed educare. San Sebastián incarna perfettamente questo impegno. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza il nostro partner Smurfit Westrock, che condivide la nostra convinzione che fare le cose in modo diverso è possibile”.
Articolo di Valentina Albertini
Foto: Ecoalf


