Il Furto leggendario: 5 rapine che hanno fatto la storia

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Diamanti scomparsi nel nulla, furti d’arte improbabili e “scontatissime” rapine in banca. Ecco la storia di 5 rapine memorabili: Quando il crimine diventa leggenda

La storia è piena di criminali che hanno trasformato le loro imprese in leggende memorabili. Alcuni sono diventati veri e propri Robin Hood moderni, altri sono spariti senza lasciare traccia. Ma tutti hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.

Vassilis Paleokostas: “Robin Hood greco”

Ricordato come il bandito gentiluomo, Vassilis Paleokostas è il criminale che ha umiliato per anni la polizia ellenica, evadendo due volte dal carcere… in elicottero.

La sua carriera da ladro “dal cuore d’oro” comincia negli anni ’70, quando insieme al fratello Nikos rapina banche e sequestra industriali. Parte dei riscatti finisce ai poveri del suo villaggio: matrimoni pagati, debiti saldati, donazioni anonime…

Il furto più leggendario risale al 2008, con il rapimento del magnate dell’alluminio George Mylonas, presidente della Federazione degli Industriali del Nord Grecia. Mylonas viene sequestrato mentre rientra a casa a Salonicco, e in meno di due settimane, la famiglia paga un riscatto di circa 12 milioni di euro. Paleokostas lo rilascia illeso, dopo avergli perfino offerto del vino durante la prigionia. Mylonas stesso, intervistato mesi dopo, ammise di non provare rancore. “È stato trattato con rispetto”, disse.

Il criminale fa atterrare un elicottero nel cortile del penitenziario di Korydallos, cala una corda e vola via sotto gli occhi esterrefatti delle guardie. Tre anni dopo, nel 2009, ci riprova. Una complice noleggia un elicottero “turistico”, sorvola il carcere, lancia una scala e lo recupera mentre i proiettili fischiano. Nessuno viene ferito.

Da allora, di Vassilis non si sa più nulla, è il fantasma di cui si parla ancora nei caffè di Atene, metà criminale, metà leggenda.

D.B. Cooper: l’uomo che saltò nel nulla con 200.000 dollari

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È la sera del 24 novembre 1971. Un uomo ben vestito, che si fa chiamare Dan Cooper, sale a bordo di un Boeing 727 diretto da Portland a Seattle. Ordina un bourbon, e poi consegna un biglietto all’hostess:“Ho una bomba nella valigetta”.

Chiede 200.000 dollari e quattro paracadute. Dopo aver ottenuto il riscatto e liberato i passeggeri, costringe l’equipaggio a decollare di nuovo. Poi, nel buio della notte, apre il portellone posteriore e si lancia nel vuoto con il denaro.

Non verrà mai trovato. Solo qualche banconota comparirà anni dopo sulle rive del fiume Columbia. L’FBI chiuderà il caso nel 2016, ammettendo l’impossibilità di risolverlo. D.B. Cooper resta l’icona del furto perfetto.

Jesse James: La famosa rapina sulle rotaie

Nato nel Missouri nel 1847, figlio di un predicatore battista, cresce in piena Guerra di Secessione, tra razzie, torture e ingiustizie. A 16 anni Jesse James era già un guerrigliero sudista, e a 20 un bandito con una reputazione cavalleresca.

Jesse non rapinava per avidità, ma per rivalsa. Con la banda “James-Younger Gang” assaltava treni, banche e diligenze, ma senza rinunciare ad un codice morale tutto suo: mai toccare donne, preti o lavoratori.

Il furto più leggendario fu la rapina al treno di Gads Hill, nel Missouri, nel 1874. I banditi mascherati e armati fermarono la locomotiva stendendo un segnale rosso sui binari. Saliti a bordo, ordinano ai passeggeri di consegnare denaro e gioielli, ma non si rivolsero a tutti. Jesse controllava personalmente i documenti e restituiva spiccioli e beni a lavoratori e ai preti. La banda saccheggiò anche le casse postali e la cassa del treno, dopodiché sparì nei boschi prima dell’arrivo dei rinforzi. I giornali dell’epoca descrissero l’episodio come “un colpo d’ingegno e di eleganza criminale”, e Jesse James divenne un mito popolare.

Morirà tradito da uno dei suoi, Robert Ford, che gli sparerà alle spalle nel 1882. Al suo funerale si presenteranno oltre duemila persone.

Il colpo ai diamanti di Anversa

Nel 2003, nel cuore della capitale mondiale dei diamanti, un gruppo di ladri italiani mise a segno quello che molti definiscono “il furto del secolo”. A guidarli, Leonardo Notarbartolo, un falso commerciante che per anni studiò ossessivamente ogni dettaglio del World Diamond Center.

Il caveau era considerato impenetrabile, dieci livelli di sicurezza, sessantatré telecamere, sensori termici e magnetici. Ma nella notte del furto leggendario, la banda riuscì ad entrare indisturbata, svuotando più di cento cassette blindate e portando via diamanti, oro e gioielli per oltre 100 milioni di dollari.

Il piano era perfetto, ma a tradirli un fu un dettaglio banale: un panino morso per metà e buttato nei dintorni conteneva il DNA di Notarbartolo. Condannato a dieci anni, non rivelò mai il nascondiglio dei preziosi. I diamanti, ancora oggi, non sono stati ritrovati.

Il gabinetto d’oro di Cattelan

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Il furto leggendario più recente prende di mira un’opera d’arte funzionante, un gabinetto d’oro massiccio. È la storia di “America”, il WC in oro 18 carati di Maurizio Cattelan, installato nel 2019 al Blenheim Palace, la residenza natale di Winston Churchill.

L’opera pesava 103 chili ed era collegata alla rete idrica del palazzo tramite una spina idraulica speciale, fissata con bulloni e guarnizioni studiate per resistere a manomissioni. Rimuoverlo richiedeva strumenti, forza e una certa esperienza tecnica.

Nella notte del 14 settembre, un gruppo di ladri entra nel palazzo, forza accessi secondari e stacca il gabinetto dall’impianto idraulico. L’operazione causa danni strutturali e allagamenti. Ad oggi, nessuno è mai stato condannato e dell’opera non c’è traccia.

Forse fusa in lingotti, forse nascosta, o forse (come scherza lo stesso Cattelan) “parte di un grande film a cui sto lavorando”.

Questi grandi furti hanno tutti una costante, il genio creativo. In questi casi non si tratta di rubare semplici ricchezze, ma di rapire l’immaginazione del pubblico.

Illustrazioni: Aurora Longo