In una location d’eccezione, nel cortile dell’Ecole militaire di Parigi, sfila la primavera estate Givenchy di Matthew M. Williams. Uno spaccato di una società borghese che veste i panni della nobiltà.

Dietro i cancelli del palazzo settecentesco, voluto da Luigi XV, la realtà borghese di Givenchy prende forma. Chic e raffinata la collezione di Williams è il dipinto di una borghesia che si prende i suoi spazi. Il tipico starter pack della ragazza dell’upper east side alla Blair Waldorf è il punto d’inizio della prossima stagione firmata Givenchy.

Abiti sobri, eleganti e mai fuori posto compongono una collezione che veste, dalla mattina alla sera, una ragazza raffinata e “di buona famiglia”, come si suol dire. Cappotti dal taglio strutturato si abbinano a abiti scivolati con l’aggiunta, qua e là, di qualche cerchietto dall’aria bon ton. Le modelle sembrano essersi vestite nell’armadio delle loro madri come per apparire più adulte. Fiere e convinte le donne di Givenchy fanno il loro debutto in società su una passerella che le accoglie sotto gli sguardi fieri delle famiglie.

Queste le sensazioni suscitate dallo show di Givenchy che pare essere il palcoscenico del ballo delle debuttanti. Williams si fa demiurgo di un’eleganza composta e costruita figlia di una società fatta di imposizioni e regole ferree. Il racconto del brand francese sembra essere quanto di più lontano dalla società contemporanea. In un mondo dominato dallo street wear Givenchy si fa bandiera di un’eleganza rigorosa e determinata dalle famose regole di stile. In un mondo di pura libertà, in cui la parola controllo sembra essere un’imprecazione, Williams ribalta le carte. Raccontando una nuova storia, rispetto al mondo street, Givenchy tenta di rilanciare il seme di un’eleganza gentile e cordiale che fa della bellezza, intesa nel suo senso più puro, il suo esoscheletro.

La domanda che mi accapiglia, a questo punto, è la seguente: cosa significa questo romantico ritorno al passato? Givenchy starà anticipando i tempi o il racconto di William è semplicemente anacronistico?





foto: fashionnetwork.com


