Il primo capitolo della Milano Fashion Week P/E 2026

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Fra tradizione e nuove ere: la Milano Fashion Week Primavera Estate 2026 debutta con un programma ridotto, ma ricco di contenuti. Da sfilate che scendono in strada ai debutti più attesi, ecco il resoconto della prima giornata della settimana della moda milanese.

Concluse le passerelle di New York e Londra, è la volta di Milano: la Fashion Week italiana alza oggi ufficialmente il sipario. La terza tappa del mese della moda si conferma essere – quest’anno più che mai – uno degli appuntamenti più attesi dal fashion system. Nonostante il calendario decisamente ristretto, la prima giornata della Milano Fashion Week dedicata alle collezioni Primavera Estate 2026 inizia con il piede giusto. Una caccia al tesoro, un attesissimo debutto, passerelle di sabbia e tanto altro. Cosa racconta il primo capitolo della Milano Fashion Week P/E 2026?

La moda democratica di Diesel e la famiglia Gucci secondo Demna

Ad inaugurare il calendario di oggi ci ha pensato Diesel, con la sua Egg Hunt: una caccia al tesoro urbana e interattiva, che invitava a scovare tutte le maxi uova trasparenti sparse per la città al fine di aggiudicarsi premi esclusivi e scoprire l’intera collezione P/E 2026 firmata da Glenn Martens. Il denim c’era, lo streetwear anche, così come i tessuti strappati (e stremati) in perfetto stile Martens. Una moda democratica, che scende in strada, lontana dai luoghi che la rendono inaccessibile e distante.

Tuttavia, ciò che ha più di tutto contribuito ad alimentare l’entusiasmo della città, e a catalizzarvi qualsiasi attenzione, è stato il debutto di Demna Gvasalia alla guida di Gucci. Con un evento privato – la presentazione del cortometraggio The Tiger, diretto da Spike Jonze e Halina Reijn – il designer georgiano ha svelato la sua visione per il marchio, già anticipata ieri dal lookbook La Famiglia. Trentasette archetipi, o personaggi, incarnano le molteplici identità del brand. Strizzando l’occhio agli slip e i tailleur tipici dell’era Ford, alle pellicce di Giannini, e omaggiando i lunghi abiti piumati di Michele, Demna cattura così l’essenza della storia e dell’estetica del brand, evolutasi nel tempo, cristallizzandola in 37 ritratti che raccontano i mille volti di Gucci.

L’heritage genderless di Dhruv Kapoor sfila a Milano

Riscoprire capi fondamentali della storia indiana: questo il cuore del progetto di Dhruv Kapoor per la prossima Primavera. Il punto di partenza è stato il concetto di heritage, ma con uno sguardo più personale. Il designer reinterpreta gli indumenti intimi della tradizione indiana, da sempre indossati da uomini e donne allo stesso modo: genderless, quindi. Kapoor li rende contemporanei, e li accompagna a caftani ricamati, ghungroo – piccoli sonagli che decorano jeans e borse –, tonalità variopinte e incontri eclettici di pattern. Il tutto, su una passerella di sabbia rossa.

La discrezione come stile di vita: Alberta Ferretti secondo Lorenzo Serafini

Viviamo in un mondo fatto di sovra-esposizione, stimoli continui, informazioni in costante fluire. Lorenzo Serafini, con la sua Primavera Estate 2026 per Alberta Ferretti, decide di invertire la marcia: la discrezione diventa una forma di libertà. Lo stilista immagina la donna nel suo privato, nei suoi momenti con sé stessa, i più intimi. I colori sono tenui, cullano lo sguardo di chi guarda tanto quanto le silhouette morbide. Un inno al riserbo come l’unico vero respiro dei giorni nostri.

Il capitolo uno della Milano Fashion Week giunge così al termine. Cosa ci aspetterà nel secondo?