Tumore ai polmoni: come incide il fumo

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 Il tumore ai polmoni è tra le principali cause di morte in Italia. Oltre alle classiche sigarette, anche prodotti come sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato (IQOS) comportano rischi significativi per i polmoni, contengono sostanze pericolose e favoriscono dipendenza in età precoce. Analizziamo dati nazionali e studi scientifici recenti su questo tema di salute pubblica.

Tumore ai polmoni e fumo: il legame più forte

Il tumore ai polmoni è fortemente associato al fumo di sigaretta tradizionale, riconosciuto dalla comunità scientifica come principale fattore di rischio. In Italia, circa il 20,5% della popolazione adulta fuma sigarette, pari a oltre 10,5 milioni di persone tra i maggiori di 15 anni; fumarne aumenta drasticamente il rischio di cancro polmonare e altre neoplasie. Le sigarette contengono migliaia di sostanze tossiche, comprese decine di carcinogeni noti come PAH (idrocarburi policiclici aromatici) e composti volatili nocivi, che danneggiano direttamente il tessuto polmonare e favoriscono la carcinogenesi.

Svapo ed e-cigarette: rischi e tossicità nel lungo periodo 

Le sigarette elettroniche (svapo) non bruciano tabacco ma riscaldano liquidi che generano aerosol. Tuttavia, questi aerosol possono contenere composti cancerogeni o potenzialmente dannosi come formaldeide, acetaldeide, benzene, metalli pesanti e altre sostanze tossiche legate a danni polmonari e infiammazione cronica. Studi sugli effetti a lungo termine sono ancora in corso, ma ricerche preliminari indicano che alcuni componenti inalati dallo svapo possono essere associati a malattie respiratorie e potrebbero aumentare il rischio di tumore nel tempo. 

IQOS e tabacco riscaldato: meno combustione ma non innocuo

I dispositivi a tabacco riscaldato come IQOS non bruciano tabacco ma comunque contengono tossine e composti cancerogeni presenti nelle foglie di tabacco stesse, tra cui benzene e nitrosamine specifiche del tabacco, sebbene in quantità variabili rispetto alle sigarette tradizionali. Una revisione scientifica sulla tossicità di IQOS evidenzia che, pur con profili chimici diversi, il loro uso si associa a danni respiratori e cardiovascolari in modelli sperimentali e può mantenere esposizioni nocive.

Giovani, dual use e dipendenza precoce

In Italia l’uso di prodotti di nicotina tra adolescenti è allarmante: circa 30,2% degli studenti tra 14 e 17 anni ha usato nell’ultimo mese almeno un prodotto tra sigarette tradizionali, e-cigarette o HTP, con percentuali simili per ogni tipologia. La vendita e l’accesso sotto i 18 anni è vietata, ma gli studi mostrano che una larga parte dei minorenni riesce comunque ad acquistare sigarette elettroniche senza rifiuto da parte dei rivenditori, con percentuali di resistenza al divieto superiori al 58% tra gli adolescenti. Questa esposizione precoce alla nicotina promuove una dipendenza che può consolidarsi nel tempo, aumentando non solo l’uso continuativo ma anche il rischio di passare a prodotti più dannosi come le sigarette combustibili. 

Impatto sanitario: età di esordio e malattie correlate 

Secondo l’Aiom, il fumo di tabacco è responsabile della gran parte delle diagnosi di tumore polmonare in Italia e causa decine di migliaia di morti ogni anno; un’abitudine che spesso inizia prima dei 18 anni riduce l’età media dell’insorgenza delle patologie e peggiora l’esito clinico nel lungo termine. L’inizio precoce dell’uso di nicotina è associato non solo a cancro polmonare ma anche a malattie cardiovascolari, Bpco e infiammazioni respiratorie croniche, con effetti cumulativi che si manifestano tipicamente in età adulta. 

Il tumore ai polmoni resta una minaccia grave, fortemente legata all’esposizione a sigarette tradizionali, e potenzialmente aggravata dall’uso combinato di prodotti alternativi come svapo e IQOS. La prevenzione, l’educazione giovanile e il rispetto delle normative su accesso e vendita restano strumenti essenziali per proteggere la salute pubblica.

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