L’Ugly chic 2025: Cosa significa essere una donna Prada 

da | FASHION

In veste di moralisti predichiamo la libertà estetica ma poi ci spaventa un vestito “strano”. L’ugly chic di Prada che non vuole piacere

Critichiamo il sistema, ci indigniamo per i canoni imposti, per quella perfezione forzata e seriale che ci vuole tutte uguali. Combattiamo nei commenti di ogni video tiktok in nome della libertà estetica e dell’autenticità… E poi? Rimaniamo prigionieri dell’approvazione degli altri. 

Ci piace dire che ognuno dovrebbe vestirsi come vuole, ma quando vediamo qualcuno fuori dagli schemi, vestito eccentrico o non convenzionale, ancora storciamo il naso. Ci fa strano.

E intanto Prada senza chiedere il permesso disegna un’altra possibilità: l’ugly chic.

ugly chic Prada

Lo Specchio Scomodo di Prada

La osservi quella donna Prada e pensi:  “No, perché quelle sopracciglia? Perché i capelli così disordinati? Perché quel vestito che non valorizza nulla? Che brutta la moda contemporanea! Perché è tutto così… sbagliato?”.

Ma è proprio lì il punto. Se ci lamentiamo di come la medicina estetica e i social ci hanno imprigionato in un’idea tossica di bellezza, allora dobbiamo anche avere il coraggio di accettare un altro modo di raccontarci. Di dire: basta piega perfetta, basta silhouette scolpita a forza di body shaping.  

Non possiamo inneggiare alla libertà estetica e poi tremare davanti al primo orlo scucito. Prada ci mette davanti a uno specchio scomodo: lo guardiamo?

Wabi-sabi in passerella

La collezione autunno inverno 2025 2026 ci fa riflettere su cosa sia la femminilità oggi.

Quattro abiti neri, al ginocchio, minimali, puliti nella forma, ma ricchi di un’intenzionalità destabilizzante. Il primo è austero, il secondo, a collo largo, richiama l’eleganza anni ’60…, orli grezzi, volutamente non rifiniti, i materiali sembrano stropicciati, vissuti, quasi “abbandonati” sul corpo. La silhouette si scompone, si disallinea.

Così cambia tutto. Capisci che non è l’abito a dover scolpire la donna, ma la donna a poterlo vivere come vuole. È in questa anti-forma che nasce la vera forma: quella personale, mutevole, imperfetta, eppure potentissima. L’ugly chic di Prada incarna l’antica filosofia del wabi-sabi: i giapponesi trovano bellezza, e umanità, nelle crepe, nell’autenticità delle cose incomplete, piuttosto che nella levigatezza dell’ideale.

Il grezzo contro il raffinato. Ogni dettaglio racconta una scelta consapevole. Fiocchi, borse strutturate, gioielli, spille décor: sono gli accessori a risarcire l’occhio, a dare significato alla materia nuda. È una moda che invita all’azione, a completare il look con la propria personalità.  

Ecco il punto: non ti dà tutto, ti chiede di metterci del tuo.

Essere una donna Prada

Vuoi davvero essere libera?

Perché essere una donna Prada significa vestirsi di un’estetica scomoda, un ugly chic che ti spinge a chiederti: mi sento io, o mi sto solo conformando a ciò che piace?

Vestiti non per aderire, ma per esprimerti.

Foto: Amica, Prada, Vogue