“36 domande per innamorarsi”: la scienza ci aiuta a trovare l’amore

da | LIFESTYLE

“36 domande per innamorarsi” è l’esperimento che si pone lo scopo di trovare l’amore della vostra vita in appena 45 minuti, tramite 36 interrogativi. Una specie di speed-date, ma studiato da dei professionisti 

Il vero amore nel 2025 sembra il traguardo di una lunga e faticosa maratona; richiede interminabili mesi, a volte anni, di allenamento e preparazione, ma nonostante ciò, si dice che la fatica, unita all’attesa, sia parte del percorso, e sia proprio quello il bello… Però, di questo passo, abituati ad avere tutto alla portata di uno schiocco di dita, i giovani, stanchi di aspettare, si affidano sempre più spesso alle app d’incontri per velocizzare il processo. Il problema è che anche on-line l’amore risulta complicato, per non dire disastrato: “Il match in foto era diverso”, “Non ha scritto nella bio (ovviamente, ndr.) i suoi difetti”, “Ha scambiato l’uscita per una seduta di psicoterapia” oppure “Ha fatto semplicemente la mossa giusta, ma al momento sbagliato”. Un fallimento.  

Tirando le somme, c’è poco da dire, la genz è destinata a rimanere single, forse non è poi così male… Un recente sondaggio del team SpeedDate ha dichiarato che in Italia un giovane su quattro rimarrà single a vita. Vive l’amour 

E se esistesse un metodo, per così dire, “artificiale”, che permette a due estranei di innamorarsi in 45 minuti e tramite 36 interrogativi?! Una specie di speed-date in stile Marta e Gianluca, il duo comico di Zelig, solamente studiato meticolosamente da scienziati ed esperti, con l’unico fine di scovare due anime gemelle. 

Sembra assurdo si, ma nel 1997 è diventato possibile. In quell’anno lo psicologo statunitense Arthur Aron e il suo team, testarono un esperimento, dal titolo italianizzato “36 domande per innamorarsi” col fine di sviluppare un legame intimo e, in certi casi, romantico, tra due sconosciuti, attraverso alcune semplici domande. Una svolta, almeno sembrava.

“36 domande per innamorarsi” si presenta come la versione arcaica (Ironicamente… solo perché risale al “secolo scorso”), ma allo stesso più moderna ed originale rispetto ai classici incontri a cui siamo abituati.

In cosa consiste esattamente l’esperimento di Arthur Aron?

Due estranei, seduti uno davanti all’altro, in una stanza vuota, rispondono a 36 domande. Hanno 45 minuti a disposizione, dopodiché devono rimanere in silenzio e guardarsi negli occhi per altri 4 minuti. 

Gli interrogativi sono suddivisi in tre sezioni e sono pensati per raggiungere progressivamente l’intimità. La prima parte propone un chiacchiericcio formale; la seconda si sposta su tematiche e argomenti più personali; mentre, la terza implica maggiore apertura da parte di entrambi e obbliga ad osservarsi, per poi descriversi. 

L’obiettivo dell’esperimento, esposto in un saggio sulla rivista accademica Personality and Social Psychology Bulletin, era quello di scoprire se tra due estranei si può raggiungere un legame romantico in meno di un’ora. Prima di essere testato sembrava un’impresa impossibile, ma diversamente da quanto pensato, è risultato fattibile.

Le 36 domande: 

Parte I

1. Chi vorresti avere come ospite a cena, se potessi scegliere tra tutte le persone al mondo?
2. Ti piacerebbe essere famoso? Per che cosa?
3. Ti capita mai di provare quello che devi dire in una telefonata prima di farla? Perché?
4. Com’è un giorno “perfetto”, secondo te?
5. Quand’è l’ultima volta che hai cantato tra te e te? E davanti a qualcun altro?
6. Se tu avessi la possibilità di vivere fino a 90 anni mantenendo la mente o il corpo di un trentenne per gli ultimi 60 anni della tua vita, quale sceglieresti tra i due?
7. Hai un presentimento segreto sul modo in cui morirai?
8. Elenca tre cose che tu e il tuo partner sembra abbiate in comune.
9. Per quali cose della tua vita ti senti più fortunato/grato?
10. Se tu potessi cambiare qualcosa del modo in cui sei stato cresciuto, quale sarebbe?
11. Prenditi quattro minuti e racconta al tuo partner la storia della tua vita il più possibile in dettaglio.
12. Se potessi svegliarti domani avendo acquisito una qualità o un’abilità, quale sarebbe?

Parte II

13. Se potessi vedere in una sfera di cristallo la verità su te stesso, la tua vita, il futuro o qualsiasi altra cosa, che cosa vorresti sapere?
14. C’è qualcosa che sogni di fare da tanto tempo? Perché non l’hai fatto?
15. Qual è il traguardo più importante che hai raggiunto nella tua vita, o il tuo più grande risultato?
16. Quali sono le cose che per te contano di più in un rapporto di amicizia?
17. Qual è il tuo ricordo più caro?
18. Qual è il tuo ricordo peggiore?
19. Se tu sapessi che entro un anno improvvisamente morirai, cambieresti qualcosa del modo in cui stai vivendo? Perché?
20. Che cosa significa l’amicizia per te?
21. Che ruolo hanno nella tua vita l’amore e l’affetto?
22. Elencate alternandovi cinque caratteristiche positive dell’altro.
23. Hai un rapporto stretto con la tua famiglia? Pensi che la tua infanzia sia stata più felice della media?
24. Che rapporto hai con tua madre?

Parte III

25. Ognuno dica tre frasi con il “noi”. Per esempio: “Siamo entrambi in questa stanza e ci sentiamo…”
26. Completa questa frase: “Vorrei avere qualcuno con cui poter condividere…”
27. Spiega al tuo partner le cose di te che sarebbe importante che sapesse, se diventaste molto amici
28. Di’ al tuo partner che cosa ti piace di lui/lei; sii molto onesto/a, e di’ anche cose che in genere non diresti a una persona che hai appena conosciuto
29. Racconta un episodio imbarazzante della tua vita.
30. Quando è stata l’ultima volta che hai pianto di fronte a un’altra persona? E da solo/a?
31. Di’ al tuo partner qualcosa che già ti piace di lui/lei.
32. Qual è – se esiste – l’argomento su cui non si può scherzare, per te?
33. Se tu stasera morissi senza poter più comunicare con nessuno, qual è la cosa che rimpiangeresti di non aver detto a qualcuno? Perché non gliel’hai ancora detta?
34. La tua casa prende fuoco, con dentro tutto quello che possiedi. Dopo aver salvato le persone che ami e gli animali, hai il tempo per fare un’ultima corsa dentro e portare via un solo oggetto. Quale sarebbe? perché?
35. Qual è il membro della tua famiglia la cui morte ti colpirebbe di più? Perché?
36. Parla di un tuo problema personale e chiedi al partner un consiglio su come lui o lei affronterebbe questo problema. Chiedigli anche di descriverti come gli sembra che tu ti senta rispetto al problema di cui hai scelto di parlare.

Lo stesso esperimento a trent’anni di distanza 

Trent’anni dopo. 

Pensate, al giorno d’oggi, di matchare qualcuno su un’app online, organizzare un’uscita e, magari, a sua iniziale insaputa, sottoporlo ad un esperimento scientifico. Da folli. Ma ancora di più, immaginate, successivamente, di scoprire di aver confermato la tesi di un esperimento del 1997. Paradossale, no? 

A qualcuno è accaduto. Una giornalista del New York Times ha descritto il suo “appuntamento sperimentale” in un articolo, riscuotendo grande stupore e fascinazione nei suoi lettori. Mandy Len Catron, dopo essere venuta a conoscenza del saggio, ha deciso di provarlo sulla sua stessa pelle, durante il suo primo date con Mark Janusz Bondyra

Catron ha dimostrato la validità dell’esperimento: lei e Bondyra stanno insieme ormai da dieci anni, hanno tre figli e si sono spostati lo scorso maggio.

Nel 1997 Arthur Aron e il suo team avevano già dimostrato l’attendibilità del loro supposto: l’esperimento funzionava con parecchie coppie, ma non con tutte. Nonostante molti avessero dichiarato di non essersi innamorati, hanno però ammesso di sentirsi molto vicini e intimi con lo sconosciuto davanti a loro

Come agisce l’esperimento?

Anche senza essere psicologi, possiamo intuire che in 45 minuti di chiacchierata, in cui i discorsi affrontati sono inerenti a passioni, interessi, hobby e curiosità, e dove non c’è il tempo di divagare, si possano trovare affinità o discrepanze tra due persone che si iniziano a conoscere per la prima volta. Esporsi con un’estraneo è spesso più semplice e liberatorio, rispetto a qualcuno che conosciamo da tempo e di cui temiamo il giudizio. L’intimità che si crea tre gli individui sottoposti al test è sincera, le risposte sono spontanee e immediate; ma innamorarsi è tutta un’altra cosa. Ci si può trovare d’accordo in certi casi e diventare amici, ma non per forza entra in gioco l’amore quando sveliamo noi stessi e il nostro carattere.

Questo esperimento, oltre a facilitare la conoscenza, ha anche altri vantaggi: ciò che noi consideriamo un difetto viene immediatamente a galla, non dobbiamo aspettare mesi e mesi di relazione per scoprirlo. Inoltre, anche gli atteggiamenti che noi reputiamo scorretti e poco sgradevoli in determinate situazioni emergono al primo appuntamento. Meglio di così…

Allora, vi sentite pronti per affrontare il prossimo appuntamento che in 45 minuti e 36 domande probabilmente vi farà incontrare la vostra anima gemella, oppure preferire fare i tradizionalisti e lasciate che le cose emergano passo dopo passo?

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