Un nuovo modo di intendere l’arte: Duchamp a Venezia

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Dal 14 ottobre al 18 marzo 2024 la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita la mostra “Marcel Duchamp e la seduzione della copia”.

“Il grande nemico dell’arte è il buon gusto.” Marcel Duchamp.

Questa frase riassume la visione che Duchamp ha dell’arte. 

L’arte non è per forza perfezione, armonia e equilibrio, come si pensava dal Rinascimento, al Romanticismo, fino al ‘900. L’arte non deve per forza essere qualcosa di visivamente bello. È lo spettatore che deve scorgere nell’opera d’arte una bellezza soggettiva. Che solo i suoi occhi possono captare e interpretare in base al proprio vissuto e alle proprie esperienze.

Marcel Duchamp ha stravolto l’arte che tutti conoscevano e ha distrutto i pilastri che la sorreggevano dal 1500.

L’abilità tecnica e manuale dell’artista, considerata fino a quel momento il punto cardine per realizzare un’opera, non ha più importanza. Essenziale diventa l’idea dell’artista; il perché quella determinata opera è stata fatta in quel determinato modo; il significato che c’è dietro. L’artista non è più colui che fa con le proprie mani, ma colui che dà nuovi significati a cose già esistenti. 

Ma soprattuto, un’opera esiste solo se c’è un fruitore che la osserva e che la può interpretare.

“La storia mentale sottintesa al dipinto è in chi lo guarda, o meglio in chi lo ‘legge’ cioè sono gli spettatori che fanno il dipinto.”

“Marcel Duchamp e la seduzione della copia” a Venezia

Dal 14 ottobre al 18 marzo 2024 il Guggenheim di Venezia ospita “Marcel Duchamp e la seduzione della copia”, un viaggio attraverso la sua carriera dal 1911 al 1968. Il tema dell’esposizione è la sua ossessione per la replica come espressione artistica. 

Una personalità fuori dagli schemi, uno scacchista e intellettuale esperto in ogni campo, Marcel Duchamp è l’artista che ha trasformato un’orinatoio in una fontana, che ha disegnato i baffi alla Gioconda e che ha messo una ruota di bicicletta su uno sgabello, due elementi che per natura sono contrastanti – uno esprime movimento, l’altro staticità -.

Curata da Paul B. Franklin, studioso indipendente e tra i massimi esperti dell’artista, l’esposizione si compone di circa 60 opere, tra queste: Nudo (schizzo), Giovane triste in treno, Il re e la regina circondati da nudi veloci, provenienti dal MoMa e il Guggenheim di New York, dal Philadelphia Museum of Art, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, ma anche lavori meno conosciuti appartenenti al lascito di Duchamp o a collezioni private. 

È inoltre esposto per la prima volta un ampio nucleo di opere arrivato dalla collezione veneziana di Attilio Codognato, che si interessò alla produzione dell’artista già dai primi anni Settanta.

Boîte-en-valise (Scatola in una valigia)

L’elemento clou della mostra è Boîte-en-valise (Scatola in una valigia), un museo portatile contenente 69 repliche e riproduzioni in miniatura delle opere di Duchamp, parodia estrema dell’arte che colpisce al cuore l’idea stessa di museo.

“Tutto quello che ho fatto di importante potrebbe stare in una piccola valigia”, disse l’artista quando, nel 1941, consegnò l’esemplare numero uno dell’opera all’amica Peggy, la prima di una serie deluxe di venti valigette da viaggio, tra cui alcuni modelli – come questo – firmati Louis Vuitton.

Nell’autobiografia Una vita per l’arte (Rizzoli, 1998) Peggy racconta: “Spesso pensavo che sarebbe stato molto divertente andare a trascorrere un fine settimana portandosi dietro quella valigia invece della solita borsa che si riteneva indispensabile”. 

Il rapporto con Peggy Guggenheim 

La mostra riserva uno spazio speciale per fotografie, documenti d’archivio e pubblicazioni che illustrano il legame del maestro con Peggy. Duchamp l’ha aiutata ad aprire la sua Galleria a Londra.

“Duchamp è stato una figura fondamentale per la carriera di Guggenheim nell’ambito dell’arte moderna”, ricorda Karole P. B. Vail, direttrice del museo veneziano e nipote della collezionista: “Si conoscono a Parigi, intorno al 1923, mentre Guggenheim sta ancora scoprendo quella che allora era la capitale mondiale dell’arte, e l’Europa, ma solo più avanti diventerà suo amico e consigliere di fiducia”. Duchamp la aiutò molto nel suo percorso, è lui stesso che le presenta numerosi artisti. 

Marcel Duchamp: un viaggio nella Boîte-en-valise

Un’altra sezione è quella scientifica, dedicata al restauro della Scatola in una valigia, organizzata dal dipartimento di conservazione della Collezione Peggy Guggenheim e dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Tra installazioni video e touch-screen vengono mostrati i 69 elementi che compongono l’opera. Marcel Duchamp: un viaggio nella “Scatola in una valigia” svela le tecniche e i materiali che l’artista usò per realizzarla, e le soluzioni scelte per assicurarne una migliore conservazione. 

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo illustrato, edito da Marsilio Arte, con il saggio del curatore Paul B. Franklin.

Immagini: https://www.guggenheim-venice.it/it/mostre-eventi/mostre/marcel-duchamp-e-la-seduzione-della-copia/