Contributi e coliving: come affrontare il caro affitti

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La situazione degli affitti nelle grandi città italiane è un problema ormai chiaro a tutti. Ora arrivano aiuti e nuove realtà di coliving: il giusto modo per affrontare il problema?

Uno dei grandi problemi delle grandi città, scusate il gioco di parole, sono gli affitti. Costosi, altissimi e con un bassissimo rapporto qualità prezzo. Ogni città poi ha il suo problema. Abbiamo città costosissime a scarso numero di alloggi per via della diffusione di affitti brevi. Altre che obbligano alla coinquilinanza di 5 e a volte anche 10 persone. Considerato poi che le stanze interessano principalmente a studenti fuori sede e lavoratori temporanei capiamo bene la difficoltà di sostenere una stanza singola a 900€ più spese.

Questo sistema però, va a impattare anche quelle famiglie che vivono nelle città, ma che per l’aumento costante dei canoni di locazione non riescono più a permettersi di viverci, portando quindi a veri e propri fenomeni di delocalizzazione verso la periferia o città meno costose.

Un’altra piaga di questa situazione è la condizione delle case. Una volta un amico mi ha raccontato di aver visionato una stanza a Milano, la fregatura? Era un letto piazzato nella cucina della casa, casa in cui viveva anche il proprietario.

Photo via Upday

Le storie da brividi sono tantissime, davvero. Per non parlare della frequente presenza di muffa, infiltrazioni o impianti vecchissimi o non a norma. Un altro amico è stato svegliato all’una di notte dal cedere dell’intero soffitto del bagno. Un altro ha passato l’intero inverno senza caldaia. Se ci metti la sessione o un lavoro stressante nel mezzo, gli 800€ per un quadrato di 20cm escono mal volentieri dal portafoglio. Così come quelli che si devono tirare fuori per la spesa, altro punto dolente.

A Milano sembra che però arrivi un aiuto.

Dal 30 giugno 2025, fino a esaurimento delle risorse, i giovani residenti a Milano possono chiedere il contributo per il sostegno agli affitti.

Photo via LinkedIn

Messo a disposizione dal comune con fondi regionali, si può accedere al contributo fino al compimento di 35 anni. Si deve avere un contratto di lavoro a Milano, un ISEE inferiori o pari a 26mila euro e risiedere da almeno sei mesi nell’appartamento per cui si richiede il contributo all’affitto. Attenzione però: non valgono gli alloggi popolari.

Il contributo massimo è di 2.400€ che verrò erogato direttamente al proprietario dell’alloggio. Sono a disposizione in totale 1 milione e 200mila euro.

Questa viene definita dal comune come una parte della risposta che Milano sta mettendo in campo per dare un aiuto concreto ai cittadini che faticano a sostenere i costi dell’affitto nel mercato privato, partendo dai giovani al primo impiego.

A Firenze a maggio di quest’anno sono state introdotte delle misure per regolare e limitare gli affitti brevi: grande problema delle città turistiche.

E’ stato proprio istituito un regolamento a cui i proprietari degli alloggi devono attenersi. Per prima cosa si è creato un registro comunale delle locazioni turistiche a cui bisogna essere assolutamente iscritti per poter affittare l’alloggio. Si deve poi ottenere un’autorizzazione dalla validità di cinque anni per ogni unità immobiliare da affittare. Per mantenere questa autorizzazione è necessario affittare l’appartamento per almeno 30 giorni in un anno. Questa verrà revocata anche se riscontrate violazioni per tre volte.

Ma soprattutto: non saranno concesse nuove autorizzazione nell’area UNESCO che coincide bene o male con il centro storico. Considerate che in questo raggio di 2 chilometri sono disponibili quasi tre posti letto per ogni residente tra alberghi, altre strutture ricettive e appartamenti per affitti brevi.

Arrivano anche delle dimensioni minime da rispettare: gli appartamenti affittati dovranno essere grandi almeno 28 metri quadrati.

Il resto delle minuziosissime regole ve le risparmio. Però un giro di applausi per chi sta cercando di mettere in regola le cose.

Un fenomeno che si è visto espandersi, forse proprio per sopravvivere a questa giungla immobiliare, è il coliving. Questo fenomeno abitativo si sta guadagnando terreno soprattutto in città come Milano e Firenze, portando a vere e proprio nuove forme di socialità, condivisione e organizzazione degli spazi urbani.

Il coliving è un modello di vita residenziale che si basa sulla vita comunitaria e condivisione di spazi e servizi, con un’offerta di aree comuni arredate e servizi extra inclusi nel prezzo.

Photo via Corriere della Sera

Partito negli anni ‘60, si evolve dal fenomeno del co-housing, un insieme di insediamenti abitativi composti da alloggi privati che si ritrovano in spazi comuni dall’uso collettivo e alla condivisione tra co-residenti. Ora, questo va molto oltre alla classica residenza universitaria o alla coinquilinanza forzata dal caro affitti. È in realtà proprio un ibrido tra una residenza universitaria, un appartamento condiviso e un hotel, ma con più enfasi sulla creazione di una comunità.

Ogni inquilino ha la sua stanza, a volte perfino un mini-appartamento, con ampie aree come cucine, salotti, sale studio, aree fitness, lavanderie e a volte anche spazi di co-working condivisi. Generalmente il canone di affitto include tutte le utenze, la pulizia di aree comuni, la manutenzione e in alcuni casi servizi extra come reception, sicurezza o eventi sociali organizzati. Così si vanno a eliminare molte delle seccature logistiche tipiche degli affitti tradizionali.

I contratti sono spesso più brevi e più flessibili rispetto ai classici 4+4, rendendo questa soluzione ottima per chi si sposta per studio o lavoro per un periodo specifico.

Ovviamente l’aspetto più distintivo sta nella promozione della comunità: gli spazi sono pensati proprio per favorire l’interazione tra i residenti spesso con eventi, attività sociali e la selezione di inquilini con interessi o stili di vita simili.

Scrollando sui social mi sono imbattuta su una di queste soluzioni a Milano. Si chiama Homizy e uno degli slogan presenti sul sito recita: una casa per essere chi vuoi. Appartamenti con stanze arredate e bagni privati o condivisi. Spazi comuni per lavorare, fare sport, rilassarsi e condividere esperienze. Poi con la formula all-inclusive si ha accesso al WiFi veloce, utenze, parcheggio bici e anche locker.

La prima struttura di questa nuova realtà a Milano si inserisce nel quartiere Ortica, uno spazio super vivace pieno di aree verdi, bar, palestre, teatri e librerie. L’affitto può avere una durata minima di 6 mesi, ma si può arrivare anche fino a 4 anni e se le cose cambiano il preavviso è di solo 4 mesi. La realtà è adatta anche per le coppie, in quanto Homizy mette a disposizione soluzioni come monolocali e se siete un gruppo di amici alla Friends c’è la possibilità di vivere tutti insieme appassionatamente.

Photo via Homizy

A Firenze c’è Social Hub che crea uno spazio di colinving per gli studenti, partendo da 914€ al mese.

Insomma, compresa la difficile situazione di difficoltà abitativa si trovano delle soluzioni che permettono di non ritrovarsi in situazioni disagevoli con muffe o proprietari fuori di testa. Ovviamente il coliving, vista l’enorme lista di servizi che dà, non è uno spazio adatto alle tasche di tutte, ma chissà che non sia la prossima frontiera degli affitti.

Innegabile è che stiamo andando incontro a delle vere e proprie generazioni affitto. Le persone faticano sempre di più a potersi permettere una casa propria portando un crescente numero di giovani e meno giovani ad essere costretti a vivere in affitto per lunghi periodi di tempo, spesso per tutta la vita.