Parigi Fashion Week SS26: day 6

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Giunge al suo termine anche il sesto capitolo della Parigi Fashion Week SS26. Voilà i momenti migliori dell’intera giornata.

Parigi è diventata ufficialmente la città che non dorme mai: no, non per merito di nightclub e cocktail. Al suo sesto giorno, la Parigi Fashion Week dedicata alle collezioni Primavera Estate 2026 continua ad infiammare la capitale francese con un’energia inesauribile.

Il calendario di oggi – il più ricco dell’intera settimana – ha previsto: in apertura, il virtuoso dinamismo di Alaïa, con silhouette iper minimal, cut-out inaspettati, plumage, e frange decorative. Nonostante l’ammaliante bellezza della collezione, ciò che ha mosso gli animi del pubblico è stato il finale, segnato da un caloroso abbraccio tra Pieter Mulier, attuale direttore creativo del brand, e Raf Simons, suo ex mentore. Nel pomeriggio, un nuovo (semi) debutto: sebbene Glenn Martens abbia già esordito alla guida di Maison Margiela lo scorso luglio con la sua prima collezione Haute Couture, non aveva ancora presentato un ready-to-wear. Sulle note di un’orchestra composta da bambini e adolescenti, i modelli hanno sfilato portando strumenti che impedivano loro di muovere la bocca – un dettaglio simbolico che i quattro punti di cucitura delle iconiche etichette della maison. Il vero tuffo nel passato, tuttavia, è stato l’utilizzo casuale dello scotch. Un apprezzato ritorno alle origini.

I ready made di Junya Watanabe

«Trattando oggetti ready-made – oggetti originariamente pensati per scopi specifici – come materiali, li ho ricontestualizzati ed esplorato forme che non avrebbero mai potuto essere ottenute con metodi convenzionali», queste le parole di Junya Watanabe per la sua collezione Primavera Estate 2026. Décolleté rosso fuoco diventano le spalline di un abito da sera, così come grucce di legno, cucchiai e cappelli di paglia, mentre ombrelli di pizzo bianco e stivali di plastica danno forma a voluminose gonne. Verso la fine, attillati abiti neri (fatti di collant) giocano con lo spazio, dando vita a dinamiche tridimensionalità.

Le armature floreali di Noir Kei Niyomiya

Lo stilista giapponese Noir Kei Niyomiya sa come trasformare i suoi abiti in vere e proprie architetture sartoriali: geometrie, strutture metalliche e forme sporgenti si fondono con tulle, tocchi di colori e fiori. La punta di diamante? Gli headpiece, strutture cristalline che si innalzano come formazioni naturali, dominando ogni look.

Vivienne Westwood: un magnetico caos

Tribale, caotico, colorato: lo stile di Vivienne Westwood, nelle mani di Andreas Kronthaler, continua a sfidare ogni logica. Kronthaler non cerca l’indossabile, né l’effetto virale: vuole solo che la sua moda sia viva. Pulsante, nei tessuti e nelle forme. Ogni look segue la propria rotta, ma quando sono tutti insieme, compongono un’unica, dissonante e irresistibile sinfonia. Il risultato? Un caos magnetico.

Il rock goth di Ann Demeulemeester

Nel grande salone gotico del Réfectoire des Cordeliers, Stefano Gallici presenta la sua nuova collezione per Ann Demeulemeester. E finalmente, un po’ di colore inizia a farsi strada. Tessuti scivolosi danno forma a eleganti vestaglie, ensemble di piume coronano le teste dei modelli, mentre non mancano riferimenti ai Velvet Underground, Led Zeppelin e Jim Morrison. Un rock-n-goth ben riuscito.

Le tue ultime parole? Balenciaga.

Così recita Myrtle Snow in American Horror Story, quando le viene chiesto quali siano le sue ultime parole. Oggi, se la stessa domanda venisse fatta all’intero fashion system, quasi tutti risponderebbero allo stesso modo. Pierpaolo Piccioli ha infatti debuttato alla guida di Balenciaga, con una collezione che fonde passato, presente, e (guarda al) futuro del brand. “Voglio essere rilevante nell’oggi”, queste le parole del designer. Le silhouette e i volumi di Cristobal sfilano in passerella insieme ad occhiali da sole a mascherina in pieno stile Demna. Eleganza e futurismo si incontrano, mentre il color-blocking tipico di Piccioli fa capolino qua e là. Per la prima volta dopo anni, non vi è traccia di tute in jersey o graphic tees: l’unica traccia di streetwear si può trovare nella City Bag, che debutta per la prima volta in passerella. Il nuovo intrigante capitolo di Balenciaga ha scritto oggi la sua prima pagina.

Foto: Vogue