La Svizzera ha sempre dimostrato di essere la “superiore” in Europa ma gli avanzi che ha portato alla città di Zurigo in materia di sostenibilità ci fanno dargli ragione. La qualità di vita, la responsabilità ambientale e la creatività sono alcuni dei punti che rendono Zurigo una città modello.
La vita sostenibile a Zurigo
A Zurigo sono presenti più di trenta laghi che durante l’estate permettono il bagno. È molto normale che a lavoro ognuno abbia sotto il proprio costume e nella pausa pranzo si tuffi nel lago. Impensabile invece sui Navigli di Milano… Il trasporto si può effettuare con il trasporto pubblico che è efficiente e affidabile oppure con le Microlino. Queste ultime sono delle macchine compatte, comode e di bassa emissione, rendendo la movimentazione sostenibile e attenta all’ambiente. Anche questo, impensabile a Milano.

Da novembre del 2024, Zurigo è certificata EarthCheck, una certificazione leader nel settore dell’ospitalità. La certificazione avvicina la città svizzera a raggiungere il suo obiettivo di essere una delle destinazioni più sostenibili al mondo entro il 2030. Questa certificazione non include solo il trasporto e le sue acque limpide ma anche la gastronomia e l’industria tessile.
The Artisan: gastronomia, esperienza e impegno
Le opzioni gastronomiche a Zurigo sono infinite e soprattutto buone. La scelta più riconosciuta è quella di The Artisan, un ristorante che coltiva le sue verdure nel suo orto biologico, raccoglie ingredienti dalle foreste circostanti e lavora con aziende agricole locali. Proprio come nelle fiabe, sembra un sogno ma esiste realmente.
La chef Corin Schmid vuole proporre altro che un semplice pranzo o cena ma un’esperienza che accolga tutti i sapori e ben coltivati. Si affidano alla loro produzione e tracciano ciò che non viene da loro, assicurandosi i migliori ingredienti per i propri commensali.


Il loro impegno con la sostenibilità non finisce qui ma continua con la riduzione di sprechi nel loro giardino. Grazie a una tecnologia aerobica interattiva, gli sprechi degli alimenti, come bucce e semi, vengono trasformati in un compost di nutrienti che torna al coltivo e viene condiviso con le aziende partner.
La banana non è solo un alimento da QWSTION
A Zurigo sono presenti dei brand come Paradis Collections, Stefi Talman e Opia, ma quello che più spicca è QWSTION. QWSTION lavora a Zurigo solo con il materiale Bananatex® che nasce dalla fibra della banana e, dopo diversi processi, diventa resistente all’acqua e malleabile al punto di poter creare dei tessuti. Il brand svizzero ideato da Christian Kagi nel 2008 utilizza questo tessuto biodegradabile e ricavato al 100% dalle fibre di abacà, una pianta di banana originaria delle Filippine, per creare borse e zaini.
Volendo creare a partire dalla circolarità, Christian invita i consumatori a riportare i prodotti che non usano più per fare della loro produzione un ciclo chiuso. In questa forma, lo scarto e l’inquinamento vengono eliminati e i sistemi produttivi hanno la possibilità di rigenerare e riciclare, portando benefici alle persone.
Questo materiale diventa open source e si rende disponibile anche per altre aziende che cercano di rimpiazzare la plastica con soluzioni vegetali. Ispirandosi all’eredità del modernismo svizzero, i prodotti di QWSTION uniscono design, funzionalità quotidiana e durabilità nel tempo. L’azienda è certificata B Corp enfatizzando il loro coinvolgimento con le pratiche sostenibili verso il prodotto e la società.

Le visite alla capitale Svizzera
Zurigo diventa ancora più fantastica quando vediamo i paesaggi mozzafiato che inondano la città. Parecchi trend di TikTok dicono che sia più bello il tragitto Milano-Zurigo che la città per sé stessa. Anche se non penso sia vero, se anche voi credete in questa leggenda, dal 2026 Trenord e SBB aggiungeranno due treni giornalieri tra la città italiana e la capitale svizzera. La gita al lago in settimana potrebbe diventare il weekend a Zurigo ad assaggiare la loro gastronomia naturale e testare ogni lago che si incontra.


