Raccontare il mondo della moda attraverso le voci dei suoi protagonisti: Vogue Forces of Fashion 2025.
Per un giorno, Roma si è trasformata nel cuore pulsante della moda internazionale, grazie a Forces of Fashion: l’attesissimo appuntamento firmato Vogue che indaga ed esplora il presente e il futuro dell’industria del fashion. Alla sua terza edizione, l’evento, ospitato nella cornice della Casa dell’Architettura presso il Complesso Monumentale dell’Acquario Romano, ha riunito alcune delle voci più influenti del panorama creativo globale – designer, direttori creativi, editor e artisti – in una serie di talk, panel e momenti di confronto che hanno alimentato l’animo creativo e fervoroso della Capitale.
Roma, dopotutto, è un po’ come la moda, anche se non sempre la si percepisce così: entrambe custodi di una storia immensa, eppure flussi in continua metamorfosi. Entrambe tanto amate quanto incomprese. È forse per questo che sentono, periodicamente, il bisogno di raccontarsi. “Moda è avvicinarsi ad un sistema di valori in cui si crede. Questa terza edizione nasce con la necessità di raccontarci come sistema non chiuso, ma forza viva”, ha dichiarato Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia, inaugurando la giornata.

Veronica Leoni: da Roma a New York
Il ricco programma si apre con un talk con protagonista Veronica Leoni, direttrice creativa di Calvin Klein Collection. Romana, dichiara da subito di esser fuggita dalla città tanti anni fa, che chiama “bella e sgangherata, sublime, santa e pagana”. Ha condiviso la sua visione di stilista italiana alla guida di un marchio globale, ripercorrendo il cammino che l’ha condotta a New York. Tra primi ricordi – come il colpo di fulmine con la campagna CK One del ’94, esperienze passate, e occasionali incontri con il signor Klein in persona: rigorosamente, nel suo bar preferito nel cuore della Grande Mela.
Tuttavia, le vere protagoniste della conversazione sono state le donne: Leoni sottolinea come la sua carriera sia stata quasi interamente plasmata da donne. Da Jil Sander a Phoebe Philo, fino alle sorelle Olsen, di ognuna porta con sé qualcosa. Ma le figure che la ispirano più sono quelle della sua vita personale: sua madre, sua moglie, le sue collaboratrici. È il sostegno di una rete così forte che le permette di affermarsi in un sistema ancora fortemente segnato da un approccio estremamente maschile. Le sue donne preferite? Le suore romane, con i loro colori e abbinamenti. Ridendo, racconta di averne la galleria piena.

L’omaggio a Giorgio Armani, la prospettiva Ferrari, e la libertà firmata Etro
In una giornata di riflessione, incontro e celebrazione, non poteva mancare lui: re Giorgio. La sua grandezza è stata ricordata e raccontata attraverso lo sguardo delle donne del cinema – quelle che hanno scelto di indossare le sue creazioni sul red carpet, davanti all’obiettivo o nella vita di tutti i giorni. Sul palco, Greta Ferro, Alessandra Mastronardi e Kasia Smutniak hanno condiviso il loro legame con lo stile senza tempo dello stilista. Il cinema, tuttavia, non è l’unica forma d’arte ad intrecciare il suo linguaggio con quello della moda: anche sport e musica ne parlano la stessa lingua. Il primo è stato esplorato da Rocco Iannone, direttore creativo di Ferrari, e la ballerina Eleonora Abbagnato, che hanno sottolineato come ad oggi i confini dei linguaggi artistici siano sempre più sfumati, e come ciò permetta una libera conversazione tra tutte le discipline.


È interessante quindi, notare come Marco De Vincenzo, direttore creativo di Etro, e La Niña, qualche talk più in là, siano stati essenza e testimonianza dello stesso concetto. A seguito della loro recente collaborazione in occasione della Milano Fashion Week SS26, i due ne ripercorrono il processo creativo, i momenti più intimi, gli inaspettati retroscena: dalla scelta del vestito per la performance in passerella della cantante, fino alle corse frenetiche di De Vincenzo nel backstage, nel tentativo di mostrare alle modelle con quanta forza e determinazione avrebbero dovuto portare in scena il suo racconto. Racconto costruito con imponenti pattern e pesanti frange, diventate simbolo di libertà.
A proposito di libertà, De Vincenzo commenta: “È un momento talmente complicato che ci si chiede a cosa serva la moda. Poi però ti rendi conto che se racconti il bello, se recuperi la tua parte più autentica e infantile, puoi fare la tua parte, anche se in maniera diversa. È un modo di esporsi. Essere creativi, oggi, è resistere”. Qui, l’applauso più sincero e fragoroso della giornata.
Anna Dello Russo e Luke Leitch: moda, dove stai andando?
La fashion editor e icona social del fashion system, Anna Dello Russo, insieme a Luke Leitch, contributor per Vogue Runway e Vogue Business, hanno provato a rispondere a una delle domande che più attanaglia il sistema moda negli ultimi, burrascosi, mesi: in che direzione stiamo andando? Dopo una stagione di grandi successi, segnata da un numero di debutti ormai divenuto storico – definita da Vogue Italia la hurricane season – il duo ha tentato di dar forma al susseguirsi degli avvenimenti. E anche di ottenere qualche spoiler sul sequel de Il diavolo veste Prada. Purtroppo, senza alcun successo.

Con lo sguardo rivolto verso il futuro, significative sono state le parole spese per le nuove generazioni di creativi: coloro a cui viene riconosciuto il compito di modellare la cultura che verrà. “Studiate più che potete, andate a fondo, non fermatevi mai”, dice Dello Russo. E ancora: “Non omologatevi!”. È forse questa la frase che più di tutte racchiude lo spirito della giornata.
Vogue Forces of Fashion ha confermato ancora una volta il suo ruolo di piattaforma unica. L’evento è stato moda, cultura, comunità. Ma soprattutto, dialogo. Libero, giovane, proiettato verso il domani. Se c’è qualcosa che ci lascia, è che oggi più che mai, anche fare moda può essere un atto di rivoluzione. Perché? Perché creare, pensare con la propria testa, dialogare e costruire ponti lo è. E tutto questo è la vera force of fashion.
Foto: Vogue Instagram


