Moncler al Met Gala 2025

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Piumini d’autore sul red carpet dell’eleganza globale

New York, 6 maggio 2025 – Cosa ci fa un piumino sulle scale del Metropolitan Museum durante la notte più sontuosa dell’anno? È la domanda che molti si sono posti quando Moncler, il re indiscusso dell’outerwear tecnico, ha calcato per la prima volta il tappeto rosso del Met Gala, grazie alla regia creativa di Edward Enninful, direttore visionario e co-creatore del progetto Genius.

Il tema di quest’anno, “Superfine: Tailoring Black Style”, è un omaggio alla cultura sartoriale nera e alle sue declinazioni tra orgoglio, eleganza, dandyismo e identità. E in questo contesto, la sfida era ardua: fondere l’heritage trapuntato di Moncler con le architetture su misura della tradizione nera.

Un parterre di stelle… e piumini

Moncler ed Enninful hanno vestito un cast di ospiti d’élite, ciascuno con un look personalizzato – un mosaico di interpretazioni tra tecnica e teatralità. Tra i protagonisti: Serena Williams, Alicia Keys e Swizz Beatz, Vittoria Ceretti, Fei Fei Sun, Colin Kaepernick e Nessa Diab. Ognuno ha incarnato una versione del mondo Moncler, tra omaggi storici e audaci deviazioni stilistiche.

Serena Williams

La regina del tennis ha sfoggiato un abito in satin liquido verde mare con corsetto interno e inserti in organza tecnica trasparente, sormontato da una cappa in seta trapuntata a tutta lunghezza. L’effetto? Un incrocio tra una dea greca e una regina delle nevi. Maestosa sì, ma forse più adatta a una notte artica che a una gala.

“La cappa è un omaggio audace al DNA Moncler”, recita il comunicato. E lo è, anche se il risultato oscilla tra haute couture e coperta deluxe da chalet di lusso.

Alicia Keys & Swizz Beatz: moderni dandy in coordinato secondo Moncler

La coppia ha scelto completi sartoriali a righe rosse e blu, con tocchi dandy e riferimenti urban. Alicia abbina il suo tailleur in lana e seta a una sciarpa imbottita oversize, mentre Swizz sfoggia un durag di seta con cristalli Swarovski firmato da Paul Richards.

Una scelta di stile coraggiosa, che vuole mescolare orgoglio culturale, arte e street couture. Ma come accade spesso, quando il messaggio prende il sopravvento sulla forma, il rischio è di perdere in equilibrio. Troppi accessori, troppa teoria, un po’ meno grazia.

Vittoria Ceretti

La modella italiana è una delle rare figure ad aver trovato l’equilibrio perfetto tra sartoria e volume tecnico. Il suo minidress a righe gessate navy, strutturato come un bustino con lunga coda, era accompagnato da una cappa imbottita e cappuccio. Un omaggio tanto alla Savile Row quanto alla sciabilità alpina.

“Un look che fonde la sartoria classica con l’estetica Moncler” – e per una volta, la fusione è riuscita, forse ci si aspettava di più. 

Fei Fei Sun: duchessa urbana per Moncler

In un trench di duchesse satin blu elettrico, con un lungo strascico e un abito in organza liquida sotto, la modella cinese si è trasformata in una figura regale e modernissima. Linee architettoniche e tessuti densi, per una delle apparizioni più raffinate della serata.

Enninful ha citato questo look come una “reinvenzione maxi” di uno dei primi design di Moncler Genius. Qui la moda non grida: sussurra con decisione.

Colin Kaepernick: l’uomo col mantello

Un tre pezzi in check bordeaux disegnato da Ozwald Boateng, con un mantello fluido e drappeggiato, costruito in dialogo con Enninful. Il risultato è un perfetto equilibrio tra mascolinità classica e vulnerabilità poetica.

“Orgoglio, stabilità, onore” sono le parole guida. E per una volta, il messaggio non sovrasta il vestito: lo accompagna.

Nessa Diab

La presentatrice ha indossato una cappa corta in nylon lucido Moncler, sopra un abito nero firmato Chuks Collins, tratto dalla collezione “An Ode to Mama”. Un tributo alla forza materna e all’eredità culturale.

Il contrasto tra la superficie tecnica Moncler e l’abito drammatico crea un corto circuito estetico. Potente, sì. Ma forse più da editoriale che da tappeto rosso.

Moncler: piumino d’élite o corto circuito d’intenti?

Moncler ha osato portare la sua eredità tecnica nel tempio dell’alta moda, affidandosi alla visione raffinata (e coraggiosa) di Enninful. Alcuni look hanno colpito nel segno – come quelli di Fei Fei Sun e Kaepernick – altri hanno sacrificato l’eleganza sull’altare del concept.

 Ma in fondo, come direbbe un cronista della vecchia Europa: “Il piumino è entrato nel salotto buono. Resta da capire se ci tornerà invitato… o sarà solo un ospite curioso.”

Photocredits: Vogue Italia